Henry’s photoblog.

Scrivo queste righe a seguito di una riflessione affrontata e discussa nella giornata di ieri, esplicitando così una serie di pensieri poco articolati e considerazioni sul confine del soggettivo (il che vi legittima a pensarla diversamente). Ritengo che, se si vogliono investire soldi e tempo in una passione, se la si vuole accudire per vederla crescere, sia necessario: 1. essere consapevoli che la crescita debba essere continua senza mai giungere ad una flat-zone in cui "sentirsi arrivati". Al miglioramento non c'è fine, è come una camminata in montagna in cui ciò che importa è salire, non giungere in vetta. Anche perché non dev'esserci una vetta, poiché essa rappresenterebbe la fine della crescita, la fine di tutto (stimoli in primis). 2. essere autocritici, sempre, in modo costruttivo. Nel campo della fotografia, ad esempio, provo disagio nel sentir dire: "Sono davvero soddisfatto del mio scatto. Va bene così". Quello è l'inizio della fine della crescita. Ciò che sono solito dirmi, di fronte ad una fotografia che sto per caricare su Flickr, è: "E' una buona immagine, a mio parere, ma la prossima volta che mi trovo di fronte ad un soggetto simile devo ricordarmi di apportare le seguenti modifiche migliorative - n°1, 2, 3, etc." 3. accettate le critiche altrui. Proprio perché anch'io, in passato, sono stato carente da questo punto di vista, ora sono qui a dirvi: lasciate da parte le vostre carenze d'autostima o il vostro vacillante orgoglio, ed aprite bene le orecchie quando qualcuno vi sprona al miglioramento. C'è da sudare e lavorare duro, ma non vorrete mica trovarvi a guardare i risultati di sei mesi fa e non veder differenze rispetto a quelli di oggi, vero? La crescita ed il miglioramento devono essere sempre presenti. 4. vi fa piacere sentirvi dire che le vostre foto sono belle? Torno al campo della fotografia perché è quello che mi interessa più da vicino. Quando mi capita di parlare con fotografi più esperti del sottoscritto, cerco di evitare coloro che si limitano a dirmi "bello scatto, bravo - si vede che stai migliorando, continua così". Quelle parole sono solo piccoli zuccherini per l'autostima, ma lasciano il tempo che trovano. Oggi pomeriggio, ad esempio, ho un appuntamento con un altro fotografo: mi presenterò armato di fotografie e bloc notes per appunti, poi (se dovessi trovarmi nella casistica di cui sopra, in cui ricevo solo complimenti e basta) lo spronerei (come già fatto in passato) a criticare il mio operato. Vedo molti fotografi o aspiranti tali il cui unico obiettivo è quello di sentirsi dire "bravo, bello scatto". Io ho altri interessi: primo fra tutti, quello di mantenere attivo il processo di miglioramento, passando quindi attraverso frasi del tutto differenti dai complimenti fini a se stessi. 5. insomma, ben vengano i Mat. Ben vengano persone come Mat, dunque, almeno su questo blog. Può non esser semplice, talvolta, sentirsi criticare una foto su cui tanto si è lavorato: ma bisogna avere una visione tanto ampia quanto basta per comprendere il valore di quella critica, la sua utilità. Non sempre i suggerimenti che ci giungono sono utili al miglioramento, ma bisogna avere l'umiltà necessaria di provare ad attuarli prima, e valutarne l'utilità poi. E se, come dice Marla, "la pignoleria non è sinonimo di perfezione", mi permetto di aggiungere che (quando gestita in modo costruttivo) può esser sicuramente un buon carburante per la crescita. Il tutto, come già specificato in apertura, in my humbling opinion.

Firmato: un autocritico.

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7 comments in “Le mie foto non sono ok.”

  1. MarlaSinger says:


    Impeccabile direi, in bocca al lupo con il fotografo e facci sapere.
    Sono una fan dei consigli, ma credo sia importante anche il modo in cui si fanno certe osservazioni; talvolta uno scatto non è tecnicamente perfetto, ma è fantastico a suo modo per il guizzo e l’armonia dell’insieme che non potrebbe essere se avessimo seguito alla lettera il manuale del buon fotografo: in questo caso la pignoleria non serve a nulla e sarebbe più costruttivo dire: io, invece l’avrei fatta in quest’altro modo perchè…
    Fotografare non è qualcosa di univoco nè costretto in regole e principi e mi è capitato più volte di vedere scatti (anche tuoi) veramente interessanti aldilà di come l’avrei fatta io con altri accorgimenti ed aldilà delle critiche per questo o quel motivo; nel momento in cui faccio un’osservazione parto dal presupposto che Quel soggetto, se l’hai dipinto in quel modo, Tu l’hai Visto così ed è giusta la tua via; l’essere costruttivi lo vedo in questo modo.
    Meglio per te che scorgi l’utilità in ogni intervento!!

    Saluto con inchino ;-)

    Francy

  2. Mat says:


    Fotografare non è qualcosa di univoco, come qualsiasi forma d’arte. E’ vero che non può essere quindi costretto in regole statiche.

    MA

    è vero anche che tali regole esistono in qualsiasi forme d’arte, pittura, musica, scultura, fotografia (mi perdonino le altre forme d’arte non incluse, non ho il tempo di fare un elenco esaustivo). Possono essere infrante? Certo. Devono essere infrante. Ma ciò deve essere fatto consapevolemente e con un motivo, espressivo, non matematico. Ma un motivo preciso.

    La ricerca della critica è proprio qua: “qui sei andato oltre i canoni. Perché?” Se c’è un motivo, me lo devi giustificare. Se è valido, bene, sicuramente lo vedrò anch’io, darà valore al tuo lavoro. Se è casuale, allora mi spiace ma (con le dovute eccezioni) è un errore.

    La critica è ciò che spinge avanti, e guarda un po’ essa, per definizione, arriva per forza dagli altri. L’autocritica è sempre poco affidabile. Possiamo essere molto critici verso noi stessi, ma difficilemente riusciremo a essere obiettivi verso una nostra creazione. In qualsiasi senso. Senza critica non esisterebbe miglioramento e sarebbe arte anche la scoreggia che faccio al mattino quando mi alzo. Dopotutto è mia, l’ho fatta così ed è giusto che sia così, no?

    No, ovviamente.

    E’ vero anche che è importante il modo con cui tali considerazioni vengono fatte. Ma non fermiamoci sui formalismi, è ovvio che se commento una foto sto dando il mio punto di vista, senza che debba ogni volta leccare il pavimento dicendo “io l’avrei fatta così”.

    Il tuo modo, invece, mi sembra francamente poco costruttivo. Quale sarebbe la valenza costruttiva del dire “Tu l’hai Visto così ed è giusta la tua via”? (con la v maiuscola, addirittura). Cosa aggiunge? Nulla. Ha lo stesso valore del “Bravo, continua così”.
    Anzi, ne ha meno, dato che è dimostrato che le gratificazioni sono necessarie per lo stato d’animo che porta al miglioramento.

    Quindi continuerò sulla mia strada, come ho sempre fatto, dato che, come mi pare di capire, il padrone del blog è uno che conosce il valore del miglioramento continuo e della ricerca della perfezione. E già lo sapevo, altrimenti i miei commenti non ci sarebbero. Le perle ai porci non sono una mia pratica.

    Perché è la ricerca che fa la differenza. La perfezione non è alla portata degli stolti.

    Se altri si vorranno unire alla discussione, portando idee, condividendo o contrastando punti di vista, ben vengano. Altro non lo prenderò nemmeno in considerazione.

    Scusate lo pseudo-flame.
    Ma la mediocrità mi irrita.

  3. MarlaSinger says:


    “Tu l’hai visto così ed è giusta la tua via” (con la v maiuscola) è il punto di partenza che mi pongo per poi fare una critica, dopodichè dico come la vedo io (come ritengo sia più giusta, più efficace, più interessante) che non è per forza legge.
    Quando parlo di Tua Via indendo quello che sta dietro il tuo scatto: sicuramente l’idea era buona, ma può capitare che non sei stato in grado di sfruttare appieno le potenzialità di ciò che hai visto, allora aggiungo quello che fa parte di consigli, osservazioni etc.
    Non esiste solo un modo per criticare…

  4. Henry says:


    Capisco entrambi i vostri commenti che, ai miei occhi, evidenziano similitudini concettuali (al di là delle divergenze di pensiero che avete sopra evidenziato).
    La mia chiave di lettura sta qui:
    Marla:”talvolta uno scatto non è tecnicamente perfetto, ma è fantastico a suo modo per il guizzo e l’armonia dell’insieme che non potrebbe essere se avessimo seguito alla lettera il manuale del buon fotografo”
    e Mat:”tali regole -cut- possono essere infrante? Certo. Devono essere infrante. Ma ciò deve essere fatto consapevolemente e con un motivo, espressivo, non matematico. Ma un motivo preciso.”

    Vi chiedo, nel caso vogliate portare avanti la discussione, di farlo in modo disteso e costruttivo.
    C’è un punto di incontro tra i vostri pareri, ed è (secondo me) quello che ho sopra evidenziato.
    Potete partire da lì o meno, ma con toni moderati, per favore.
    Grazie ;)

  5. Lara says:


    Inseguire la perfezione è giustissimo, essere sempre insoddisfatti invece è deleterio.
    Io credo che sia necessario porrsi dei piccoli traguardi, delle passeggiate piane per spezzare una salita senza fine, perchè lavorare senza mai sentirsi realizzati porta solo alla frustrazione.
    Ovviamente ciascuno deve darsi dei traguardi consoni alle proprie capacità (Henry, tu che sei bravo ti porrai traguardi molto alti come eguagliare Juza, io che sono meno brava mi porrò come traguardo l’imparare ad esporre, uno meno bravo di me potrà porsi il traguardo di liberarsi dalla modalità “auto” e via dicendo…)

    Quanto diceva Mat sull’infrazione delle regole è ciò che ha caratterizzato i migliori artisti dall’epoca di Michelangelo in poi, ma tutti i veri artisti prima di rivoluzionare hanno imparato il metodo accademico (per la serie: anche Picasso sapeva disegnare prima del cubismo…).

    Giustamente come dice Henry non ci si deve sedere sugli allori.
    Giustamente come dice Marla ci possono essere errori tecnici giustificabili in nome di un concetto (@Mat ad esempio la foto che uso come buddy icon è sovraesposta volontariamente perchè volevo creare un’immagine che evocasse la perdita dell’identità assieme alla riscoperta di se stessi, ovviamente è tutta bruciata quindi tecnicamente scorretta, ma in questo caso è “perdonabile”, Invece non è perdonabile il sovraesporre quando ciò non è necessario).

    La fotografia come fenomeno di massa ha abbassato la qualità delle foto in media, ma ha anche dato uno spunto per migliorare a tutti coloro che vogliono fare buona fotografia.
    Insieme a questo spunto di crescita però è anche nata una massa di “tecnicisti” che valutano una foto solo per la tecnica con cui è scattata reputando arte ciò che è solo “perfezione statica”.
    La fotografia come Arte (bellezza, tecnica, rivoluzionarietà e contenuto)è ancora una cosa riservata ai pochi, la fotografia come artigianato (tecnica e bellezza) è ciò che invece si sta espandendo e che probabilmente stiamo valutando ora qui.

    A parte le mie personali considerazioni sull’arte (del tutto opinabili) credo che tutti abbiano bisogno di un Mat (io per prima… sia nella fotografia che nella scrittura).

    PS: definirecerte fotografie “artigianato” non vuole denigrarle, l’artigianato se di ottima qualità può superare l’arte, io definisco artigianato un prodotto artistico privo di contenuti, banale o cronologicamente fuori luogo anche se eseguito perfettamente (per intenderci il comparativo in pittura può essere un individuo che nel 2008 dipinge perfettamente meravigliosi quadri di paesaggi con stile impressionista)
    PPS: come esempio ho usato la mia buddy icon perchè era l’esempio più vicino, pratico e comodo di cui disponevo senza dover linkare altri rischiando di offendere o far dispiacere.

  6. Mat says:


    Che non esiste un solo modo per criticare è pur vero, ma dimmi dov’è la tua critica, perché io non la vedo. Forse è un limite mio, ma non leggo come l’avresti fatta tu.

    Se quello è il punto di partenza, allora parti, perché mi sembra tu ti sia fermata lì. E allora la critica non c’è, e si torna al commento di supporto di cui si parlava sopra, che può far forse piacere, ma non aggiunge nulla. Se ci sono altri modi di criticare allora fammeli vedere, invece di attaccarti semplicemente al mio. Fermo restando che io resterò sui miei di modi, come tu sei libera di restare sui tuoi.

    Che le tue critiche (quando sono presenti) non siano legge è ovvio, ma con questo intendi che le mie vorrebberlo esserlo? Mi fai notare quando è successo?

    Il discorso in realtà dovrebbe concludersi qua, anzi non sarebbe dovuto nemmeno partire. Tu hai il tuo modo, io il mio. Al padrone del blog, colui che “subisce” le mie invereconde critiche che a te danno tanto fastidio, la cosa va bene così. Quindi? Perché ti occupi di ciò che scrivo io, quando è delle sue foto che dovresti occuparti? (rispettando il suo volere, si intende).

    Non credo che Henry abbia bisogno di qualcuno che lo venga a difendere dai cattivoni pignoli che infestano il suo blog. E’ umile, modesto, educato, a volte anche troppo, ma credo sia in grado di difendersi da solo.
    Il blog (ora) tratta di fotografia.
    E allora di fotografia occupiamoci, ognuno a suo modo.

    (Com’era questo? Più disteso?)

  7. MarlaSinger says:


    Probabilmente non hai visto partire la critica perchè semplicemente non ne ho ancora fatte dato che sono appena riapprodata su questo blog e non mi sono ancora ambientata.
    Conoscendoti non mi è mai venuto in mente tu potessi essere l’orco cattivo che infesta i blog altrui, [conoscendomi non sono Giovanna D'Arco] :-D a me le tue critiche non solo Non danno tanto fastidio ma le vivo in modo completamente distaccato.
    Poi questo post è privo di fotografie, quindi ho constatato ciò che mi sentivo di constatare.

    Au revoir



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