
C’è un Tempo di cui ancora non sai: è portatore d’un cambiamento dolce, forse un po’ malinconico ma (soprattutto) lento.
Impercettibilmente lento.
E’ un colore che cambierà lievemente sfumatura, lasciandoti scivolare con morbidezza in quel Tempo di cui ancora non sai: lì ti svestirai delle urla d’adolescenza,
delle abitudini da liceo, della rabbia e dell’insicurezza.
Troverai un equilibrio di soffice, confortevole ovatta, la stessa in cui verranno riposti vestiti che più non t’apparterranno.
Risistemerai le vecchie fotografie con un sorriso sereno che ti si stende sul volto,
mentre un’Amorevole presenza maschile ti condurrà al centro dell’Esistenza.
C’è un Tempo di cui ancora non sai: è il momento che ora rifuggi, rinneghi, che pensi non arriverà mai.
E’ il momento in cui non ti sentirai più fiera di una bandiera o un simbolo: là l’Esperienza sarà sì arricchente ma in modo silenzioso,
e (poichè timida e riservata) non vorrà per forza essere condivisa con amicizie e conoscenze.
Ci sarà calma, silenzio, ordine e distensione.
Custodirai il passato nelle carnee cavità che delimitano gli organi,
spogliandoti di fronte all’inevitabilità della muta a cui Madre Natura ci destina.
Quella è l’inevitabilità a cui ora non credi,
che saprà mostrarsi solo in quel Tempo di cui, ancora, non sai.


