
Questa non è una recensione, è un viaggio che inizia bussando alla tana del bianconiglio.
Lontano da morti improvvise, da amori in cui la calda passione lascia spazio alla fredda agonia: lontano da ciò di cui si serba memoria, semplicemente lontano.
Ci sono infinite realtà da esplorare ed il Tempo, in proporzione, è sempre quantitativamente insufficiente: ci sarebbe da rivalutare l’attività dello psiconauta serio e preparato, saggio e motivato.
Avrei dovuto prevedere che una giornata del genere sarebbe finita così: ho iniziato documentandomi sugli effetti di psilocibina e mescalina, ed il bianconiglio apre sempre a chi gentilmente bussa alla sua porta.
Non riesco a pensare a tutte le cose che dovrei fare domani perché non riesco a concepire cosa sia il domani: non so che ore siano e le cifre che ritmicamente s’alternano sull’orologio hanno perso il loro significato.
E’ notte, non c’è altro da sapere: la casa è vuota e le casse qui in camera (qui? camera?) suonano in loop lo stesso album da ore.

Ma questa non è una recensione, è un amplificatore di pensiero divergente che brucia il confine dei concetti appresi per vivere il Tutto da prospettive diverse.
Perché l’esperienza del nostro quotidiano è multidimensionale, e mia intenzione è esplorarle tutte quelle dimensioni: con calma, con la cautela d’un bimbo che cammina a gattoni, accertandosi che ogni suo passo poggi sul sicuro.
Con la cautela d’un bimbo ma con la saggezza d’un vecchio, ricco di consapevolezza e ragionato nel suo agire.
Per mie convinzioni che a molti parranno assurde, ma questo è il mondo che vivo io.
Un mondo di energie in continua interazione, di spiriti eterni, di una natura con cui è possibile comunicare: basta semplicemente trovare la chiave per comprenderne il linguaggio.
Basta cercarne la chiave, in questa sconfinata tana d’un candido coniglio.
Questa non è una recensione, e quello che sto vivendo non è un album: è un biglietto, un’ invitante mano di fanciulla, un treno che va oltre il concetto di binari e tragitti predefiniti.
Un treno che va oltre, popolato di esseri interessanti con cose interessanti da condividere.
Un treno dai colori fluidi, che giocano in dolci fusioni armoniche arricchendo la visuale con variazioni cromatiche mai viste ed indescrivibili - ma è normale, data la profondità della tana del bianconiglio.
Questa è uno spazio diverso, e se questo è un cambiamento allora mi piacciono i cambiamenti.
Quello che sto vivendo non è un album ma, nella vostra dimensione, ha un nome:
Qualcuno ha provato ad esaminarne il significato: io non lo farò, perché questo non è un album e non credo d’esser in grado di descrivere ciò che c’è al di là della dimensione che, di default, ci viene impostata alla nascita.
Posso condividere con voi il biglietto: il passaporto sono una casa vuota, la notte, altoparlanti meritevoli di riprodurre certe vibrazioni metafisiche - meglio se ad un volume sostenuto.
Uno spirito predisposto.
Chissà se il biglietto riuscirete ad usarlo: chissà, forse è personale e se ve lo cedo perde la sua validità.
Ma nel dubbio…
Then up to my heart
Into my mouth, I can’t keep it shut
Do you recognise, the smell…
I fool myself to sleep and dream
Nobody’s here
No-one but me
So cool…
…Why can’t this be killing you?
Il trip-hop sta diventando sempre più il mio genere. (preferito?)
Il trip-hop sta diventando sempre più il mio genere. (preferito?)
Il trip-hop sta diventando sempre più il mio genere. (preferito?)
-
Note:
No, non ho assunto nessuna sostanza: lo scrivo per evitare del prevedibile moralismo tra i commenti (al quale mi riservo di non rispondere).
Questo post non giudica né difende ciò che per molte civiltà è sacro: ciò che penso al riguardo me lo tengo per me o lo condivido con chi, dopo essersi documentato, è stato in grado di comprenderlo.
Piuttosto, il post può essere una prova di come si possano attraversare certi confini con l’ausilio di sola musica, meglio se ascoltata da una mente naturalmente predisposta ad abitare il mondo di Alice, come la mia.
Adesso scusatemi, ho un viaggio da portare a termine.
-
[tags]trip-hop, Goldfrapp, Felt Mountain, recensione, review, pensiero, divergente, Alice, Wonderland[/tags]



Grande Henry,sei tra le poche persone che conosco che sanno davvero apprezzare la musica,ho sempre ammirato il tuo modo direi “passionale” di ascoltare la musica e di farti trasportare da lei .Basta guardarti in faccia quando ascolti qualcosa per capire tutto cio’
Grazie mille Luca, per me è molto importante quello che hai scritto.
-
Apprezzo doppiamente il tuo intervento perché fa riferimento ad un post piuttosto intimista e personale, non semplice da commentare: nonostante ciò, sei però riuscito a scrivere qualcosa di non invadente, che rimane bene sul tema senza esser dispersivo e romperne l’incanto.
Questo, su certi post, è ciò che conta di più.
большое спасибо!
пожалуйста =)