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Henry’s i-Diary

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Archive for the 'storyteller' Category
11Dic07 Vestiario per il tempo libero.
riflessioni storyteller
1 Comment

feather

Ho provato ad indossare abiti forse acerbi o, più semplicemente, inadatti: in entrambi i casi si trattava comunque di forme che non mi calzavano troppo bene addosso.
Così ho visto fluire il tempo: tra fibre di lana e cotone, tra bottoni che scambiavano effusioni sempre troppo rapide con asole desiderose di legami più a lungo termine.
Ho cambiato abiti come gli anni cambiano le stagioni, per poi accorgermi d’aver indirizzato male le mie scelte: il mio tempo libero ha bisogno di un altro stile, va finalmente presa la sempre rimandata decisione di servirsi da una boutique differente.
Il mio tempo libero è terreno fertile e selettivo, in cui solo selezionate specie sono in grado di dar frutti: devo educarlo ed indirizzarlo, spiegandogli quali tra le Arti a cui mi sento vicino siano qui coltivabili e quali invece vadano ammirate da una prospettiva in cui, pur con lo stesso interesse, l’attiva partecipazione sia accuratamente dosata.
Questo va appreso, o le prossime primavere nessun fiore maturerà in frutto.

Con un cenno saluto il mastro bottegaio, dal cui sorriso colgo quale tacita e serena intesa si sia tra noi posata: non c’era nulla che mi s’adattasse nella sua sì ben fornita rivendita, questo lo abbiam capito entrambi.
Fuori dal negozio, specchiandomi nella vetrina, percepisco quale forte interesse continuerò ad avere per quel tipo di vestiario: ci incontreremo ancora io ed il mastro bottegaio, ci incontreremo per perderci in piacevoli chiacchierate sul lino e sulla seta, o ancora sulla paziente cura della lavorazione artigianale.
E ci sarà forse un po’ di malinconia nel nostro discorrere, poiché tutti e due sapremo che più non proverò per poi acquistare: tra le emozioni tutte, sarà però la serenità a prevalere.
Serenità derivante dall’aver finalmente compreso quali stoffe vestano meglio me ed il mio tempo libero, quali piantagioni possano dar frutto se coltivate con interesse e costanza.

Perché la capacità si sviluppa da sola se incontra la giusta sintonia con l’essere ed il tempo da lui gestito.

[tags]tempo libero, hobbies, interessi, coltivare, passioni[/tags]

02Ott07 In una Notte, in una stanza grande come il mondo.
creatività riflessioni storyteller
0 Comments

Nel nulla d’una Notte in cui al mondo sono rimasto solo Io: il sonno ed i sogni vi hanno portato lontano, via, lontano, verso paesaggi che immagino come fotografie sovrapposte, datate, storte e sfuocate.
Nel buio di questa stanza che par esser grande come il mondo intero, in cui ogni parola eventualmente pronunciata riecheggerebbe per anni ed anni su mura che si fan ora invisibili, mura che mutando scompaiono.
Mura di palazzi lontani, mura di pinete, di sabbia di spiaggia, di roccia, di arbusti, di foglie d’Autunno.

Mura di stanze da letto che ricostruisco con i ricordi e la fantasia, senza dimenticare d’appoggiare familiari cuscini sull’estremità di soffici accoglienti coperte.
Stanze dall’aroma del the preparato con cura, infusi d’erbe che da generazioni infondono calore.
Stanze con finestre, per poggiar lo sguardo sui bambini che s’attardano nel loro spensierato giocare tra altalene segnate dal Tempo: riesco a scorgerli, sei piani più in basso, tra l’erba bagnata dall’umidità d’una notte d’ottobre.

Nel nulla d’una Notte in cui al mondo sono rimasto solo Io: Notte che, con tenace perseveranza, Continue reading ‘In una Notte, in una stanza grande come il mondo.’

23Ago07 Naturali dissolvenze tra Estate e Autunno
creatività pictures storyteller
13 Comments

Autumn sunset fall

Entrò nella mia stanza visibilmente scossa, come se si fosse finalmente stancata di voler nascondere la sua instabilità emotiva.
Entrò senza proferir parola, quanto piuttosto aspettando pazientemente un mio gesto, suono, sguardo: era alla disperata ricerca d’un segnale per aprirsi, rivelarsi, rinascere di fronte ai miei (e ai suoi) occhi.
Voltai le spalle alla mia familiare scrivania per osservarle viso e mani: prolungai il mio sguardo per qualche decina di secondi poi, lievemente, le feci un cenno con il capo per comunicarle la mia totale disponibilità all’ascolto.

Mi venne incontro lentamente, singhiozzando qualcosa che a me parve incomprensibile: mi venne incontro lentamente poi, a distanza ravvicinata, affrettò il passo e mi si gettò tra le braccia.
Il mio fu un abbraccio freddo seppur accogliente, dolce ma non soffocante: volevo farle sentire che c’ero senza però invadere i suoi spazi, senza alterare la caducità di quell’attimo così importante.
Continuò a singhiozzare contro il mio petto senza in realtà cedere mai il passo al semplice pianto, senza mai smettere di contrarre il suo corpo in ritmici spasmi: la avvolsi con il mio calore, poi attesi con pazienza il lento attenuarsi di quel temporale estivo.

Mi confidò le sue paure sull’Autunno, mi parlò dell’ennesimo lutto per un’Estate morente: “voglio il tuo corpo per danzare con le foglie scarlatte, perché da sola quella triste danza rapisce il mio respiro privandomi d’ogni stimolo.
Stammi vicino, perché è con te che l’Autunno cambia il suo volto e, da perfido ammonitore, diviene saggio assicuratore d’un futuro accogliente.”

Ora dalle mie labbra un bacio scivola sulla sua fronte,
poi alzo lo sguardo per perdermi nell’orizzonte infuocato:
è l’ultimo tramonto di quest’Estate.
E’ l’ultimo tramonto,
domani sarà l’alba d’un nuovo Autunno.

[tags]estate, autunno, racconti brevi[/tags]

Photo used with permission (link), thanks to 1Sock.

20Ago07 Incubi inquietanti.
riflessioni storyteller
9 Comments

Me & Dylan Dog
Forse ho sbagliato numero, Dylan non risponde: se qualcuno conosce il suo vero numero di telefono me lo mandi via mail per favore, che potrebbe essermi piuttosto utile.

Non lasciatevi trarre in inganno dall’ironia dell’immagine riportata qui sopra: ricordo che stanotte non avevo poi così tanta voglia di farmi quattro risate, giurin giuretta che era così.
Per carità, sdrammatizziamo subito sottolineando il positivo: la frequenza degli incubi è negli anni sensibilmente diminuita, da una media di 3 o 4 al mese siamo scesi ad un ben più rincuorante valore di uno ogni 3 o 4 mesi.
Tutto nella norma, direte voi: forse sì, almeno quantitativamente siamo rientrati in valori decisamente accettabili, ma è la qualità del sogno che qui fa la differenza.
Se è vostro desiderio entrar in punta di piedi nella mia mente contorta potrei, in questo piovoso pomeriggio di fine Agosto, condividere con voi qualcuno dei miei incubi… Continue reading ‘Incubi inquietanti.’

22Lug07 Ah, la dura vita del blogger…
bloggers' life ironia storyteller
6 Comments

Guarda lì che ti conio un nuovo detto:

“Blog e commentatori, gioie e dolori”.
(Il massimo risultato poetico che possa esser concepito la Domenica mattina).


Il post che sto scrivendo andrà letto con ironia, perché per certe cose davvero non vale la pena prendersela.
Il post che sto scrivendo andrà letto con ironia, il che significa che (pur esplicitando delle verità) non andrà preso alla lettera.

Fatevi due risate ogni tanto, che anche le vostre endorfine hanno bisogno di sgranchirsi un po’ le gambe. :D

Notizia dell’ultima ora: su Henryblog i commentatori sono in sciopero, ci colleghiamo con il nostro inviato Catoblepa per approfondimenti dal luogo della manifestazione.
Catoblepa: “Allora, ci dica Sig. Henry, a cosa è dovuta questa rivolta popolare?”
Henry: “Mah, si direbbe che un mio articolo su Windows Vista abbia scatenato l’inferno…”
C.: “E per che motivo i suoi commentatori sono in sciopero?”
H.: “Ah, questa è davvero buffa. Alcuni scioperano perchè ho una moderazione troppo poco permissiva, altri invece scioperano perchè ho una moderazione troppo permissiva! C’è da ridere, nevvero?”
C.: “Sembrerebbe un paradosso…mi faccia capire meglio: alcuni scioperano perchè lei modera troppo poco mentre invece, secondo altri, lei modera troppo?”
H.: “Esatto.”
C.: “E che insegnamenti ha tratto da questa esperienza?”
H.: “Che è vietato parlare male di Windows, se no la gente poi s’offende.”
C.: “Ed ora come farà se nessuno più commenta?”
H.: “Ci sono sempre gli amici immaginari, si figuri che quelli non stanno mai zitti. Poi, in fondo, siamo ottimisti: magari il buon vecchio Google qualche commentatore impermeabile all’offesa me lo porterà prima o poi…”
C.: “E se così non fosse? HenryBlog chiuderà?”
H.: “Giammai. HenryBlog ormai vive di vita propria, pensi che talvolta faccio addirittura fatica a capire chi sia l’autore dell’articolo, se Henry o il Blog.”
C.: “Agli attuali commentatori cosa consiglia?”
H.: “Più camomilla prima di andare a letto.”
C.: “E perché ha lasciato la moderazione attiva nei commenti?”
H.: “Perché sono brutto, sporco e cattivo”.
C.: *stupore*
H.: “No, scherzo.”
C.: “E allora perché?”
H.: “Perchè vivo sulle montagne.”
C.: “Cioè?”
H.: “Sulle montagne vivono anche i troll”.
(Risate generali di Henry e Catoblepa)

C.: “Dalla scrivania di Henry è tutto, Catoblepa passa la linea allo studio.”

Nel fuori onda:
“Senta ma allora quella camomilla di cui mi parlava, ma li distende veramente i nervi?”
“Sembrebbe di sì”
“Ma è tutta roba naturale, vero?”
“Tutta roba naturale, non si preoccupi”.

[tags]blog, commenti, moderazione, troll, ironia[/tags]

10Lug07 Il mio Bianco, sporco.
creatività pictures riflessioni storyteller
4 Comments

Lascio il mio corpo immobile a fissare lo schermo: scritte e immagini s’avvolgono intorno a fibre nervose, per raggiungere il cervello e lì fermarsi ad aspettare.
C’è una pagina internet aperta per caso, di quelle in cui inciampi senza capire come: c’è Cristiano Godano in bianco e nero che su di un palco fa sesso con la sua chitarra, lanciando piede e stivale nella direzione opposta alla tastiera su cui tutte e sei le corde vibrano d’emozione.

Godano

Dall’altro lato dello schermo ci sono io, un corpo perso nella sua statica fissità: qualcuno prende fiato e scarica parole che finiscono per essere incomprensibili monologhi, lettere che s’accavallano a pensieri sollevando nient’altro che un gran polverone.
E ci sono piccoli problemi, quali quelli che se il polverone lo si respira per troppo tempo poi ci si diventa allergici - e davvero non c’è antistaminico che tenga.
Io continuo ad ammirare Cristiano, che infatti il mio fissare è sempre equivoco e lascia spazio a più d’una possibile interpretazione.
Ad intervalli più o meno regolari sul display compaiono eleganti riquadri d’un lucido elegante nero, ad avvisarmi dell’inizio d’una nuova canzone che al sopracitato monologo andrà a far da sottofondo.
L’unico pensiero che riesce a salvarsi dal caos è che ho troppi pensieri e troppo profondi: il che di per sè già è un paradosso, perchè il pensiero che si salva è solo uno.
L’unico che riesce balzar fuori dall’agonia mi dice che gli altri erano troppi e troppo profondi, sottintendendo che non si può continuare così, perchè c’è un limite alla sopportazione quando ci si veste d’umana piccolezza: dovrei instupidirmi, sbarazzandomi di tutte queste inutili sfide con una secca scrollata di spalle.
Dovrei fare come in questa foto: lasciare me a colori, e tutto il resto in bianco e nero.

JustMe.jpg

Dovrei far come in questa foto e non, come sempre accade, sbiadirmi in scala di grigio purchè il resto rimanga a colori.
Ma c’è che forse sono più bravo con Photoshop 8.0 che non con Vita 1.0, chè il secondo programma (ai miei occhi) ha sempre troppi bugs, e tendo a disaffezionarmene troppo in fretta…
…oppure a rileggerlo come piace a me, interpretandone sia il codice che l’utilizzo: ma queste, così dicon tutti, sono cose che sarebbe più saggio non fare, ecco.

E’ un bravo figlio, ma non è facile capacitarsene.
Una madre forse può, con l’amore formidabile che è in lei
Lenta un giorno apparirà, rossa piaga apparirà,
la cognizione di un dolore miserevole.
E lenta un giorno crescerà, e cancrena si farà,
la cognizione di un dolore deprecabile.

E più grande di ogni colpa avrà inviolabile sovranità
su chi non potrà più vivere felice, mai.
E più d’ogni colpa porterà al verdetto della verità:
“pagherai scrivendone”.

Pagherai scrivendone: se così fosse se ne potrebbe trarre una qualche gioia passeggera, come quella del primo di giorno di vacanza, di un’illusione che in fretta finisce ma che a noi piace perchè l’illusione nell’illusione è quella di farci credere che mai morirà.

[tags]Cristiano Godano, Marlene Kuntz, Bianco Sporco, La Cognizione del Dolore, introspezione, flusso di coscienza[/tags]

 
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