Nel nulla d'una Notte in cui al mondo sono rimasto solo Io: il sonno ed i sogni vi hanno portato lontano, via, lontano, verso paesaggi che immagino come fotografie sovrapposte, datate, storte e sfuocate.
Nel buio di questa stanza che par esser grande come il mondo intero, in cui ogni parola eventualmente pronunciata riecheggerebbe per anni ed anni su mura che si fan ora invisibili, mura che mutando scompaiono.
Mura di palazzi lontani, mura di pinete, di sabbia di spiaggia, di roccia, di arbusti, di foglie d'Autunno.
Mura di stanze da letto che ricostruisco con i ricordi e la fantasia, senza dimenticare d'appoggiare familiari cuscini sull'estremità di soffici accoglienti coperte.
Stanze dall'aroma del the preparato con cura, infusi d'erbe che da generazioni infondono calore.
Stanze con finestre, per poggiar lo sguardo sui bambini che s'attardano nel loro spensierato giocare tra altalene segnate dal Tempo: riesco a scorgerli, sei piani più in basso, tra l'erba bagnata dall'umidità d'una notte d'ottobre.
Nel nulla d'una Notte in cui al mondo sono rimasto solo Io: Notte che, con tenace perseveranza, sembra aver risolto l'Enigma che da secoli l'obbligava ad alternarsi al giorno - perché questo si pensa, in una Notte in una stanza grande come il mondo.
Si pensa che il domani non verrà, che la Notte durerà: che tra qualche ora si camminerà per bui viali abbandonati, per piccoli sentieri che son come autostrade per i pensieri.
E si andrà, nel Silenzio di questo mondo abitato solo da me, per tutti quei luoghi che hanno segnato questi miei anni di Vita: si andrà su spiagge lontane, s'attraverseranno foreste incontaminate per poi ristorarsi in casolari di legno, al toccante tepore d'un caminetto in fiamme.
Si andrà per giorni, mesi o stagioni, che tanto il Tempo ha perso il suo significato: in questa Notte che sa d'Eterno, ci si guarda dentro e si continua a viaggiare.
Passo dopo passo, senza stancarsi mai: diretti verso tutto ciò che è stato fino ad oggi, soffermandosi su ciò che maggiormente ci ha cambiato, emozionato, riempito.
Un'autobiografia scritta viaggiando tra ricordi e fantasia: ad occhi chiusi, dipingendo fotografie sul nero della Notte e lasciando che le mani danzino ritmicamente, come quelle d'un pianista appassionato alla melodia che sta suonando.
Un'autobiografia scritta prelevando tasselli dal passato, per ricomporli nel presente e prepararsi così a godere a fondo tutte quelle esperienze che ancora hanno da venire.
Delle esperienze che ci aspettano lì, alla fine di questa notte che ora sembra un po' meno senza fine.
Delle esperienze che impazienti ci aspettano e poi, silenziosamente, ci corrono incontro: ne percepisco l'Aroma, in questa stanza che è ancora grande come il mondo.
In questa stanza che è il mondo.
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