Pochi istanti di frequenze elettroniche sono sufficienti per riallineare armonicamente frequenze subepiteliali che, con parole sommessamente inglobanti gaudio, annunciamo ritrovate.
People Press Play e così faccio anch’io, per ritrovare quella linea di fragile seta che unisce tutte le mie Estati: da questa, neonata, indietro fino all’istante in cui la memoria riesce a creare un supporto sufficientemente stabile.
(E, forse, anche oltre).
Estati trascorse a sorridere (unoduetrequattrocinque!) incolpando, per sorrisi prolungati oltre il sesto dei secondi, i soffici fili d’erba che (intrecciandosi alle margherite) ci accarezzavano l’epidermide.
Estati internazionali, dove gli aeroporti diventano portali dimensionali verso altri mondi, culture, lingue ed espressioni.
Estati scalpitanti, in calore, effervescenti, sudate, forse un po’ sporche, spensierate e malinconiche: in qualsiasi delle casistiche Estati piacevoli - da vivere, ricordare, immaginare.
Estati Elettroniche, che si stendono sulle note campionate dei Mùm, dei Sigur Ròs, dei Lali Puna, dei Ms. John Soda, dei Lamb, dei Goldfrapp, dei Portishead e (da quest’anno) anche dei People Press Play.
People Press Play e così farò anch’io, nel Piacere del contatto tra il pollice e quel triangolo rivolto a destra, in direzione di due linee verticali perfettamente simmetriche: da qui fino al prossimo dei miei viaggi, ho ritrovato (nell’Amore e nel profondo Rispetto che provo per me stesso) l’Amore ed il profondo Rispetto per le diapositive che la mia Vita allinea in successione, fino a crearne un filmato, da quasi 30 Estati a questa.
Ad oggi, ora, adesso - fino alla prossima delle partenze, da sempre vedove di ritorni.
People Press Play e così faccio anch’io, perché questi sono giorni che si muovono in fretta, perché le mie Estati sono Effimere oltre che Elettroniche.
Estati Estatiche, che da sempre accompagno con eterea voce femminile e suoni delicati come gocce di rugiada: suoni da shuffle, suoni da repeat, suoni campionati che per me sono i campioni dei suoni.
Estati sempre a colori, Estati con il cuore che s’allinea sulle frequenze dei beat di quei gruppi già elencati - con le orecchie che più non servono, poiché s’ascolta con l’Anima: è Lei il dj, ed è Lei che se la gode.
Da sempre.
Estati in cui la musica non è in cuffia ma nel Cuore, nell’Intorno, ovunque: nelle persone che incontro e nei luoghi che visito.
Ed il genere, sgorgando dall’artificio di elettronici circuiti, risulta a me esser il più naturale per musicare il mio Luglio ed il mio Agosto: il post-orgasmic chill, come sempre, lo rimandiamo a Settembre.
People Press Play - These Days
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