Henry’s photoblog.

(Sottotitolo: "Sangi, questo post ti farà felice") Da qualche settimana mi sono rimesso ad ascoltare (non che avessi mai realmente smesso) alcuni tra i mie album metal preferiti: senza un evidente perché, cambiando i cd che tengo in macchina, ho infatti realizzato che gli ascolti di quest'ultimo periodo si stanno lentamente spostando verso quel metallo che tanto caro mi fu negli anni dell'università. Preso atto di ciò, ecco nascere in me una riflessione: sempre più mi convinco del fatto che chi il metal lo ha davvero vissuto, interiorizzato e compreso (molto) difficilmente smetterà mai di ascoltarlo. Come già ho scritto su questo mio diario non sono mai stato un metallaro narrow-minded, tutt'altro: ad esser onesto non riesco neanche ad indicarvi un periodo della mia Vita in cui io abbia ascoltato solo heavy metal. Non solo i miei gusti musicali sono sempre stati piuttosto eclettici, ma (con il mio orecchio parecchio critico) esprimevo pareri positivi su qualsiasi canzone sapesse cogliere la mia attenzione, a prescindere dal genere: certo non mi sono mai piaciute le cose troppo banali, questo sì, ma mi sono sempre astenuto dal fanatismo di chi si chiude in un genere considerandolo meglio di altri. Detto ciò torniamo al topic dell'articolo e, generalizzando/semplificando all'estremo, proviamo ad identificare il metallaro (adolescente?) come appartenente ad una di queste casistiche:
  1. il metallaro modaiolo. Ascolta metal perchè fa figo, così forse le ragazze gli dedicheranno maggiori attenzioni e i bulli non lo infastidiranno più di tanto. Tendenzialmente si limita all'ascolto del metal (metal??) da classifica, quello di cui parlano anche i mass-media, quello che non è nemmeno vero e proprio heavy metal: non voglio fare un discorso da purista del genere, ma non posso comunque esimermi dal muovere una piccola critica verso chi considera metal tutto ciò che abbia una chitarra distorta. Definire un genere musicale non è cosa facile e non rientra neanche nelle mie intenzioni: solo non fidatevi del metallaro modaiolo, ché quello che ascolta lui sono chitarre distorte, il metal è altro. Dimenticavo: ai concerti il modaiolo salta come un disperato in ogni direzione, non curandosi di nulla (cose o persone) che gli stia intorno - a lui basta far casino, poco gli importa del resto. Gruppi preferiti: Linkin Park, MarylinQualcosaMaIoSulMioBlogNonLoNomino, Rasmus, Korn, System of a Down, qualcosa di power, vattelapesca.
  2. il metallaro affezionato (se vi può interessare, io appartengo a questa categoria). Lui ci crede, punto. Supporta i suoi gruppi preferiti, compra le magliette ed i cd rigorosamente originali: tratta i booklet con i guanti, attento a non lasciare impronte. I suoi cd sono in ordine alfabetico, tenuti come vere e proprie opere d'arte: non solo non crede troppo nell'mp3 (o in qualsivoglia formato di compressione digitale), ma è ancora spesso attratto dal fascino del vinile. A casa sua c'è almeno un impianto hi-fi con amplificatore valvolare, e sorride in silenzio se gli dite che ascoltate musica con le casse (integrate) di un computer. Insomma, un purista del suono ed un feticista del cd ma, ancor prima, uno che presta attenzione al significato d'ogni piccola cosa: ascoltatore attento, sa tutti i testi a memoria perché vuole capire, comprendere, scavare a fondo. Non si accontenta del gruppo mainstream ed inizia presto a scavare nell'underground, comprando dischi di gruppi norvegesi che conosce solo lui (e quelli come lui). Ha letto libri e libri sulla storia del genere, ha imparato l'inglese ascoltando attentamente i testi, ha approfondito i temi trattati scoprendo così scrittori, pittori, filosofi ed altro fino ad allora a lui sconosciuti. Non c'è solo musica, c'è molto di più: per digerire un cd ci mette mesi e mesi, perché se lo traduce e si va a leggere tutti i riferimenti esterni del testo. Lui crede nell'heavy metal perché, dopo averlo esaminato chirurgicamente, ne condivide (più o meno parzialmente) filosofia e concetti: ci crede, ma non ve lo verrà a dire né tantomeno si farà vanto di questo suo legame profondo anche perché, secondo lui, è inutile parlare di metal con chi il metal lo conosce soltanto per "sentito dire" - si rischiano solo inutili fraintendimenti. Ai concerti si sceglie il posto con il miglior audio e la miglior visuale, e (in modo composto) si gode con attenzione ogni secondo dello spettacolo: è facilmente individuabile tra la folla, poiché è uno dei pochi a non lanciarsi nel pogo. Gruppi preferiti: Opeth, Death, Arcturus, Nevermore, Winds, Cynic, Tool.
  3. il metallaro narrow-minded. Per lui c'è solo un vero metal, quello puro ed incontaminato. Passa ore ed ore a classificare i gruppi in generi, sottogeneri e sotto-sottogeneri, senza stancarsi mai di ripetere che il vero metal è quello true, perchè tutto il resto è false. Gruppi preferiti: Manowar, Iron Maiden, qualcosa di power.
Noto ora che mi sto perdendo in un discorso senza fine: prima d'imboccare tale vicolo cieco faccio allora retromarcia, tornando su quello che vuol essere il cuore dell'articolo. Come scritto in precedenza credo che, per quanto una persona possa cambiare con gli anni, se corrispondente alla descrizione del metallaro affezionato di cui sopra allora la sua passione per la musica metal non svanirà con il tempo: forse si affievolirà in certi periodi per poi rafforzarsi in altri, ma mai sparirà del tutto. Me lo dicevano da quando ero alle superiori: "sì, sì, è normale ascoltare metal a 18 anni, ma vedrai che prima dei 30 abbandonerai questa musica rumorosa". Io non ci credevo molto già allora: ad oggi posso dire con certezza che affermazioni quale quella appena riportata si sono rivelate non solo errate ma anche, nel mio caso, prive di fondamento. Continua dunque a piacermi il metal, ed è con delizia che (dopo mesi in cui l'ho un po' trascurato) ho soffiato via la polvere da qualche mio vecchio cd: incuranti del tempo trascorso, la passione e l'interesse per l'ascolto sono dunque rimasti inalterati. Vi lascio con una canzone (come è ormai mia abitudine, corredata di testo e traduzione) di uno dei miei gruppi metal preferiti, i Nevermore: band che, fin dai suoi esordi, non ha mai sbagliato un album... ...li apprezzo ormai da anni, con una nota particolare per il cantante Warrel Dane che è a mio parere una tra le voci più carismatiche di tutto il panorama. (Non ricordo: vi ho già detto che ascoltar musica con le casse integrate di un computer è come perder la verginità con una bambola gonfiabile?)
Nevermore - What Tomorrow Knows Dreams lie smashed again They've pinned your back to the wall Like faded pictures of what might have been Fate is cruel when dreams, like candles, fade Smashed again down into the gray Despise for a world turned cold No one sees what tomorrow knows There's a shame in blind suffering Dishonor from the inside Find hope from the voice within Clear vision of your own mind Mistakes you wear like your skin You wish you'd never been born Stand up, you can't escape your past But fools will try just to forget From where they came Smashed again down into the gray Despise for a world grown cold No one sees what tomorrow knows No more color to will to fade To see life clearly, regretful nevermore Take the time, make the time There's shame in false victory Dishonor from the inside False pride, all you can't redeem Clear vision of your own mind Nevermore - What tomorrow knows (traduzione non troppo letterale, come piace a me: nel caso vogliate suggerirmi qualche correzione, i commenti sono a vostra disposizione) Sogni giacciono nuovamente in frantumi Ti hanno inchiodato con la schiena al muro Come immagini in dissolvenza di ciò che sarebbe potuto essere Il destino è crudele quando i sogni, come candele, si spengono Frantumati di nuovo, giù nel grigio Disprezzo di un mondo divenuto freddo Nessuno può vedere cosa ci riserva il domani C'è vergogna nella sofferenza ingiustificata Uno scandalo che si fa vivo da dentro Trova la speranza nella voce che senti dentro te Una chiara visione della tua mente Vesti gli errori come fossero la tua pelle Ti auguri di non esser mai nato Alzati, non puoi fuggire dal tuo passato Anche se gli stupidi ci provano, per dimenticare da dove provengono Frantumati di nuovo, giù nel grigio Disprezzo di un mondo divenuto freddo Nessuno può vedere cosa ci riserva il domani Più nessun colore vorrà dissolversi per vedere la vita con più chiarezza non riempirti mai più di rimpianti Prenditi il tuo tempo Fai fruttare il tuo tempo C'è vergogna nella vittoria falsa (non meritata) Uno scandalo che si fa vivo da dentro Il finto orgoglio è tutto ciò da cui non puoi redimerti Una chiara visione della tua mente

[tags]heavy metal, attitudine, ascolto, metallari, mentalità, Nevermore, what tomorrow knows, testo, traduzione[/tags]
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4 comments in “In my veins Metal is still flowing.”

  1. Mat says:


    Nel tuo excursus ti sei dimenticato del metallaro disadattato, brutto, sporco, ciccione e stupido, che ascolta il metal perché è dark, gioca a dungeons and dragons facendo rigorosamente personaggi malvagi e demoniaci, va all’università ma non studia e gira facendo un cazzo così alla gente con le sue teorie sataniche e anticristiane. Sono contro la chiesa anche io, ma quelle che professano loro sono perlopiù cazzate.
    E ti dico che di metallari del genere ne ho conosciuti parecchi (la mia facoltà ne è piena). Difatti abbiamo coniato il termine “merdallaro” apposta per loro.

    Direi poi che Marylin Manson, Linkin Park e System of a Down (che io ascolto) con il metal (che invece non mi piace) non centrano proprio un cazzo, essendo molto più classificabili nel hard rock e nel rock alternativo. Quindi il tuo metallaro modaiolo è pure ignorante!

  2. baltic man says:


    Bè, bello quel pezzo dei Nevermore che hai postato, lo conoscevo superficialmente ma non avevo mai visto il video.

    Però, poi, a me piacciono anche i System of A Down e i Manowar: sono quindi il Mastella del metal?!?

  3. Henry says:


    Non fossilizziamoci troppo sulle classificazioni del post che, meglio specificarlo, sono state scritte con ironia. ;)
    Mat, di metallari come quelli descritti da te ne ho incontrati pochi, diciamo un numero statisticamente non significativo, per questo non li ho citati.
    In merito al discorso su ciò che è metal e ciò che non lo è la cosa è più difficile di quanto non sembri, ed è meglio non addentrarsi troppo per quelle vie: non si va a finire da nessuna parte.
    Tecnicamente alcune canzoni dei SOAD (per impostazione dei riff, dei tempi, etc) sono anche metal, però -ripeto- sono classificazioni da farsi con le pinzette e la lente d’ingrandimento, come a voler cercare il famoso ago nel pagliaio.
    Anche per quanto scritto sopra, rispondo così all’uomo baltico (noncisivedeacnmacisivedràinlietuva) scrivendo che anche a me qualcosa dei SOAD e dei Manowar piace…non sono tra i miei gruppi preferiti, ma qualcosa l’ho ascoltato volentieri - ribadisco, non fossilizzatevi sulle classificazioni, sono state fatte con evidente ironia.
    Il cuore dell’articolo voleva essere il concetto che, se si è ascoltato metal con dedizione e vero interesse, investendo tempo e denaro nell’aumentare la propria cultura in campo, allora difficilmente si smetterà di ascoltarlo solo perchè “non si è più adolescenti” (cosa che invece sostengono ancora in molti).
    Insomma, un metallaro quale quello “affezionato” (solo a questo mi serviva quell’abbozzo di classificazione di cui nel post) molto probabilmente continuerà con i suoi ascolti metallici anche negli anni post adolescenziali: con frequenza forse minore e con meno costanza che non in passato, ma continuerà comunque, non curandosi di tutti coloro che sostengono che il metal sia solo per adolescenti.
    Concludo: quel pezzo dei Nevermore, uomo baltico, piace molto anche a me, nonostante siano i Nevermore del primo album, con riff e struttura più “lineare” che non nelle composizioni successive, molto più tecniche e complesse.
    La voce di Warrel, a mio parere, rimane sempre pura espressività, carismatica, fascinosa: quando canta “dreams lie smashed again” sembra di sentire davvero quei sogni che si frantumato sul suolo, così come per tutto il resto della canzone (e , in generale, di tutte le canzoni dei Nevermore).

    Tra gli altri generi musicali che Henry ascolta con notevole gradimento vi è il trip-hop, di cui avevo scritto in questo post: potete darci un’occhiata se vi va, così avrete prova di quanto i miei gusti musicali siano particolari (ci sono in paio di video in quel post); trip-hop e metal hanno davvero molto poco in comune, eppure sono entrambi tra i miei generi preferiti. :)

  4. Sangi says:


    Beh una classificazione MOLTO SEMPLICISTICA di cosa è metal o cosa non lo è può essere: ciò che passa più di una volta nella vita su MTv non è metal!



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