Scruto al di là dello specchio,
poi il mio attento osservare si perde tra riflessioni che conducono all’astrazione (ed anche lo sguardo ne resta influenzato).

Nota: la foto partecipa al contest “Self-portrait” promosso dal forum di Tevac.
Scruto al di là dello specchio,
poi il mio attento osservare si perde tra riflessioni che conducono all’astrazione (ed anche lo sguardo ne resta influenzato).

Nota: la foto partecipa al contest “Self-portrait” promosso dal forum di Tevac.
Domenica pomeriggio, Limone:
tra Piemonte e Liguria,
tra Italia e Francia.
Tra il presente ed il passato:
foto sospese nel Tempo cercano una temporanea collocazione su questo mio i-diario.
E’ incredibile: ogni soggetto che passa attraverso l’obiettivo della mia fotocamera si prende un pezzetto di me,
ed io son troppo timido e fragile per opporre resistenza.
In ogni foto perdo qualcosa che non tornerà più, e non sono solo ricordi.
(clicca sulle immagini Continue reading ‘Attraverso l’obiettivo.’
Tristezza congela i ricordi,
Solitudine li priva dei colori.
Tristezza lascia che sia il ghiaccio a prevalere,
Solitudine rallenta le dissolvenze.
Amore e Rassegnazione si contendono l’intangibile presente.
Chissà se gli stimoli hanno una data di scadenza.
Chissà se le muse hanno una data di scadenza,
se anche i ricordi svaniscono.
La Serenità è al di fuori della Società: Continue reading ‘Edward’s Memories: Cold.’
Quando poggio l’occhio sul mirino della macchina fotografica il mondo si trasforma,
cessa di essere il mondo per diventare il mio mondo.
Quando vedo il mio mondo attraverso le lenti della macchina non posso fare a meno di sentirmi piccolo:
tutto si tinge di Bello ed io non mi sento degno di intrappolare quell’estasi in un click.
Quando finalmente trovo le forze di catturare la Visione in uno scatto sento che parte del mio Vissuto (riempiendomi di brividi) mi abbandona per entrare nell’immagine:
nello scatto ci sono quindi i miei ricordi, persone del passato, canzoni sempre attuali, sogni ed incubi. Continue reading ‘Emozioni compresse in un click.’
Ritorno a casa dopo una piacevole serata con gli amici: il mio fratellino a quattro zampe è lì ad aspettarmi, improvvisiamo una brevissima passeggiatina notturna.
L’aria frizzante riempie il paese immerso nel sonno e, sul profondo silenzio che ci circonda, si posa lo scricchiolio della neve: è il suono del mio lento camminare che, in perfetta armonia, s’unisce al suo veloce zampettare.
Mi fermo per un breve istante,
nel cuore della nostra breve passeggiata nel cuore della notte.
Mi fermo per un breve istante e così fa il mio cagnolino: si ferma e mi guarda, mi si avvicina.
Io sono sempre fermo in quel breve istante in cui la Pace sopraggiunge come un’onda e mi inghiotte, portandomi via lontano:
sono le piccole cose che le aprono la strada, le piccole cose.
Una passeggiata nel cuore della notte, io ed il mio cane sulla neve ghiacciata:
lì qualcosa brilla nel buio
(Serenità sopraggiunge come un’onda e mi inghiotte)
ma è solo un attimo, poi si torna a casa e nel sonno ci si lascia svenire.
[tags]istanti, pace, serenità, notte, silenzio[/tags]
Manca ormai poco più di un mese all’uscita del nuovo album di Nick Cave: “Dig Lazarus Dig“, questo il titolo, uscirà nei negozi il 3 marzo del corrente anno.
L’album si presenta come un concept e, ad ascoltare il singolo, sembra siano tornate a galla sonorità più elettriche rispetto all’intimismo (pianoforte, violino e voce) che aveva contraddistinto dischi quali “The Boatman’s Call”, buona parte di “No More Shall We Part” e “Nocturama”.
Non ci interessa di certo fare previsioni su un album dopo averne ascoltato solamente una canzone, a maggior ragione se si tratta di Nick Cave alle prese con un concept: ci riserviamo quindi di metter insieme qualche parere sul disco in esame non prima della metà di marzo, quando “Dig Lazarus Dig” avrà già compiuto almeno una ventina di play completi nello stereo di casa.
Nell’attesa che il 3 marzo mi porti nel negozio di cd qui in città, ho pensato di pubblicare una breve analisi di una delle più toccanti canzoni d’Amore partorite dalla penna di Nick Cave, quella “Love Letter” facente parte del disco capolavoro “No More Shall We Part”.