6 Lug
Run!
Jimmy Chamberlin, dalle cuffie del mio iPod, incalza con un incedere marziale di grancassa: corri
(mi suona)
corri!
Guardo la strada che mi si srotola innanzi: campi verdi e grigio asfalto, poche auto, sempre meno auto, nessuna auto.
Mi volto a destra, a sinistra: nessuno al mio fianco.
Continuo a correre, a guardare la strada che continua a strotolarsi: abbasso il capo, due puma azzurri (dall’apice delle scarpe da corsa) si inseguono in una competizione senza vincitori nè vinti - primo è il destro, primo è il sinistro, il destro, il sinistro.
Al tempo della batteria di Jimmy si alternano le loro posizioni sul podio: Billy inserisce il suo cantato mentre la non-gara è ancora in corso -
- “despite all my rage I’m still just a rat in a cage!”: dalle cuffie dell’iPod sembra quasi ringhiare, Billy.
Io mi diverto a fare un collage dei suoi testi, riordinando l’eventuale ritornello in un:
E’ la grancassa di Jimmy a distogliermi dai pensieri
(il cielo plumbeo dice che non dovrei esser qui a correre - la pressione del mio sangue dice che non dovrei esser qui a correre)
E’ la grancassa di Jimmy a suggerire con logica il mio dover continuare a correre, almeno fino a casa.
Corri!


