La risposta è semplice: oltre a risolvere correttamente i profili dei colori, è (per ora) uno dei pochi in grado di gestire i CSS3.
Per quanto riguarda i colori delle immagini, vi rimando a questo articolo pubblicato su melablog, di cui riporto qui solo un estratto:
La maggior parte delle immagini per il web è codificata nello schema colori sRGB, uno standard introdotto da HP e Microsoft nel 1995. In realtà questo standard non è affatto in grado di ricreare tutte le varianti di colore riproducibili dai display e percepibili dal nostro sguardo.
Al momento esistono alternative all’sRGB, come l’Adobe RGN, l’ECI RGB e il Microsoft scRGB, tutti in grado di proporre tavolozze più ampie. Al momento, tuttavia, Internet Explorer, Firefox ed Opera non sono in grado di sfruttare le potenzialità di questi protocolli e, addirittura, le immagini in Adobe RGB risultano malcomprese da Explorer, con rese inferiori all’sRGB.
Questo non accade in Safari 3. Il browser, infatti, sfrutta i profili, cioè quei sistemi di encoding di colore ben noti agli utenti Macintosh. I profili sono standardizzati nell’International Color Consortium. Quando scarica un’immagine, Safari controlla se è taggata con un profilo preciso, e la mostra opportunamente, considerando anche le caratteristiche del monitori.
Se pensate siano solo parole messe lì a caso, provate a guardarvi l’header (l’immagine in testata) del mio blog con Safari e poi con Firefox: la differente resa nei colori è davvero notevole - mentre con Firefox l’immagine è sbiadita (sembra sia stata lavata con candeggina) con Safari i colori sono vivi, veri, reali.
Provare per credere.
Per quanto invece concerne i CSS3, anche in questo Safari si difende piuttosto bene: oggi ho effettuato qualche modifica al blog, aggiungendo delle ombre sui titoli nella barra laterale.
Per le ombre è necessario modificare il foglio di stile usando questa sintassi: Continue reading ‘E poi non chiedetemi perché uso Safari.’


