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	<title>Henry's i-Diary</title>
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	<description>Beauty will save us all.</description>
	<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 16:20:12 +0000</pubDate>
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		<title>Timide ma pronte.</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 16:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[pictures]]></category>

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		<description><![CDATA[Sei foto (sei) giacciono sul tappeto ai miei piedi,
pronte per essere esposte.
Una cornice a giorno ed un titolo che per me significa almeno tanto quanto l&#8217;immagine,
un po&#8217; di inesperienza che è lì per giustificare quel po&#8217; di irrequietezza.
Se nel weekend (sabato 12 - domenica 13 - lunedì 14) passate per Boves (Cuneo) con in tasca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sei foto <em>(sei)</em> giacciono sul tappeto ai miei piedi,<br />
pronte per essere esposte.<br />
Una cornice a giorno ed un titolo che per me significa almeno tanto quanto l&#8217;immagine,<br />
un po&#8217; di inesperienza che è lì per giustificare quel po&#8217; di irrequietezza.</p>
<p>Se nel weekend (sabato 12 - domenica 13 - lunedì 14) passate per Boves (Cuneo) con in tasca una manciata di minuti liberi, fate una sosta in Via Roma, nel centro.<br />
Se mi leggete da lontano, non temete: nel corso della prossima settimana il blog sarà dedicato agli scatti esposti, un post per ogni foto, una descrizione (lunga, poetica, più o meno tecnica) per ogni immagine.</p>
<p>L&#8217;incontro reale è nel weekend,<br />
quello virtuale è nel corso della prossima settimana qui, sul blog.<br />
In entrambi i casi,<br />
a presto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Run!</title>
		<link>http://www.henryblog.net/2008/07/06/run/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 16:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[bloggers' life]]></category>

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		<description><![CDATA[Jimmy Chamberlin, dalle cuffie del mio iPod, incalza con un incedere marziale di grancassa: corri
(mi suona)
corri!
Guardo la strada che mi si srotola innanzi: campi verdi e grigio asfalto, poche auto, sempre meno auto, nessuna auto.
Mi volto a destra, a sinistra: nessuno al mio fianco.
Continuo a correre, a guardare la strada che continua a strotolarsi: abbasso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jimmy_Chamberlin">Jimmy Chamberlin</a>, dalle cuffie del mio iPod, incalza con un incedere marziale di grancassa: corri<br />
(mi <em>suona</em>)<br />
<strong>corri!</strong><br />
Guardo la strada che mi si srotola innanzi: campi verdi e grigio asfalto, poche auto, sempre meno auto, nessuna auto.<br />
Mi volto a destra, a sinistra: nessuno al mio fianco.<br />
Continuo a correre, a guardare la strada che continua a strotolarsi: abbasso il capo, due puma azzurri (dall&#8217;apice delle scarpe da corsa) si inseguono in una competizione senza vincitori nè vinti - primo è il destro, primo è il sinistro, il destro, il sinistro.<br />
Al tempo della batteria di Jimmy si alternano le loro posizioni sul podio: <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Billy_Corgan">Billy</a> inserisce il suo cantato mentre la <em>non-gara</em> è ancora in corso -<br />
-<em> &#8220;despite all my rage I&#8217;m still just a rat in a cage!&#8221;</em>: dalle cuffie dell&#8217;iPod sembra quasi ringhiare, Billy.<br />
Io mi diverto a fare un collage dei suoi testi, riordinando l&#8217;eventuale ritornello in un:</p>
<p><center><strong>&#8220;Despite all, I&#8217;m still.&#8221;</strong></center></p>
<p>E&#8217; la grancassa di Jimmy a distogliermi dai pensieri<br />
<em>(il cielo plumbeo dice che non dovrei esser qui a correre - la pressione del mio sangue dice che non dovrei esser qui a correre)</em><br />
E&#8217; la grancassa di Jimmy a suggerire con logica il mio dover continuare a correre, almeno fino a casa.<br />
<center><strong>&#8220;Despite all, I&#8217;m still.&#8221;</strong></center><br />
<strong>Corri!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Estatica: Effimera Elettronica Estate.</title>
		<link>http://www.henryblog.net/2008/06/25/estatica-effimera-elettronica-estate/</link>
		<comments>http://www.henryblog.net/2008/06/25/estatica-effimera-elettronica-estate/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 15:11:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[bloggers' life]]></category>

		<category><![CDATA[music]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi istanti di frequenze elettroniche sono sufficienti per riallineare armonicamente frequenze subepiteliali che, con parole sommessamente inglobanti gaudio, annunciamo ritrovate.
People Press Play e così faccio anch&#8217;io, per ritrovare quella linea di fragile seta che unisce tutte le mie Estati: da questa, neonata, indietro fino all&#8217;istante in cui la memoria riesce a creare un supporto sufficientemente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi istanti di frequenze elettroniche sono sufficienti per riallineare armonicamente frequenze subepiteliali che, con parole sommessamente inglobanti gaudio, annunciamo ritrovate.<br />
People Press Play e così faccio anch&#8217;io, per ritrovare quella linea di fragile seta che unisce tutte le mie Estati: da questa, neonata, indietro fino all&#8217;istante in cui la memoria riesce a creare un supporto sufficientemente stabile.<br />
(E, forse, anche oltre).<br />
Estati trascorse a sorridere <em>(unoduetrequattrocinque!)</em> incolpando, per sorrisi prolungati oltre il sesto dei secondi, i soffici fili d&#8217;erba che (intrecciandosi alle margherite) ci accarezzavano l&#8217;epidermide.<br />
Estati internazionali, dove gli aeroporti diventano portali dimensionali verso altri mondi, culture, lingue ed espressioni.<br />
Estati scalpitanti, in calore, effervescenti, sudate, forse un po&#8217; sporche, spensierate e malinconiche: in qualsiasi delle casistiche Estati piacevoli - da vivere, ricordare, immaginare.<br />
Estati Elettroniche, che si stendono sulle note campionate dei Mùm, dei Sigur Ròs, dei Lali Puna, dei Ms. John Soda, dei Lamb, dei Goldfrapp, dei Portishead e (da quest&#8217;anno) anche dei People Press Play.<br />
People Press Play e così farò anch&#8217;io, nel Piacere del contatto tra il pollice e quel triangolo rivolto a destra, in direzione di due linee verticali perfettamente simmetriche: da qui fino al prossimo dei miei viaggi, ho ritrovato (nell&#8217;Amore e nel profondo Rispetto che provo per me stesso) l&#8217;Amore ed il profondo Rispetto per le diapositive che la mia Vita allinea in successione, fino a crearne un filmato, da quasi 30 Estati a questa.<br />
Ad oggi, ora, adesso - fino alla prossima delle partenze, da sempre vedove di ritorni.<br />
People Press Play e così faccio anch&#8217;io, perché questi sono giorni che si muovono in fretta, perché le mie Estati sono Effimere oltre che Elettroniche.<br />
Estati Estatiche, che da sempre accompagno con eterea voce femminile e suoni delicati come gocce di rugiada: suoni da shuffle, suoni da repeat, suoni campionati che per me sono i campioni dei suoni.<br />
Estati sempre a colori, Estati con il cuore che s&#8217;allinea sulle frequenze dei beat di quei gruppi già elencati - con le orecchie che più non servono, poiché s&#8217;ascolta con l&#8217;Anima: è Lei il dj, ed è Lei che se la gode.<br />
Da sempre.<br />
Estati in cui la musica non è in cuffia ma nel Cuore, nell&#8217;Intorno, ovunque: nelle persone che incontro e nei luoghi che visito.</p>
<p>Ed il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Morr_Music">genere</a>, sgorgando dall&#8217;artificio di elettronici circuiti, risulta a me esser il più naturale per musicare il mio Luglio ed il mio Agosto: il post-orgasmic chill, come sempre, lo rimandiamo a Settembre.</p>
<p><center><em>&#8220;These days are moving fast ahead&#8230;&#8221;</em><br />
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8FvXZ5bk8MQ&#038;hl=en"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/8FvXZ5bk8MQ&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344"></embed></object><br />
<em>People Press Play - These Days</em></center></p>
<p>Technorati Tags: <a href="http://technorati.com/tag/M%C3%B9m" rel="tag">Mùm</a>, <a href="http://technorati.com/tag/Sigur+R%C3%B2s" rel="tag"> Sigur Ròs</a>, <a href="http://technorati.com/tag/Lali+Puna" rel="tag"> Lali Puna</a>, <a href="http://technorati.com/tag/Ms.+John+Soda" rel="tag"> Ms. John Soda</a>, <a href="http://technorati.com/tag/Lamb" rel="tag"> Lamb</a>, <a href="http://technorati.com/tag/Goldfrapp" rel="tag"> Goldfrapp</a>, <a href="http://technorati.com/tag/Portishead" rel="tag"> Portishead</a>, <a href="http://technorati.com/tag/People+Press+Play" rel="tag"> People Press Play</a>, <a href="http://technorati.com/tag/Morr+Music" rel="tag"> Morr Music</a>, <a href="http://technorati.com/tag/similar+artists" rel="tag"> similar artists</a>, <a href="http://technorati.com/tag/gruppi+simili" rel="tag"> gruppi simili</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sul Tempo di cui ancora non sai.</title>
		<link>http://www.henryblog.net/2008/05/30/sul-tempo-di-cui-ancora-non-sai/</link>
		<comments>http://www.henryblog.net/2008/05/30/sul-tempo-di-cui-ancora-non-sai/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 May 2008 21:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
C&#8217;è un Tempo di cui ancora non sai: è portatore d&#8217;un cambiamento dolce, forse un po&#8217; malinconico ma (soprattutto) lento.
Impercettibilmente lento.
E&#8217; un colore che cambierà lievemente sfumatura, lasciandoti scivolare con morbidezza in quel Tempo di cui ancora non sai: lì ti svestirai delle urla d&#8217;adolescenza,
delle abitudini da liceo, della rabbia e dell&#8217;insicurezza.
Troverai un equilibrio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><img src="http://www.henryblog.net/wp-content/uploads/seasons.jpg"/></center></p>
<p>C&#8217;è un Tempo di cui ancora non sai: è portatore d&#8217;un cambiamento dolce, forse un po&#8217; malinconico ma (soprattutto) lento.<br />
Impercettibilmente lento.<br />
E&#8217; un colore che cambierà lievemente sfumatura, lasciandoti scivolare con morbidezza in quel Tempo di cui ancora non sai: lì ti svestirai delle urla d&#8217;adolescenza,<br />
delle abitudini da liceo, della rabbia e dell&#8217;insicurezza.<br />
Troverai un equilibrio di soffice, confortevole ovatta, la stessa in cui verranno riposti vestiti che più non t&#8217;apparterranno.<br />
Risistemerai le vecchie fotografie con un sorriso sereno che ti si stende sul volto,<br />
mentre un&#8217;Amorevole presenza maschile ti condurrà al centro dell&#8217;Esistenza.</p>
<p>C&#8217;è un Tempo di cui ancora non sai: è il momento che ora rifuggi, rinneghi, che pensi non arriverà mai.<br />
E&#8217; il momento in cui non ti sentirai più fiera di una bandiera o un simbolo: là l&#8217;Esperienza sarà sì arricchente ma in modo silenzioso,<br />
e (poichè timida e riservata) non vorrà per forza essere condivisa con amicizie e conoscenze.<br />
Ci sarà calma, silenzio, ordine e distensione.<br />
Custodirai il passato nelle carnee cavità che delimitano gli organi,<br />
spogliandoti di fronte all&#8217;inevitabilità della muta a cui Madre Natura ci destina.</p>
<p>Quella è l&#8217;inevitabilità a cui ora non credi,<br />
che saprà mostrarsi solo in quel Tempo di cui, ancora, non sai.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pressure-related issues.</title>
		<link>http://www.henryblog.net/2008/05/22/pressure-related-issues/</link>
		<comments>http://www.henryblog.net/2008/05/22/pressure-related-issues/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 18:24:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[bloggers' life]]></category>

		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Che la Vita mi abbia sedotto con dolcezza,
attratto con inganno,
che sia riuscita ad abusare di me,
stuprandomi con insana violenza:
queste sono solo supposizioni.
Lo stato delle cose,
più nel concreto,
mi vede nudo tra fredde lenzuola, in compagnia di due saffiche amanti un tempo definite come Rabbia e Debolezza.
Queste invadenti presenze sono qui nella stanza,
mi si stringono intorno,
mi entrano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che la Vita mi abbia sedotto con dolcezza,<br />
attratto con inganno,<br />
che sia riuscita ad abusare di me,<br />
stuprandomi con insana violenza:<br />
queste sono solo supposizioni.</p>
<p>Lo stato delle cose,<br />
più nel concreto,<br />
mi vede nudo tra fredde lenzuola, in compagnia di due saffiche amanti un tempo definite come Rabbia e Debolezza.</p>
<p>Queste invadenti presenze sono qui nella stanza,<br />
mi si stringono intorno,<br />
mi entrano dentro ed iniziano a lottare.</p>
<p>Rabbia prevale,<br />
Debolezza prevale:<br />
è un pareggio infinito.</p>
<p>Chiunque riesca poi a spuntarla,<br />
proverà comunque il piacere di decretare la mia sconfitta.</p>
<p>Con la pressione bassa nell&#8217;Anima,<br />
riuscirò a rialzarmi e a mantenere l&#8217;equilibrio.<br />
Da solo.<br />
Nessun aiuto, nessun atteggiamento caritatevole.</p>
<p><em>Per quanto concerne le chiacchiere da bar, ho ancora qualche sacco d&#8217;indifferenza in cantina - non abbiate pietà: ce n&#8217;è per tutti, lingue sciolte.</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;insostenibile handicap dell&#8217;Anima.</title>
		<link>http://www.henryblog.net/2008/05/19/linsostenibile-handicap-dellanima/</link>
		<comments>http://www.henryblog.net/2008/05/19/linsostenibile-handicap-dellanima/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 10:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[bloggers' life]]></category>

		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La valutazione d&#8217;uno stato d&#8217;essere interiore andrebbe sempre contestualizzata in una precisa realtà socio-temporale e, attraverso i sentieri dell&#8217;odierna società, l&#8217;eccessiva sensibilità si rivela essere nient&#8217;altro che un handicap.
Una debolezza.
Essere teneri nell&#8217;Emotivo non rappresenta più una dote ma, anzi, s&#8217;identifica nell&#8217;autolesionista metafora del bastone che va ad incastrarsi tra i metallici raggi delle nostre quotidiane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La valutazione d&#8217;uno stato d&#8217;essere interiore andrebbe sempre contestualizzata in una precisa realtà socio-temporale e, attraverso i sentieri dell&#8217;odierna società, l&#8217;eccessiva sensibilità si rivela essere nient&#8217;altro che un handicap.<br />
Una <a href="http://www.henryblog.net/2008/05/16/sell-me-the-infection-its-only-for-the-weak/">debolezza</a>.<br />
Essere teneri nell&#8217;Emotivo non rappresenta più una dote ma, anzi, s&#8217;identifica nell&#8217;autolesionista metafora del bastone che va ad incastrarsi tra i metallici raggi delle nostre quotidiane rotazioni.</p>
<p>Io mi schermisco dall&#8217;arrivista e dall&#8217;individualista, personaggi che muovono i loro passi solo ed esclusivamente nella direzione che a loro interessa, evitando ogni interazione con il prossimo perché violerebbe la loro libertà personale.<br />
Mi ritrovo debole e sempre più silenzioso, meno incline allo scherzo o al divertimento fine a se stesso: è il mio handicap, la mia intensità.</p>
<p>Non riesco a vivere inserito tra gli altri senza aprirmi agli altri,<br />
non riesco ad aprirmi agli altri senza aprirmi completamente agli altri,<br />
non riesco ad aprirmi completamente agli altri senza finire per ferirmi.</p>
<p>Rifuggo la mancanza di riflessione,<br />
la superficialità dell&#8217;interazione e del Sentimento,<br />
la mediocrità dell&#8217;agire ma (soprattutto ed ancora una volta) la mancanza di riflessione.<br />
Mi ritrovo debole e sempre più silenzioso, meno incline allo scherzo o al divertimento fine a se stesso: è il mio handicap, la mia intensità.</p>
<p>Non c&#8217;è più il desiderio di pensare prima di agire,<br />
di perdersi completamente in un altro per condividere il cammino:<br />
non c&#8217;è più questa volontà, perché condividere un cammino comporta qualche piacevole compromesso,<br />
e qualche piacevole compromesso limità le (nostre? vostre!) individuali libertà.</p>
<p>&#8220;E quale orrore non poter più riempire di detestabile nicotina le pareti di una camera da letto,<br />
disegnando su pixel i bozzetti di lavori incompleti.<br />
Quale orrore definire un lavoro incompleto,<br />
sulla consapevolezza che sarebbe già potuto esser perfettamente definitivo da un pezzo,<br />
se solo non si fosse perso Tempo nell&#8217;umana interazione con esseri troppo sensibili.<br />
Ma quale orrore perdere Tempo con esseri eccessivamente sensibili, che vorrebbero condividere processi di Crescita ma che in realtà altro non fanno se non limitare le libertà!<br />
Quale orrore!&#8221;</p>
<p>Perché, in fondo, è difficile fare del bene ad una persona senza intrecciarsi ad essa come le trame di stoffa pregiata,<br />
ma è difficile (impossibile!) intrecciarsi con persone radicate sulle monolitiche costruzioni delle loro scelte passate,<br />
persone che vedono nell&#8217;intreccio di trame una limitazione della loro libertà.<br />
Perché è difficile fare del bene e, se il nostro essere ci spinge naturalmente a fare del bene, non fare del bene ci fa star male.</p>
<p>Perché è difficile, in questa società, vivere con un tale handicap nell&#8217;Anima:<br />
la debolezza della sensibilità, della totale dedizione all&#8217;altro.<br />
E&#8217; un peso davvero insostenibile.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sell me the infection, it&#8217;s only for the Weak!</title>
		<link>http://www.henryblog.net/2008/05/16/sell-me-the-infection-its-only-for-the-weak/</link>
		<comments>http://www.henryblog.net/2008/05/16/sell-me-the-infection-its-only-for-the-weak/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 May 2008 15:45:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[music]]></category>

		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Guardami svanire mentre Vita danza come una cagna in calore,
accorciando il perimetro ad ogni giro di quell&#8217;invisibile tracciato che è tutt&#8217;intorno alle mie membra.
Guardami esausto ed in lenta dissolvenza mentre Vita dissemina i suoi umori e mi si stringe intorno vogliosa,
esplicitando le sue intenzioni con quest&#8217;ansimare in continua ascesa, per frequenza ed intensità.
Guardami trafitto dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Guardami</strong> svanire mentre Vita danza come una cagna in calore,<br />
accorciando il perimetro ad ogni giro di quell&#8217;invisibile tracciato che è tutt&#8217;intorno alle mie membra.<br />
Guardami esausto ed in lenta dissolvenza mentre Vita dissemina i suoi umori e mi si stringe intorno vogliosa,<br />
esplicitando le sue intenzioni con quest&#8217;ansimare in continua ascesa, per frequenza ed intensità.<br />
Guardami trafitto dal suo sguardo, mentre slego l&#8217;Anima nell&#8217;impotenza d&#8217;una preda in trappola.</p>
<p><center><em>Oh, sell me the infection, it&#8217;s only for the weak!</em></center><br /><strong>Giudicami</strong> per le mie debolezze,<br />
sento ancora le tue volgari ciance farsi beffa di me: ma quando volto le spalle ti nego ogni possibile presa, lasciandoti in quell&#8217;angolo buio a riempirti la bocca di viscide falsità.<br />
Giudicami ancora per le mie debolezze,<br />
investi altro tempo nel cercare qualcosa che mi denigri e che, soddisfacendo i tuoi bisogni, riesca anche a farti sentire una persona migliore.<br />
Metti in ordine le mie debolezze e su di loro ricama la più vile delle sentenze: io sarò lontano con la mente, proprio come quando Vita mi ansimava addosso i suoi desideri sessuali, facendosi a me sempre più vicina.<br />
<em><center><br />
Shake the silence and hear what it says:<br />
&#8220;sell me the infection, it&#8217;s only for the <strong>weak</strong>!&#8221;</center></em><br /> Lo vedi? La sentenza è condivisa: <strong>I&#8217;m the weak!</strong><br />
<em><strong>Beatene!</strong></em></p>
<p><center><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FW6WY-YB7wY&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/FW6WY-YB7wY&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object><br />
<em>In Flames - Only for the weak</em></center></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Scatti che non fermano il Tempo.</title>
		<link>http://www.henryblog.net/2008/05/13/scatti-che-non-fermano-il-tempo/</link>
		<comments>http://www.henryblog.net/2008/05/13/scatti-che-non-fermano-il-tempo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 May 2008 09:07:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[bloggers' life]]></category>

		<category><![CDATA[pictures]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Tempo accorcia il guinzaglio limitando le mie libertà gestionali,
in questa Primavera pregna di cambiamenti.
Crucciarsi per un limite così oggettivo sarebbe da stupidi: in un giorno se ne contano ventiquattro, ed è un prendere o lasciare.
Non resta dunque che ottimizzare ciò che la matematica suddivisione del Tempo accuratamente fornisce,
calcolandone il doppio di dodici ogni giorno,
ripartendole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tempo accorcia il guinzaglio limitando le mie libertà gestionali,<br />
in questa Primavera pregna di cambiamenti.<br />
Crucciarsi per un limite così oggettivo sarebbe da stupidi: in un giorno se ne contano <em>ventiquattro</em>, ed è un prendere o lasciare.<br />
Non resta dunque che ottimizzare ciò che la matematica suddivisione del Tempo accuratamente fornisce,<br />
calcolandone il doppio di dodici ogni giorno,<br />
ripartendole tra notte e dì in modo differente al variare delle Stagioni.<br />
Ed è ora, in questa Primavera di piccole dolci rivoluzioni, che il dì allunga i suoi luminosi arti per sottrarre alla notte qualcuna di quelle monetine dal valore di <em>tremilaseicento</em> secondi:<br />
<em>20+4</em>, però, continuano ogni giorno di più a sembrare insufficienti, ed il sonno reclama la sua fetta di bottino.<br />
Con fatica riesco ad aggiornare questo mio diario, vorrei fermare il Tempo:<br />
come quando lo specchio della reflex si solleva,<br />
il sensore si spoglia dell&#8217;otturatore come un&#8217;Amante vogliosa si libera dei vestiti,<br />
desiderosa di lasciarsi inondare di luce, impressionandosi con colori, forme, immagini.<br />
Vorrei fermare il Tempo, ma ho come l&#8217;impressione che neanche i miei scatti ci riescano:<br />
se non rallentano la ritmica danza delle lancette, però, almeno riescono <em>oggi</em> a lasciarmi qualche briciola di soddisfazione in più rispetto a <em>ieri</em>&#8230;<br />
&#8230;soprattutto quelli così vanitosi da mettersi in mostra nella <a href="http://www.flickr.com/photos/henrypics/">prima pagina del mio account Flickr.</a><br />
Ed è tutto, per ora: a risentirci durante la 25a ora.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>When meat dolls become jokes.</title>
		<link>http://www.henryblog.net/2008/04/30/when-meat-dolls-become-jokes/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 15:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[music]]></category>

		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;erano tempi in cui la ninfomania rock n&#8217; roll era tra i piatti più cool, specie se servita con contorno di drugs in differenti stati di aggregazione.
Erano quelli i tempi in cui cibarsi di certe pietanze non era di certo anacronistico, per quanto qualcuno potesse averne riserve di stampo moralista: ammonitori a parte, il resto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;erano tempi in cui la ninfomania <em>rock n&#8217; roll</em> era tra i piatti più <em>cool</em>, specie se servita con contorno di <em>drugs</em> in differenti stati di aggregazione.<br />
Erano quelli i tempi in cui cibarsi di certe pietanze non era di certo anacronistico, per quanto qualcuno potesse averne riserve di stampo moralista: ammonitori a parte, il resto poteva anche esser divertente.<br />
Dico <em>poteva</em> perché giocattolini del genere sono spesso mal progettati: stufano in fretta, riescono ad annoiare ancor prima di rompersi, nonostante la costruzione non sia di certo superiore alla progettazione.<br />
Il che è tutto un dire.</p>
<p>Erano quelli i tempi in cui i Guns n&#8217; Roses riempivano le arene suonando pezzi come <em>&#8220;Pretty Tied Up&#8221;</em>, nascondendo tra le righe del testo poco felici premonizioni: <em>&#8220;Once there was this rock n&#8217; roll band rollin&#8217; on the streets, time went by and it became a joke.&#8221;</em><br />
L&#8217;avevano capito anche loro che l&#8217;incanto si sarebbe spezzato in fretta ma, ed è questo il loro merito, hanno saputo essere <strong>nel posto giusto al momento giusto</strong>: certo, la fiamma si è spenta con relativa rapidità, ma ha saputo bruciare intensamente <strong>inserendosi nel contesto a lei più adatto</strong> - ed è <strong>per questo </strong>che <strong>siamo ancora qui a parlarne</strong>.<br />
I testi dei Guns ci raccontavano la vita di strada quando ancora aveva un senso parlarne ed io, per coincidenza anagrafica, ricordo di esser riuscito a sfiorare quegli anni: lì la<em> reckless life</em> aveva un senso, era ragionata pur nella sua illogicità (nessun paradosso), era inserita nel nostro contesto come il sangue che ci scorre nelle vene.<br />
Quel genere di vita, descritta nella canzone qui a seguire, fluiva in noi con naturalezza e noi, che sapevamo quando il rischio diveniva eccessivo, eravamo sempre pronti ad inchiodare una buona manciata di centimetri prima del precipizio, del vuoto, della caduta senza ritorno.</p>
<p>Le cosiddette &#8220;nuove generazioni&#8221; questo non l&#8217;hanno capito: loro vogliono la <em>reckless life </em> senza averne compreso nulla e, così facendo, si rotolano nella più putrefacente delle inconcludenze.<br />
Non se la godono, non maturano, non hanno direzioni da seguire: giocano, semplicemente.<br />
Ma giocattolini del genere sono spesso mal progettati: stufano in fretta, riescono ad annoiare ancor prima di rompersi, nonostante la costruzione non sia di certo superiore alla progettazione.<br />
Il che è tutto un dire.</p>
<p><center><em>I know this chick she lives down on Melrose<br />
She ain&#8217;t satisfied without some pain<br />
Friday night is goin&#8217; up inside her&#8230;again<br />
Well crack the whip<br />
&#8216;Cause that bitch is just insane<br />
I&#8217;m serious.</em><br />
<strong><br />
That bitch is just insane.<br />
I&#8217;m serious.</strong></p>
<p><em>And you can ride her, easily: she&#8217;s pretty tied up.<br />
Go and have your fun, she&#8217;s pretty tied up.<br />
But I can&#8217;t tell you she&#8217;s the right one.</em></p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fqE7H76C11Q&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/fqE7H76C11Q&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></center></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Non ho intenzione di piacervi.</title>
		<link>http://www.henryblog.net/2008/04/27/non-ho-intenzione-di-piacervi/</link>
		<comments>http://www.henryblog.net/2008/04/27/non-ho-intenzione-di-piacervi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 11:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[bloggers' life]]></category>

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		<description><![CDATA[Aggiornata la descrizione: ora è più sintetica, trasparente e diretta.
Evita eccessive divagazioni, penetrando con immediatezza là dove il nettare è più prelibato: pronti per la suzione?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiornata la descrizione: ora è più sintetica, trasparente e diretta.<br />
Evita eccessive divagazioni, penetrando con immediatezza là dove il nettare è più prelibato: <a href="http://www.henryblog.net/chi-e-henry-whos-henry/">pronti per la suzione?</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La Resistenza dell&#8217;Intellighenzia: i Bianconigli.</title>
		<link>http://www.henryblog.net/2008/04/22/la-resistenza-dellintellighenzia-i-bianconigli/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 10:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[creatività]]></category>

		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

		<category><![CDATA[storyteller]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Searching paths to knowledge:
walking through nonsense,
where noone dares.&#8221;

La Realtà non ci è nemica: la Realtà, semplicemente, non ci serve.
Ci è d&#8217;ingombro.
La Realtà, sterile associazione univoca tra oggetti e compiti da adempiere, è prevedibile nel suo svolgersi e nauseante nel suo ripetersi: l&#8217;oggetto ha quella forma perché ha quella funzione e l&#8217;unica variabile creativa che talvolta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><img src="http://www.henryblog.net/wp-content/uploads/whiterabbit.jpg" alt="" /></p>
<p><em>&#8220;Searching paths to knowledge:<br />
walking through nonsense,<br />
where noone dares.&#8221;</em></center><br />
<br />
La Realtà non ci è nemica: la Realtà, semplicemente, non ci serve.<br />
Ci è d&#8217;ingombro.<br />
La Realtà, sterile associazione univoca tra oggetti e compiti da adempiere, è prevedibile nel suo svolgersi e nauseante nel suo ripetersi: l&#8217;oggetto ha quella forma perché ha quella funzione e l&#8217;unica variabile creativa che talvolta (solo talvolta) resta è il colore.<br />
La Realtà, banale susseguirsi di livelli da conquistare, è simile ad un videogioco bidimensionale che inevitabilmente si sviluppa verso il <em>game over</em>: che questo arrivi presto o tardi non ha importanza poiché il <em>presto</em> e il <em>tardi</em> sono, ai nostri occhi, metriche prive di valore.</p>
<p><center><em>&#8220;Did you have a good world when you died? Enough to base a movie on?&#8221;</em></center></p>
<p>La Realtà non ci è nemica: della Realtà, semplicemente, ci disinteressiamo.<br />
Per il suo esser priva di prospettiva, di profondità, di reazioni che generino stupore.<br />
Partendo dal suo scheletro monodimensionale superiamo la Realtà anche nella carne: penetrandola, quasi stuprandola, continuando incessantemente a spingerci oltre.<br />
Oltre il rosso scarlatto di tessuti che si lacerano, oltre il vuoto del nero, la completezza del bianco.<br />
Oltre l&#8217;ultima delle possibili interpretazioni,<br />
lì si stendono i nostri fertili terreni.<br />
Oltre l&#8217;ultima delle possibili interpretazioni, ove la genesi di prospettive, forme e colori è l&#8217;alba del nostro quotidiano.</p>
<p>Noi siamo i sovrani dell&#8217;Astrazione, le chiavi di volta dei processi di comprensione globale, l&#8217;ultimo baluardo dell&#8217; Intellighenzia.<br />
Siamo matrioske di portali multidimensionali, vie senza ritorno.<br />
Siamo oltre la prevedibilità, oltre la pseudo libertà offerta da scelte comunque limitate: siamo i custodi del pensiero divergente, gli amplificatori di quello creativo.</p>
<p>Ai limiti dell&#8217;Intellighenzia, ne rappresentiamo lo zoccolo duro, la Resistenza:<br />
siamo gli ultimi esponenti della Casta dei Bianconigli ed abbiamo dimora in Wonderland,<br />
Eterna dimora in Wonderland.</p>
<p></p>
<p>-<br />
<br />
Note: <a href="http://www.henryblog.net/2007/11/23/a-trip-to-felt-mountain/">qui</a> per la genesi del bianconiglio.<br />
Quote in <em>italics</em> by Sadist and The Doors.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Loneliness is meaningless.</title>
		<link>http://www.henryblog.net/2008/04/17/loneliness-is-meaningless/</link>
		<comments>http://www.henryblog.net/2008/04/17/loneliness-is-meaningless/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 23:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[bloggers' life]]></category>

		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[(Ovvero: trattato sull&#8217;inutilità della paradossale scelta di fidanzarsi).

Le persone che frequento regolarmente nel mio quotidiano sono consapevoli ormai da mesi del mio totale disinteresse nei confronti di (più o meno eventuali) relazioni di coppia da (più o meno eventualmente) intraprendere.
L&#8217;opzione del legame sentimentale (solitamente intenso) che intercorre tra uomo e donna non veniva più presa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><em>(Ovvero: trattato sull&#8217;inutilità della paradossale scelta di fidanzarsi).</em></center><br />
<br />
Le persone che frequento regolarmente nel mio quotidiano sono consapevoli ormai da mesi del mio totale disinteresse nei confronti di (più o meno eventuali) relazioni di coppia da (più o meno eventualmente) intraprendere.<br />
L&#8217;opzione del legame sentimentale (solitamente intenso) che intercorre tra uomo e donna non veniva più presa in considerazione da tempo, forse un anno, forse poco più: le motivazioni appartengono a quel denso nucleo di intimità che ognuno di noi custodisce con riservatezza, per questo non verranno qui esplicitate.<br />
Si può condividere comunque il risultato di tali personali riflessioni che, in perfetta intesa, portavano tutte alla già citata conclusione: sereno distacco nei confronti dei rapporti di coppia,<br />
sereno poiché ponderato, valutato, interiorizzato.<br />
<em>Come se la vita a due non fosse il mio habitat naturale,<br />
come se non volessi vivere in cattività.</em></p>
<p>Nulla è cambiato da questo punto di vista, per mesi e mesi.</p>
<p>Nulla è cambiato da questo punto di vista, fino a quando  (di recente) entro in relazione con una persona che, nello stringermi la mano, <strong>inconsapevolmente</strong> mi porge una serie di motivazioni tali da ridestare un interesse (seppur a tempo determinato) nei confronti dell&#8217;<strong>eventuale</strong> interazione con l&#8217;altro sesso.</p>
<p><em>Oh, cara, l&#8217;ho scritto pubblicamente: ora mi raccomando, non mandare in overdose l&#8217;autostima.</em></p>
<p>Frenate gli entusiasmi (e l&#8217;overdose d&#8217;autostima): ho scritto <em>&#8220;interesse a tempo determinato&#8221;</em>, eccovene il perché.</p>
<p><em>Tu nel frattempo puoi continuare a beartene, ché nessuna ci era riuscita per mesi: clap, clap, clap, complimenti.</em></p>
<p>Le relazioni di coppia nascono da un grande paradosso: una coppia è formata da due entità stabili, che anche singolarmente riescono ad esistere in modo appagante.<br />
Poiché dunque la coppia sia stabile e matura, le due colonne che la formano devono essere a loro volta stabili e mature: fuori dalla metafora possiamo dire che i due partner, ancor prima di conoscersi, devono stare bene (davvero bene) con se stessi.<br />
Devono, nel periodo che precede il cosiddetto &#8220;<em>fidanzamento</em>&#8220;, riuscire a vivere da single essendo pienamente soddisfatti di questo loro modo di vivere.</p>
<p>Qui ci si pone dunque una domanda, con un che di retorico: se una persona è stabile ed appagata dal rapporto che ha con se stessa, se riesce a viver bene da sola, perché mai dovrebbe iniziare un cammino a due?<br />
No miei cari, il solo sesso (per quanto piacevole sia) non giustifica la scelta.<br />
No miei cari, non ho mai creduto all&#8217;assurdità delle due metà della mela, complementari e completanti.<br />
Piuttosto credo che chiunque, prima di (anche solo pensare a) fidanzarsi, dovrebbe essere del tutto soddisfatto della vita che trascorre con se stesso: questo il paradosso che giustifica il titolo del post (<em>&#8220;la solitudine non ha significato&#8221;</em>).<br />
<strong>Perché il requisito fondamentale per il fidanzamento è anche ciò che cancella la necessità di fidanzarsi: ovvero, come già scritto sopra, lo star bene da soli.<br />
E&#8217; quindi come se, nel fare un concorso per il lavoro &#8220;xyz&#8221;, fosse richiesto come pre-requisito quello di svolgere il lavoro &#8220;xyz&#8221;: </strong>un non-senso illogico che annulla ogni stimolo di partecipare al sopraccitato concorso.</p>
<p><em>No, neanche la recente conoscenza è riuscita a smuovermi da questo mio - comunque opinabile - punto di vista.<br />
Ho vissuto istanti in cui avrei voluto riprovare l&#8217;ebbrezza dei 16 anni: era quello il tempo in cui si pigiava il piede sull&#8217;acceleratore,<br />
in cui ci si metteva in gioco a costo di sentirsi sbattere la porta in faccia.</p>
<p>Avrei voluto ritrovare l&#8217;ardire delle domande scomode,<br />
avrei voluto la negazione dell&#8217;intenzione,<br />
avrei voluto tornare a crederci.</p>
<p>Non ci sono riuscito: neanche per un secondo sono riuscito ad entrare in gioco attivamente, a correre sul campo, fosse anche solo per scivolare e farmi male.<br />
Fosse anche solo per subire un fallo pesante, per tornare in fretta agli spogliatoi, dolorante.<br />
Avrei voluto, anche solo per pochi attimi, rimettermi in gioco come facevo un tempo: ma sono rimasto in panchina, ho fatto un cenno all&#8217;allenatrice, ed è stato <strong>solo un cenno</strong>.<br />
Non sono riuscito a dirle: &#8220;Hey, miss, voglio entrare in campo.&#8221;<br />
&#8220;Hey, miss, vorrei entrare in campo.&#8221;<br />
Niente.<br />
L&#8217;unica cosa che sono riuscito a comunicare è stata: &#8220;Miss, mi sono accorto che lì c&#8217;è un campo&#8221;.<br />
Ma che io sia nuovamente consapevole dell&#8217;esistenza di un campo <strong>non</strong> sottintende il fatto che mi sia tornata la voglia di giocare e, se avete letto questo post fin qui, avrete capito che la voglia di giocare non mi è tornata.</em></p>
<p>Non ancora. </p>
<p>Technorati Tags: <a href="http://technorati.com/tag/rapporti" rel="tag">rapporti</a>, <a href="http://technorati.com/tag/coppia" rel="tag"> coppia</a>, <a href="http://technorati.com/tag/scelta" rel="tag"> scelta</a>, <a href="http://technorati.com/tag/fidanzamento" rel="tag"> fidanzamento</a>, <a href="http://technorati.com/tag/single" rel="tag"> single</a>, <a href="http://technorati.com/tag/maturit%C3%A0+individuale" rel="tag"> maturità individuale</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Simbolismi comportamentali diffusi: homo zerbinus.</title>
		<link>http://www.henryblog.net/2008/04/14/simbolismi-comportamentali-diffusi-homo-zerbinus/</link>
		<comments>http://www.henryblog.net/2008/04/14/simbolismi-comportamentali-diffusi-homo-zerbinus/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 17:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[bloggers' life]]></category>

		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Quella che è la Vita senza il prefisso http:// mi ha portato di recente a riflettere su una metafora quanto mai sottovalutata, estensione linguistica che prende origine da quel &#8220;tappeto rettangolare, solitamente costituito da materiali resistenti al deterioramento, che si pone davanti alle porte perché chi entra vi si pulisca le scarpe&#8221;.
Un oggetto senza dubbio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><img src="http://www.henryblog.net/wp-content/uploads/zerbino3.jpg" alt="" /></center></p>
<p>Quella che è la Vita senza il prefisso http:// mi ha portato di recente a riflettere su una metafora quanto mai sottovalutata, estensione linguistica che prende origine da quel <em>&#8220;tappeto rettangolare, solitamente costituito da materiali resistenti al deterioramento, che si pone davanti alle porte perché chi entra vi si pulisca le scarpe&#8221;.</em><br />
Un oggetto senza dubbio utile ma che, così pare, tende a soffrire di evidenti problemi d&#8217;autostima quando lo si valuta a partire dalla sua proiezione nell&#8217;immaginario collettivo.<br />
La riflessione origina dal comportamento di alcuni/e amici/che per poi spostare il suo punto focale sul sottoscritto: il che, scritto in parole povere, significa &#8220;se pensi che lui/lei si stiano comportando così, chiediti se anche tu abbia mai commesso lo stesso errore e, in caso di risposta affermativa,  motivalo in primis di fronte a te stesso&#8221;.<br />
Se ancora non avete capito, mi dispiace.<br />
Se pensate di essere tra coloro che hanno originato la riflessione, probabilmente vi state sbagliando (ed in tal caso ancora mi dispiace). </p>
<p>In qualsiasi caso, caro lettore, rasserenati, poiché lo zerbinismo è contagioso e non risparmia nessuno: <b>l&#8217;abbiamo sofferto tutti</b> (compreso chi vi scrive) - <b>il problema è riuscire a diventarne immuni</b> dopo il primo ciclo di malattia (sai, quel discorso degli anticorpi).</p>
<p>L&#8217;<em>homo zerbinus</em> (indipendentemente dal genere sessuale di appartenenza) è una variante mutagena dell&#8217;<em>homo sapiens sapiens</em>: la mutazione è promossa da vari fattori tra i quali spicca, per frequenza ed intensità, l&#8217;<del datetime="2008-04-14T17:04:44+00:00">Amore</del> Affetto non corrisposto.<br />
L&#8217;<em>homo sapiens sapiens</em> inizia ad affiancare il potenziale partner camminando in posizione eretta, per poi chinarsi sempre più e (in una sorta di regressione anti-evoluzionistica) tornare allo stadio di <em>homo abilis</em>: se l&#8217;Affetto continua a non esser ricambiato, il mutante si spinge oltre la condizione di <em>homo abilis</em> e (con sommo dispiacere del sig. Darwin) regredisce ulteriormente ad <em>homo zerbinus</em>.</p>
<p>A questo punto la domanda è d&#8217;obbligo: tale <strong>regressione</strong>, che tra l&#8217;altro deteriora pesantemente l&#8217;immagine sociale del fu <em>homo sapiens sapiens</em>, è forse di una qualche <strong>utilità?</strong><br />
No.<br />
La mutazione lascia dunque le cose invariate?<br />
Neanche.<br />
Le peggiora?<br />
Esatto (ci si arriva per esclusione: negative le prime due, doveva per forza esser affermativa la terza).</p>
<p><strong>Primo riassunto</strong>: due homo sapiens sapiens si incontrano, uno (A) prova Affetto nei confronti dell&#8217;altro (B), il quale (B) non corrisponde.<br />
Il soggetto (A) muta e regredisce ad <em>homo zerbinus</em>, peggiorando le cose.</p>
<p>Analizziamo questo primo deprimente risultato: <strong>perché le cose peggiorano?</strong><br />
Perché nel comportamento di B c&#8217;è un che di non corretto: egli pensa infatti che se un qualcosa (o, nel caso, un qualcuno) sia difficile da ottenere allora quel qualcosa (o qualcuno) sia inspiegabilmente &#8220;migliore&#8221;.<br />
Viceversa, se un qualcuno è troppo disponibile deve per forza esser lasciato da parte, poiché secondo B &#8220;cosa semplice da ottenere è cosa di bassa qualità&#8221;.<br />
Questo il paradosso, questa la stupidità (per la rima con qualità, mica per offesa, figuriamoci).<br />
Ragionando secondo quanto sopra descritto, l&#8217;<em>homo sapiens sapiens</em> scarterà dunque l&#8217;Affetto donatogli dall&#8217;<em>homo zerbinus</em>, poiché l&#8217;Affetto di quest&#8217;ultimo è a portata di mano, a basso prezzo, dunque (secondo B) di bassa lega.<br />
Non so se vi rendete conto dell&#8217;assurdità di questo ragionare: il processo mentale &#8220;automobile da 30 mila euro ha qualità maggiore di automobile da 8 mila euro&#8221; viene traslato pari pari sui sentimenti che intercorrono tra i rapporti umani, portandoci a concludere che &#8220;persona per la quale devo spendere poco non è il meglio che io possa ottenere&#8221;.<br />
Dove &#8220;spendere&#8221;, in questo caso, significa &#8220;soffrire&#8221;.<br />
Vale anche l&#8217;affermazione contraria, secondo la quale &#8220;persona per la quale devo spendere (soffrire) molto è il meglio che io possa ottenere&#8221;.</p>
<p><strong>Secondo riassunto:</strong> B trasla il ragionamento <em>auto costosa = auto migliore</em> anche sui rapporti umani, dunque non solo è disposto ma <b>desidera</b> spendere di più per cercarsi il partner.<br />
Solo che qui non basta aprire il portafoglio: bisogna spingersi verso l&#8217;autopunizione emotiva - soffrire, appunto, perché questa è la moneta con cui si paga al mercato dei rapporti umani.<br />
(E non c&#8217;è diritto di recesso: si ritira l&#8217;usato, ma la sofferenza non viene rimborsata con altrettanta serenità).</p>
<p>Il comportamento di B è difficile da modificare, poiché gli/le è stato insegnato fin da piccolo/a che <b>se spende di più ha il meglio</b>: se gli/le chiedete di dirlo a voce alta vi risponderà che non ci crede ma nel subconscio, in fondo, ne è convinto/a.<br />
Più soffro per riuscire a instaurare un rapporto con qualcuno e più quel rapporto, poi, sarà appagante: a questo si crede, anche se non lo si vuole ammettere - e questo, signori miei, è il motivo per cui il comportamento dell&#8217;<em>homo zerbinus</em> non è solo inutile, ma addirittura deleterio.</p>
<p>Da esperienze passate in cui ho (seppur temporaneamente) vestito i panni dell&#8217;<em>homo zerbinus</em>, sono riuscito a sintetizzare anticorpi che ancora oggi sento attivi e vitali nel loro agire, e grazie a loro ho cambiato il mio <em>modus operandi</em> nell&#8217;interazione con il prossimo.</p>
<p>Oggi, a differenza di ieri, cerco l&#8217;occasione per inviare in modo maturo e chiaro un segnale di interesse: <b>maturo</b> poiché riservato e pregno di rispetto, <b>chiaro</b> poiché consegnato con occhi che si scrutano l&#8217;un l&#8217;altro, con il destinatario che allo sguardo allega notifica di lettura del sopraccitato segnale.<br />
Avvenuto ciò, <b>non</b> regredisco più.<br />
Mi faccio da parte, mostrandomi tutto fuorché invadente: nel frattempo continuo a vivermi la Vita, a 360°.<br />
Perché chi cerca l&#8217;autopunizione emotiva (v. secondo riassunto) non la troverà di sicuro da queste parti: al corso di stronzaggine non ho mai raggiunto la sufficienza.</p>
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		<title>Serenità a fine rampicata.</title>
		<link>http://www.henryblog.net/2008/04/13/serenita-a-fine-rampicata/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 00:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Pensieri si arrampicano su una mente stanca con illogica perseveranza, rubando al sonno quei pochi (preziosi) minuti prima che l&#8217;inconscio giunga con il suo fluire inesorabile.
Pensieri stancano una mente stanca, non curandosi di dare un senso alla loro perseverante salita: così cercano appigli, per proseguire l&#8217;ascesa ed arrivare in nessun luogo.
Guardali: hanno i muscoli in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensieri si arrampicano su una mente stanca con illogica perseveranza, rubando al sonno quei pochi (preziosi) minuti prima che l&#8217;inconscio giunga con il suo fluire inesorabile.<br />
Pensieri stancano una mente stanca, non curandosi di dare un senso alla loro perseverante salita: così cercano appigli, per proseguire l&#8217;ascesa ed arrivare in nessun luogo.<br />
Guardali: hanno i muscoli in tensione, ma non ne alimentano di ulteriore.<br />
Tra lettere che si stendono ritmicamente da sinistra a destra scorgo una sorta di debolezza: ma è un pensiero momentaneo, l&#8217;ultimo della cordata -<br />
- questi inciampa, scivola, trascina giù tutti gli altri.<br />
Fine della rampicata, fine della giornata.<br />
Serenamente giunge il riposo,<br />
serena  mente.</p>
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		<title>Terreno fertile.</title>
		<link>http://www.henryblog.net/2008/04/08/terreno-fertile/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 21:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La passione per la fotografia amplifica il mio già sensibilmente alto Affetto nei confronti di Madre Natura: a seguire, la magia di nuove Vite che dal fertile terreno prendon forma.
clicca sulle immagini per ingrandirle
1.

-

2. Nota: ho strani gusti sulla profondità di campo, mi piace diminuirla &#8220;eccessivamente&#8221;: perdonate questa mia debolezza, della quale sono ben consapevole.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La passione per la fotografia amplifica il mio già sensibilmente alto Affetto nei confronti di Madre Natura: a seguire, la magia di nuove Vite che dal <strong>fertile terreno</strong> prendon forma.</p>
<p><center><em>clicca sulle immagini per ingrandirle</em></center></p>
<p>1.<center><a href="http://www.flickr.com/photos/henrypics/2398738137/" title="Fertility. by TheNothing, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2210/2398738137_fbb13bfdcc.jpg" width="300" height="200" alt="Fertility." /></a></center><br />
<br />
-<br />
</p>
<p>2. Nota: ho strani gusti sulla profondità di campo, mi piace diminuirla <em>&#8220;eccessivamente&#8221;</em>: perdonate questa mia debolezza, della quale sono ben consapevole.<center><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/henrypics/2398946436/" title="Budding plants. by TheNothing, on Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3203/2398946436_4d0c12023e.jpg" width="424" height="180" alt="Budding plants." /></a></center></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ebbri nell&#8217;Effimero.</title>
		<link>http://www.henryblog.net/2008/04/07/ebbri-nelleffimero/</link>
		<comments>http://www.henryblog.net/2008/04/07/ebbri-nelleffimero/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 09:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

		<category><![CDATA[storyteller]]></category>

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		<description><![CDATA[
Scompose la realtà in numerosi frammenti effimeri:
come se la realtà fosse un raggio di luce bianca e lui, assumendo la funzione d&#8217;un prisma elegante, con implicita naturalezza si divertisse a separarne le colorate lunghezze d&#8217;onda per diffonderle nell&#8217;intorno.
Così la sua realtà fu scissa in singoli attimi non più caoticamente sovrapposti ma chiaramente identificabili nelle loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><img src="http://www.henryblog.net/wp-content/uploads/prisma.png" alt="prisma" /></center></p>
<p>Scompose la realtà in numerosi frammenti effimeri:<br />
come se la realtà fosse un raggio di luce bianca e lui, assumendo la funzione d&#8217;un prisma elegante, con implicita naturalezza si divertisse a separarne le colorate lunghezze d&#8217;onda per diffonderle nell&#8217;intorno.<br />
Così la sua realtà fu scissa in singoli attimi non più caoticamente sovrapposti ma chiaramente identificabili nelle loro caratterizzanti peculiarità: lui era lì, in ognuno di quegli attimi, ebbro.<br />
Nell&#8217;Effimero, ebbro.<br />
Poiché la Vita non è che la sommatoria di infinitesimi istanti nei quali bearsi, nei quali provare Piacere: solo così si potrà riflettere quel Piacere verso le persone che (occasionalmente o meno) ci sfiorano, alla ricerca d&#8217;interazioni spesso inconsapevoli.<br />
La Vita non è che la sommatoria di singoli attimi nei quali perdersi, per incanto: con meraviglia arrivare quasi a non riconoscersi più, scrivendo di se stessi in terza persona.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>My thoughts about Lithuania (written in lithuanian).</title>
		<link>http://www.henryblog.net/2008/03/31/my-thoughts-about-lithuania-written-in-lithuanian/</link>
		<comments>http://www.henryblog.net/2008/03/31/my-thoughts-about-lithuania-written-in-lithuanian/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 16:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

		<category><![CDATA[storyteller]]></category>

		<category><![CDATA[feelings]]></category>

		<category><![CDATA[lietuva]]></category>

		<category><![CDATA[lithuania]]></category>

		<category><![CDATA[thoughts]]></category>

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		<description><![CDATA[More than once has happened that a Lithuanian friend of mine asked me why do I appreciate his/her country so much: answering the question is not easy, as the reasons have roots deep inside my soul and I&#8217;ve found it hard to dig so deeply while having a tea in Vilnius or walking down the [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>More than once has happened that a Lithuanian friend of mine asked me why do I appreciate his/her country so much: answering the question is not easy, as the reasons have roots deep inside my soul and I&#8217;ve found it hard to dig so deeply while having a tea in Vilnius or walking down the seashore in Klaipeda.<br />
It&#8217;s like I needed time to find the answers inside me, to see them clearly and (only) then share them with those who asked.<br />
<center>Why do I like Lithuania so much?</center><br />
Here you&#8217;ll find the answers, among all of my feelings and memories.<br />
You are free to leave a comment if you want, but in that case you&#8217;ll be asked to write it in English: my knowledge regarding Lithuanian is still quite poor, and I wouldn&#8217;t like to receive comments in a language I&#8217;m not able to understand entirely.</p>
<p>Before I leave you with the articles, I&#8217;d like to thank sincerely my friend Lina from Vilnius, who took care of all the italian - lithuanian translation.<br />
Thank you Lina, this wouldn&#8217;t be possible without your help!</p>
<p><strong>Article 1.<br />
Subterranean. Homesick. Alien.</strong> (You can find the original article in italian <a href="http://www.henryblog.net/2007/11/14/subterranean-homesick-alien/">here</a>).</p>
<p>Ieškau minčių tarp arbatos lapelių, vandenyje, kuriame lėtai išsklinda kvapai ir spalvos; kai pagaliau tas mintis randu – atrodo, kad jos visos sutartinai patvirtina, kaip esu prisirišęs prie Šalies, kurios net silpnybes vertinu, Šalies, kurios visus netobulumus priimu su lengva ir galbūt truputį melancholiška šypsena. Pasiklydusi tarp mano minčių, skubiai ateina pirmoji išvada: ar nereikėtų sakyti „namai“? Vieta, kurioje net trūkumai atrodo kaip vertybės ir yra mieli. Vieta, kurios netobulumas praturtina užuot nuvertinęs, vieta, kurioje nieko nekeistum, nes būtent jos buvimas tokia priverčia jaustis iš tikrųjų namuose. Gatvės, nuo kurių niekada neatitoltum, sienos, tarp kurių niekada nesijaustum spąstuose – greičiau saugus ir priimamas, kai tuo metu lauke žiema viską apdengia savo juodo aksomo apsiaustu. Turbūt tokią vietą galima vadinti namais.</p>
<p>Tada būna kaip šio straipsnio pavadinime, kurį pasiskolinau iš dainos, skambančios dabar, po mano grįžimo į Italiją: jaučiuosi kaip ilgesio pilnas svetimšalis, kuriam trūksta namų. Nes nuo to laiko, kai erdvėlaiviu palikau savo Planetą, kad nutūpčiau kitoje, turinčioje bato formą, viskas man atrodo dirbtina ir pagaminta iš plastmasės: dirbtinis žmonių mandagumas, dirbtini žmogiški santykiai, dirbtini namai, gatvės ir netgi metų laikai. Ieškau kvapų ir vaizdų šalies, kurią jaučiu esant mano Namais, bet čia jų nerandu. Čia nėra žiemos, nuo kurios gelbėjamasi stipriai stipriai apsikabinant, greitai šmurkštelint į namus, čia nėra to tikrojo arbatos skonio, kai tuo tarpu lauke visur juoda, ir į skeletus panašūs medžiai kelia savo drebančias viršūnes į varnų pilną dangų. Nėra šildančių sienų, prie kurių galima pailsėti, ir erdvės čia yra nereikalingai didelės. Čia yra per daug žmonių, ir tai nužudo Tylą: užmegzti kontaktą su žmonėmis nėra sudėtinga, bet tie kontaktai lieka paviršutiniški. Neįmanoma panirti į gilumą, nes čia nedaug dėmesio gestams ir paprastų dalykų mažumui. Galima pasiklysti šitame pilname nesusivokimo Bate.</p>
<p>Daugeliui atrodo, kad Batas yra labiau išsivystęs už Namus, bet, mano akimis, viskas čia atrodo per daug dirbtina: verčiau renkuosi tikros gėlės netobulumą negu dirbtiną  plastmasinio papuošimo tobulumą. Net jei tas papuošimas, susintetintas laboratorijoje, gali atrodyti gražesnis, spalvotesnis, amžinas savo apskaičiuota simetrija, man jis visada atrodys paprasčiausiai dirbtinas. Mano Namuose viskas paprasčiau: butai, gatvės ir netgi autobusai – tačiau tame paprastume matau užburiančią Realybės magiją, magiją dalykų ir žmonių, kurie nori papasakoti istoriją. Ir jei vieną dieną nebenorėsiu tos istorijos, užteks per kelias minutes išeiti iš miesto, kad pasinerčiau į Gamtą.</p>
<p>Sakoma, kad žiema mano Namuose yra paprasčiausiai našta, kurią reikia pakelti: man tai yra gyvas, tikroviškas šaltis ir tamsa – tokie, kokie ir turėtų būti. O kompensaciją už šių mėnesių tamsos valandas gauname Vasarą, kai Saulė nesileidžia iki pat vėlumos, palikdama Nakčiai tik keletą valandų po vidurnakčio. Namuose tikri draugai apsikabina: čia tai nėra leistina (man taip sako), nes vaikinai tavęs vengia, manydami, jog esi gėjus, o merginos įsitikinusios, kad tavo spontaniškame geste iš tiesų slepiasi kas nors daugiau. Net ir asmeniniai santykiai, kuriuos patiriu Namuose, man atrodo ne tokie dirbtini, bet tikresni, gyvi, jaudinantys.</p>
<p>Galbūt tai, ko man trūksta būnant ne Namuose, yra paprastų, bet tikrų dalykų skonis: kai nereikia nuolat ieškoti paslėptų reikšmių, kai tikrovėje reikšmė yra vienintelė&#8230; Bet tik tam, kas turi tyrą širdį ir yra jautrus, kad gebėtų visa tai suvokti ir įvertinti.</p>
<p>Taigi dabar, po grįžimo į Italiją, jaučiuosi visai kaip toje dainoje (žr. įrašo pavadinimą), kurios dabar klausausi: svetimas ir pasiilgęs Namų&#8230;<br />
<center><br />
&#8220;I live in a town<br />
Where you can&#8217;t smell a thing<br />
I&#8217;d tell all my friends<br />
But they&#8217;d never believe<br />
They&#8217;d think that I&#8217;d finally lost it completely<br />
I&#8217;d show them the stars<br />
And the meaning of life<br />
They&#8217;d shut me away<br />
But I&#8217;d be all right<br />
All right&#8230;&#8221;</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/MO2iZyEK4ZQ&#038;rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/MO2iZyEK4ZQ&#038;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></center><center>Radiohead - Subterranean Homesick Alien</center></p>
<p>
<strong>Article 2.: Lietuva, labai tavęs pasiilgau<br />
Lietuva mano akimis</strong> (You can find the original article in italian <a href="http://www.henryblog.net/2007/06/26/la-lituania-vista-con-i-miei-occhi-lietuva-labai-pasiilgau-taves/">here</a>.)</p>
<p>Jau kurį laiką (gal tai vasara sustiprina prisiminimus?) dažnai mąstau apie Šalį, esančią už 2000 km į šiaurės rytus nuo Italijos, mažą mažą Šalį, su vėliava, kuri turėtų atrodyti maždaug šitaip:<br />
<center><img src="http://www.worldflags101.com/im/flags/lithuania.gif" alt="lietuva flag lithuania" /><br />
 geltona: saulė ir javų laukai (klestėjimo ženklas)<br />
žalia: gamta, miškai<br />
raudona: meilė tėvynei ir drąsa kaunantis dėl nepriklausomybės</center></p>
<p>Kalbu apie Lietuvą, vieną iš žaviausių mano aplankytų Europos šalių. Mieli skaitytojai, kalbėdamas tokiomis asmeniškomis temomis, rizikuoju tapti per daug sentimentalus ir išskirtinai subjektyvus, galbūt net rizikuoju sukelti jums nuobodulį. Kadangi tai nėra mano tikslas (šį interneto dienoraštį, be savęs, rašau taip pat ir ypač jums), bandysiu to išvengti, savo straipsnyje panaudodamas išvardijimų formą. </p>
<p>Štai dalykai, dėl kurių Lietuva man tokia ypatinga, surašyti kaip atėjo į galvą, pagal sąmonės srautą.</p>
<p>1. Mažas gyventojų tankumas, nepaliesta gamta, plačios atviros erdvės.<br />
Skaičiai iškalbingi: Lietuvos gyventojų tankumas yra 50 žm./km², o Italijoje tokiam pačiam plotui tenka 200 gyventojų (pagal Wikipedia). Pagal tai, koks esu savo vidumi, pagal mano asmeninę pasaulio viziją, gyventojų tankumas Italijoje yra per didelis. Gerokai per didelis.</p>
<p>Užtenka įsėsti į metro Milane piko valandomis, kad suprastumėte, ką Lietuvoje reiškia galėti judėti, gaėti kvėpuoti, jaustis laisviems – čia yra erdvės būti. Sakydamas būti turiu omenyje suvokti, kad čia yra vietos taip pat ir man, ir nereikia grumtis alkūnėmis kaip išprotėjusiam einant gatve ar pakelti balsą, kad būtum išgirstas.</p>
<p>Keliaujant iš vieno miesto į kitą (vėl kalbu apie Lietuvą), judi keliu, apsuptu neaprėpiamų laukų, begalinių miškų, gamtos ir nieko daugiau: suvoki esąs žmogus, priklausantis savo natūraliai aplinkai – Žemės planetai, su visomis jos spalvomis ir harmonija.</p>
<p>Praeitą vasarą pervažiavau Lietuvą skersai išilgai (ačiū už paskolintą automobilį tai, kuri turėjo tapti mano uošve) ir jums sakau, kad, vos atsidūręs užmiestyje, nuolat stebėjausi: laisvi, bėgiojantys pievomis arkliai, išskirtinė gamta – pasitaikantis vienas kitas mažas medinis valstiečių būstas, bet jokio cemento, jokios žmogaus įtakos.</p>
<p>Jaučiausi kaip žuvytė, kuri po ilgų metų, praleistų mažame akvariume, išleidžiama į laisvę, į savo natūralią aplinką: tikrai sugrįžčiau į Lietuvą vien dėl to, kad vėl patirčiau šį jausmą.<br />
Mes priklausome Motinai Gamtai, Žemės planetai: deja, jau esame įkalinti savo negyvenamuose metropoliuose, pamiršę, kokia yra tikroji mūsų esmė.</p>
<p>2.Tradicijos, šaknys, paprastumas.<br />
Lietuvoje vis dar kvėpuojama praeitimi, kuri paliko randus ir neteisybę (turiu omenyje 50 sovietinės okupacijos metų) ir, nepaisant to, kad jau suėjo 15 metų kai nepriklausomybė atgauta, čia liko (laimei) vientisas paprastų dalykų pajautimas, mokėjimas pasitenkinti mažais dalykais – tarsi paskoliška jaunuolio prisiminimų pseudopoetika. Maistas čia paprastas, paprasti įpročiai. Būtent gyvenant paprastai galima atrasti vertybes, dėl kurių verta gyventi: be kankinančių ieškojimų to, ko trūksta, vertinant tuos mažus dalykus, kuriuos mums duota turėti. Gyventi paprastai, bet gerai, ramybėje, nejaučiant to įkyraus nuolatinio nepasitenkinimo, kuris dažnai mus lydi.</p>
<p>Vaikščiojau Vilniaus, Klaipėdos, Panevėžio gatvėmis ir stipriai jaučiau tautos, tokios skirtingos nuo manosios, Istoriją, tokios žavios savo kitokia būtimi: tas pats stiprus pojūtis atsiskleidė mažame kaimelyje, pasinėrusiame žalumoje, kur namų skaičius neviršija penkiasdešimties. Lietuvoje kvėpuojama Istorija: tikra, autentiška, kuri neeksploatuojama gėdingai kaip kitose tautose, kur istorinėse vietose už kavą moki 5 eurus, o pasinaudojimas tualetu tau atsieina dar 2. Apskritai noriu pasakyti, kad ten, šiaurės rytuose Istorija gyva, ji yra gatvėse ir sutiktų žmonių veiduose, o ne dulkėja steriliuose muziejuose.</p>
<p>Dar daug galėčiau parašyti, bet vengiu per daug išsiplėsti: be to, tai, ką parašiau iki šiol, atskleidžia esmę, pagrindinius dalykus, dėl kurių taip vertinu Lietuvą.</p>
<p>Kaip matote, visai įmanoma kalbėti apie šią Šalį išvengiant moterų temos: ta proga leiskite man patarti ieškančiam nuotykių italui palikti Lietuvą ramybėje – ten merginos yra daug gudresnės ir išsilavinusios už didžiąją dalį mūsų vaikinų, todėl geriau nepulkite vaidinti įsimylėjėlių/gudročių/mirštančių nuo masturbacijos.</p>
<p>Jei norite važiuoti būtent į Lietuvą, bent jau būkite savimi, nes išėjusius iš mados įsimylėjusių pietiečių triukus jau pažįsta visi: jie ne tik nebeveiksmingi, bet naudojami dargi veikia priešingai. </p>
<p>Vienerius metus draugavau su lietuvaite (8 mėnesius gyvenome po vienu stogu), su kuria susipažinome atsitiktinai, per atostogas Prancūzijoje: su ja pervažiavome Lietuvą skersai išilgai, ir, matydamas savo tautiečius, besielgiančius tarsi penkiamečiai vaikai, kad pasiektų tokštamą tikslą, gėdijausi, jog esu italas. (Kartoju: palikite savo donžuaniškas manieras namuose prieš pakildami lėktuvu į Vilnių – baikime, po šimts, žiūrėti iš aukšto į viską, kur benuvažiuotume).</p>
<p>Čia mano pasakojimas baigiasi: galbūt dabar Matteo supras, kodėl (kai dar nedaug tebuvome pažįstami) pasakiau jam neįprastų pareiškimų.<br />
Ačiū Karimui, kuris man į namus atveža truputį Lietuvos kiekvienąkart, kai su šeima atvyksta manęs aplankyti – ir kad su šiuo įrašu man atnešė daug gražių prisiminimų iš praeities.<br />
Taip pat ačiū Sandro, nes žinau, kad greitai mane pritrenks savo (ilga) Erasmus patirtimi Kaune.<br />
Ačiū Erikai, kuri Skype leidžiasi į malonius pokalbius, savo begaliniu džiaugsmu man vėl atnešdama mintyse daug arbatos kvapų, kuriais dalinomės Vilniuje.<br />
Ačiū Linai, nes su ja išgyvenau savo pirmąją kelionę į Klaipėdą.<br />
Ačiū Agnei už nuostabią meilės istoriją, kurią patyrėme kartu.</p>
<p>Ačiū Lietuvai, kad tokia yra, ir tikiuosi, kad ji niekada nesuvakarės.</p>
<p>Technorati Tags: <a href="http://technorati.com/tag/Lietuva" rel="tag">Lietuva</a>, <a href="http://technorati.com/tag/lithuania" rel="tag"> lithuania</a>, <a href="http://technorati.com/tag/feelings" rel="tag"> feelings</a>, <a href="http://technorati.com/tag/thoughts" rel="tag"> thoughts</a>, <a href="http://technorati.com/tag/memories" rel="tag"> memories</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Habemus DSLR: l&#8217;Aurora.</title>
		<link>http://www.henryblog.net/2008/03/22/habemus-dslr-laurora/</link>
		<comments>http://www.henryblog.net/2008/03/22/habemus-dslr-laurora/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 22:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[bloggers' life]]></category>

		<category><![CDATA[pictures]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo non poche indecisioni,
a seguito di lunghe discussioni virtuali su forum di fotografia e reali con fotografi in carne ed ossa,
oltrepassando ripensamenti e valutazioni piuttosto doverose,
finalmente entro anch&#8217;io nel meraviglioso ed ampio mondo delle reflex digitali.

Canon EOS 400D: Eos, nella mitologia greca, è la dea dell&#8217;Aurora. 
(Sì, so che tra non molto uscirà la 450D, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo non poche indecisioni,<br />
a seguito di lunghe discussioni virtuali su forum di fotografia e reali con fotografi in carne ed ossa,<br />
oltrepassando ripensamenti e valutazioni piuttosto doverose,<br />
finalmente entro anch&#8217;io nel meraviglioso ed ampio mondo delle reflex digitali.<br />
<center><img src="http://www.henryblog.net/wp-content/uploads/Canoneos400d.png" alt="" /><br />
Canon EOS 400D: Eos, nella mitologia greca, è la <strong>dea dell&#8217;Aurora.</strong> <br />
<em>(Sì, so che tra non molto uscirà la 450D, ma con quest&#8217;ultima sarei andato sensibilmente fuori budget.)</em></center></p>
<p>La scelta non è stata semplice, il consiglio che vi posso dare è di chiedere ed informarvi bene prima di effettuare il grande salto che separa compatte e reflex: dalle ottiche ai sensori, dai processori ai punti di fuoco, dal bracketing alla velocità di scatto, dal rumore alla risoluzione le variabili da ponderare sono tutt&#8217;altro che poche.<br />
Trovatevi un fotografo di fiducia, provate e valutate in prima persona differenti marche e modelli di reflex digitali (io, ormai in procinto di concludere l&#8217;acquisto, ero ancora indeciso tra Olympus, Nikon e Canon, dopo aver valutato anche Sony ed altro.)<br />
Non del tutto sconsigliabile (se ne avete la possibilità) è il passaggio intermedio dalle compatte alle bridge superzoom, poiché l&#8217;acquisto di una reflex è impegnativo sotto molti punti di vista e (per qualche utente) potrebbe anche risultare eccessivo: ben venga, in questi casi, l&#8217;adozione &#8220;a vita&#8221; di una bridge.</p>
<p>Qui a seguire alcuni tra i primi scatti &#8220;a specchio sollevato&#8221;: gli altri li trovate sulla pagina del <a href="http://www.flickr.com/photos/henrypics/">mio account Flickr</a>, molto indicativamente da Marzo 2008 in poi.<br />
(Clicca sulle immagini per la fullsize view).<br />
<center><br />
<em>Luce si posa su fiori rosa.</em><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/henrypics/2352117400/" title="Light and pink flowers. by TheNothing, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2161/2352117400_7fa63bdd6b_m.jpg" width="170" height="240" alt="Light and pink flowers." /></a></p>
<p><em>La luce discende la collina.</em><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/henrypics/2340816857/" title="Light goes down the hill by TheNothing, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2229/2340816857_2b9e587ed2_m.jpg" width="240" height="160" alt="Light goes down the hill" /></a></p>
<p><em>Fratellino</em>.<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/henrypics/2328947255/" title="My little brother 2 by TheNothing, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2362/2328947255_6e1d49f1df_m.jpg" width="240" height="160" alt="My little brother 2" /></a></p>
<p><em>Yellow Flowers.</em><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/henrypics/2341649354/" title="Spring has come. by TheNothing, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2215/2341649354_6b6752bc00_m.jpg" width="240" height="160" alt="Spring has come." /></a><br /></center></p>
<p>Technorati Tags: <a href="http://technorati.com/tag/reflex" rel="tag">reflex</a>, <a href="http://technorati.com/tag/EOS+400D" rel="tag"> EOS 400D</a>, <a href="http://technorati.com/tag/Canon" rel="tag"> Canon</a>, <a href="http://technorati.com/tag/bridge" rel="tag"> bridge</a>, <a href="http://technorati.com/tag/scelta" rel="tag"> scelta</a>, <a href="http://technorati.com/tag/fotocamera" rel="tag"> fotocamera</a>, <a href="http://technorati.com/tag/foto" rel="tag"> foto</a>, <a href="http://technorati.com/tag/primavera" rel="tag"> primavera</a></p>
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		<title>Beauty will save us all.</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 15:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[music]]></category>

		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La problematica di fondo non è la frenesia di questo mondo, pur essendo ad essa lievemente correlata: il dramma non è quindi né la corsa né il suo esser priva di sosta - piuttosto, il dramma risiede nell&#8217;inutilità di questo correre.
Volendo, si potrebbe dire che la direzione di tutto quest&#8217;affanno (se proprio un affanno ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La problematica di fondo non è la frenesia di questo mondo, pur essendo ad essa lievemente correlata: il dramma non è quindi né la corsa né il suo esser priva di sosta - piuttosto, il dramma risiede nell&#8217;inutilità di questo correre.<br />
Volendo, si potrebbe dire che la direzione di tutto quest&#8217;affanno (se proprio un affanno ci dev&#8217;essere) non è delle più corrette.<br />
Guardiamoci intorno: siamo una generazione instabile, sia dal punto di vista affettivo che da quello lavorativo.<br />
Quest&#8217;instabilità fastidiosa genera comportamenti irrazionali, desideri autolesionisti quali quello di spingere sempre più a fondo il piede sull&#8217;acceleratore.<br />
Siamo precari sul lavoro e, dal lato affettivo, in perenne bilico tra famiglia parentale e fidanzate che ancora non diventano mogli, ma (poiché consapevoli dell&#8217;età ormai matura) cerchiamo di giustificare in qualche modo questo nostra mancanza di stabilità.<br />
Così nasce un&#8217;infantile competizione implicita, sottile e tra le righe, per cui <em>&#8220;sì, il lavoro è quello che é e ancora non ho messo su famiglia, ma lui sta <strong>peggio</strong> di me&#8221;.</em><br />
Giustifichiamo la nostra condizione puntando (sempre con accenni velati e mai esplicitamente) il dito contro chi, ai nostri occhi, se la passa <em>meno bene</em>.</p>
<p>Ecco che inizia il più puerile dei giochi, dominato da regole davvero prive di senso.<br />
Le regole sono semplici: se il mio vicino corre, io corro più di lui.<br />
La sua ragazza é carina? La mia dev&#8217;esser irraggiungibile.<br />
Il suo stipendio é buono? Il mio dev&#8217;esser ottimo.<br />
La sua cultura é completa? La mia dev&#8217;esser enciclopedica.<br />
Le regole sono semplici: io ho sempre ragione, su questo non si discute.<br />
Le regole sono semplici: io ho sempre ragione, ma tu hai sempre torto.<br />
Sei per il bianco? Qui domina il nero, ed è giusto così.<br />
Sei credente? Qua siamo tutti atei, ed è giusto così.<br />
Sei vergine? Qua siamo tutti dei piccoli Mr. Siffredi, ed è giusto così.</p>
<p>La giustificazione dell&#8217;instabilità viene trovata in questa stupida corsa a <em>chi è meglio di chi</em>, sottintendendo che il risultato sia sempre lo stesso: io sono il meglio, e se non ci credi non ti reputo degno delle mie attenzioni.<br />
Poi metto la sesta, e spingo sul pedale per correre ancora più forte.<br />
Qualche riga sopra ho definito tale comportamento autolesionista: spingere un&#8217;auto instabile ai 140 Km/h e oltre non è forse autolesionista?<br />
L&#8217;instabilità non va risolta con scenografici rigonfiamenti dell&#8217;ego, poiché se lo scheletro è instabile la frattura è assicurata.</p>
<p>Quanto vorrei tornare a sentire persone che si scambiano complimenti sinceri, senza poi subito andare spingere sull&#8217;acceleratore per il sorpasso.<br />
Quanto vorrei, ma nel frattempo l&#8217;unica cosa che posso fare è frenare, dolcemente.<br />
Scalare marcia, lentamente.<br />
In un rallentamento quasi impercettibile, <strong>fermarmi</strong>.<br />
<center><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qqsyXdj_p_I"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/qqsyXdj_p_I" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></center><br />
<br />
Poi, a motore spento, trovare un punto di riferimento in qualcosa di puro ed incontaminato.<br />
La politica non ci dà più fiducia.<br />
La religione solleva il vociare del volgo che ancora non riesce a far un distinguo tra persone ed Insegnamenti (Insegnamento?).<br />
Non resta quindi che la Bellezza, la Bellezza di un amico che sorride, del primo fiore che si schiude a Primavera, di una ragazza che ti si addormenta al fianco, di una canzone Emozionante, di un film incantevole, di un buon libro.<br />
La Bellezza: Lei, semplicemente.<br />
Lei che riesce a farci tacere, che sa farci rallentare, che sa farci perdere la cognizione del Tempo trasportandoci in un&#8217;Estasi ultraterrena.<br />
Lei nella sua dimensione più Metafisica, Lei nella sua dimensione più Terrena.<br />
Lei sarà il mio ultimo rifugio in questo mondo di inutili competizioni, Lei saprà farmi compagnia anche nel più buio e sporco dei vicoli.<br />
Perché Lei imparerà a fidarsi di me e, con il Tempo, saprà farsi trovare ovunque.<br />
Saprà venirmi incontro ovunque.<br />
E non ci saranno più corse né competizioni, non ci sarà più nessun chiacchiericcio inutile.<br />
Ci sarà il Silenzio ad avvolgerci ed io, perdendomi completamente in Lei, per l&#8217;ultima volta chiuderò gli occhi.</p>
<p>Technorati Tags: <a href="http://technorati.com/tag/Bellezza" rel="tag">Bellezza</a></p>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 10:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Henry</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[bloggers' life]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi mi legge da RSS lo avrà sicuramente notato: Wordpress ha il brutto vizio di troncare i feed di ogni post in cui sia inserito il tag !&#8211;more&#8211;, rendendo impossibile la lettura completa del post dal lettore RSS.
Se al sopraccitato tag non si può certo rinunciare (es. per post particolarmente lunghi o con più video/fotografie), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi mi legge da RSS lo avrà sicuramente notato: Wordpress ha il brutto vizio di troncare i feed di ogni post in cui sia inserito il tag <em>!&#8211;more&#8211;</em>, rendendo impossibile la lettura completa del post dal lettore RSS.<br />
Se al sopraccitato tag non si può certo rinunciare (es. per post particolarmente lunghi o con più video/fotografie), si rende necessario trovare una soluzione che permetta l&#8217;uso del tag senza però spezzare il feed RSS.<br />
Con qualche ricerca in Google ho trovato <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/full-text-feed/">questo</a> plugin; per la gioia di chi mi segue da RSS, che ora potrà evitarsi la fatica di venirmi a trovare sul blog: tutti i miei post verranno mostrati per intero (se il plugin funziona) nel vostro aggregatore, non ci sarà più <em>!&#8211;more&#8211;</em> che tenga.</p>
<p>Technorati Tags: <a href="http://technorati.com/tag/wordpress" rel="tag">wordpress</a>, <a href="http://technorati.com/tag/plugin" rel="tag"> plugin</a>, <a href="http://technorati.com/tag/feed+RSS" rel="tag"> feed RSS</a>, <a href="http://technorati.com/tag/completi" rel="tag"> completi</a>, <a href="http://technorati.com/tag/%21%26%238211%3Bmore%26%238211%3B" rel="tag"> !&#8211;more&#8211;</a></p>
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