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Henry’s i-Diary

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Archive for Novembre, 2007
28Nov07 Pellicole ammalianti.
movies riflessioni
5 Comments

C’è qualcosa di affascinante nei film di Sofia Coppola.
Li studio attentamente, ma a fatica riesco a comprendere cosa li renda, ai miei occhi, così ammalianti: non solo mi piacciono ma spesso riescono anche a sedurmi e, non appena terminata la visione, si fa forte l’istinto di premere play ancora una volta.
Dopo aver già visto sia “Il giardino delle vergini suicide” (che rientra nei G8) che “Lost in translation”, qualche giorno fa ritrovo me stesso in videoteca per affittare “Marie Antoinette”, terzo (e per ora ultimo) lungometraggio firmato dalla sopraccitata figlia d’arte.
Premetto che di solito non impazzisco per i film ambientati tra gli immensi palazzi reali di sovrani che furono: questa volta però (ed è questo il primo dei suoi meriti) Sofia è riuscita a confezionare un’opera che ha incontrato in pieno i miei favori, tanto che avrei voluto aver il tempo per rivedermela almeno una seconda volta.
Non mi riesce di descrivere il motivo di questo mio personalissimo apprezzamento nei confronti delle opere realizzate dalla regista: è come se condividessimo alcuni piccoli ma essenziali punti di vista sull’esistenza, ed è questo un concetto che vorrei (anche se non credo di riuscirci) render più definito.
E’ come se la sua visione del mondo si sovrapponesse alla mia, riempiendomi di puro piacere ad ogni inquadratura ricercata, ad ogni analisi del personaggio, ad ogni canzone della (mai scontata) colonna sonora.
No, non sono assolutamente un critico1 e vorrei sottolineare la mia totale umiltà nel cercar di descrivere cosa mi incanti nei lavori della Coppola, sempre ricchi di sensibilità, dolcezza e malinconia…
…tre ingredienti che ben s’intonano con il mio essere e che, in Marie Antoinette, s’arricchiscono d’una evidente ricerca del bello, a soddisfare anche l’esteta che è in me.

Ad aumentare il mio piacere si aggiunge il rapporto di collaborazione esistente tra Sofia Coppola e Kirsten Dunst, tanto che potrei tranquillamente azzardare la proporzione: Continue reading ‘Pellicole ammalianti.’

27Nov07 Amicizie ritrovate: interprete italiano-lituano e nuovo Mac user.
bloggers' life informatica riflessioni
6 Comments

Internet è favoloso: le mail, l’istant messaging, il VOIP e i blog…il post potrebbe finire qua, punto.
(Alla faccia dell’ermetismo - ndHenry).
Approfondendo…(è vero che se era già parlato qui, ma certe cose continuano a riempirmi di stupore).

Torno a casa dopo una giornata piuttosto piena e stancante: come di consueto controllo le mail e, piacevolmente sorpreso, trovo tra la nuova posta una lettera di Lina, lituana protagonista d’un grazioso pomeriggio d’autunno vissuto a Vilnius ormai un anno fa.
Con Lina non avevo trascorso più che mezza giornata ma erano state ore intense, vissute tra chiacchierate fitte fitte, passeggiate e qualche malinconica foto ai colori dell’autunno.
Prima dell’arrivederci c’era stato il consueto scambio di mail ma, a dirla tutta, in questi 12 mesi si erano quasi completamente persi i contatti…fino a stasera.
La ritrovo con una mail densa, ricca di contenuto, proprio come quella chiaccherata pomeridiana di un anno fa: tra le tante novità, Lina condivide con me anche il suo contatto Skype.
E’ un attimo: il tempo di un copia-incolla e Continue reading ‘Amicizie ritrovate: interprete italiano-lituano e nuovo Mac user.’

23Nov07 A trip to Felt Mountain.
creatività music riflessioni video
4 Comments

trip

Questa non è una recensione, è un viaggio che inizia bussando alla tana del bianconiglio. Continue reading ‘A trip to Felt Mountain.’

21Nov07 Se nomino i Cynic, tu che fai?
music video
5 Comments

Se oggi qualcuno dovesse chiedermi “che musica ascolti?” avrei due possibili risposte:

  1. “Quella buona”.
  2. Elencare i generi musicali di mio interesse, citando per ognuno la band di riferimento, con il rischio di annoiare a morte l’interlocutore.

Ai tempi dell’università le cose erano più semplici: poiché ascoltavo prevalentemente1 heavy metal, la risposta alla domanda di cui sopra si semplificava in un: “ascolto soprattutto heavy metal, anche se non disdegno affatto periodiche incursioni in ambienti musicali differenti dal sopraccitato metal.”
A questo punto l’interlocutore poteva anche chiedere maggiori informazioni su quali fossero questi “ambienti musicali differenti”, portando la discussione al punto 2. visto sopra.

Solitamente, però, il dialogo prendeva una strada piuttosto prevedibile:
Conoscente: “Ah, dunque ti piace il metal…”
Henry: “Sì”.
Conoscente: “Sai, anche a me bla bla bla Iron Maiden bla bla bla Metallica bla bla bla Megadeth bla bla bla ti ho già detto degli Iron Maiden bla bla bla e poi lo sai che i Metallica bla bla bla“.
Ora, poiché per codeste band il sottoscritto non è mai impazzito, l’unica soluzione per fermare l’interlocutore era usare la mia carta migliore: sì, proprio loro, i miei amati Cynic.
Il dialogo proseguiva dunque così:
Henry: “Sì, ho afferrato. Sai, piuttosto che il nuovo album dei ‘tallica io aspetto con vivo interesse una reunion dei Cynic”.

I Cynic, loro erano il fattore discriminante tra il metallaro dagli ascolti interessanti e il metallaro dai discorsi tediosi.
Perché se al metallaro dagli ascolti interessanti si illuminano gli occhi quando parli dei Cynic, il metallaro dai discorsi tediosi o evita l’argomento oppure gioca la sua ultima carta: Continue reading ‘Se nomino i Cynic, tu che fai?’

19Nov07 Ciò che viene dopo la sostanza.
pictures
5 Comments

Aggiornare la nostra proiezione nel sociale per far sì che essa s’avvicini il più possibile a quella che è l’immagine mentale del nostro essere.

Just me.

O almeno di una parte del nostro essere.

17Nov07 Caressing the Emptiness of the World.
creatività riflessioni
2 Comments

Che freddo.
Che freddo e che confusione: mentale, emotiva, sensoriale.

Quale silenziosa mancanza di concretezza dietro a pensieri sempre troppo profondi, quale fatica nel muovere dita quasi congelate dal freddo di cui sopra.

E’ come sfiorare il vuoto del mondo intero,
come avvicinarsi alla comprensione del tutto per concluderne che, in fondo, l’oggetto di studio non erano che semplici gas rarefatti.

Quant’è difficile svuotarsi della Dolcezza per farne dono a chi si rifiuta d’accettarla:
quanto fa male riempirsi di freddo ed affrontare il vuoto che si nasconde al di là d’insolvibile entropia.

Da piccoli ci si credeva vittime:
ora le prospettive sono cambiate e, semplicemente, si cerca l’amplesso con la Solitudine addolcendo l’atto con fotografie, ricordi, canzoni.
Emozioni?

La durata del vissuto si fa soggettiva:
sembra un secolo, ormai.
Quasi un secolo.
Quasi un secolo, ed un respiro ancora.
Un respiro ancora, ennesimo baluardo d’una perseveranza piuttosto evidente.
Un respiro ancora, prima che il vuoto e il freddo facciano scivolare tutto in un irreversibile fade-out.

(Nel frattempo si sorseggiano esperienze, distillati d’emozioni condensate in ricordi).

[tags]emptiness, world, loneliness, vuoto, mondo, solitudine[/tags]

 
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