Henry’s photoblog.

Autumn sunset fall

Entrò nella mia stanza visibilmente scossa, come se si fosse finalmente stancata di voler nascondere la sua instabilità emotiva. Entrò senza proferir parola, quanto piuttosto aspettando pazientemente un mio gesto, suono, sguardo: era alla disperata ricerca d'un segnale per aprirsi, rivelarsi, rinascere di fronte ai miei (e ai suoi) occhi. Voltai le spalle alla mia familiare scrivania per osservarle viso e mani: prolungai il mio sguardo per qualche decina di secondi poi, lievemente, le feci un cenno con il capo per comunicarle la mia totale disponibilità all'ascolto. Mi venne incontro lentamente, singhiozzando qualcosa che a me parve incomprensibile: mi venne incontro lentamente poi, a distanza ravvicinata, affrettò il passo e mi si gettò tra le braccia. Il mio fu un abbraccio freddo seppur accogliente, dolce ma non soffocante: volevo farle sentire che c'ero senza però invadere i suoi spazi, senza alterare la caducità di quell'attimo così importante. Continuò a singhiozzare contro il mio petto senza in realtà cedere mai il passo al semplice pianto, senza mai smettere di contrarre il suo corpo in ritmici spasmi: la avvolsi con il mio calore, poi attesi con pazienza il lento attenuarsi di quel temporale estivo. Mi confidò le sue paure sull'Autunno, mi parlò dell'ennesimo lutto per un'Estate morente: "voglio il tuo corpo per danzare con le foglie scarlatte, perché da sola quella triste danza rapisce il mio respiro privandomi d'ogni stimolo. Stammi vicino, perché è con te che l'Autunno cambia il suo volto e, da perfido ammonitore, diviene saggio assicuratore d'un futuro accogliente." Ora dalle mie labbra un bacio scivola sulla sua fronte, poi alzo lo sguardo per perdermi nell'orizzonte infuocato: è l'ultimo tramonto di quest'Estate. E' l'ultimo tramonto, domani sarà l'alba d'un nuovo Autunno. [tags]estate, autunno, racconti brevi[/tags] Photo used with permission (link), thanks to 1Sock.
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13 comments in “Naturali dissolvenze tra Estate e Autunno”

  1. Mat says:


    Capito niente…

  2. Henry says:


    …vorrà dire che sono quel che si dice un “artista incompreso”!
    ;)

  3. Mat says:


    Di quelli che vengono apprezzati solo dopo la loro morte? Allora ti auguro di rimanere incompreso per molto… :D

  4. Elo says:


    je suis une créature d’automne… faite en automne, faite d’automne, faite pour l’automne.

    j’aime de l’automne qu’il est propédeutique à l’hiver comme le soir est propédeutique à la nuit. c’est une saison, un moment, un esprit, un être qui porte en soi l’invitation à la reflexion, qui EST invitation à la reflexion.
    il porte en soi le côté doux du déclin; c’est le moment où l’on peut encore faire de la philosophie sur l’éphemère avec un sourire tendre sur la bouche, où la philosophie peux encore se mélanger à la poésie, où tout près de la mort on se sent vivant comme jamais.
    c’est le moment où on a tout compris, où tout est vrai, et tout est beau. où tout est d’or.
    où le vrai Art est possible.

    c’est mon moment préferé.

    -

    non sono un’artista, ma quando voglio so come NON farmi capire!!

  5. Henry says:


    Il fine (per me) non è quello di non farsi capire, sarebbe un poco intelligente paradosso.
    Il fine è intrappolare ricordi, pensieri e sensazioni in brevissimi racconti che dal pensiero (creativo?) originano, per poi andare a finire chissàdove.
    Che poi la forma risulti al pubblico poco comprensibile è e rimarrà un semplice dato di fatto, senza mai divenire qualcosa di voluto o ricercato.

  6. Elo says:


    (sono una creature d’autunno… fatta in autunno, fatta d’autunno, fatta per l’autunno.

    amo dell’autunno che è propedeutico all’inverno come la sera è propedeutica alla notte. è una stagione, un momento, uno spirito, un essere che porta in sé l’invito alla riflessione, che E’ invito alla riflessione.
    porta in sé il lato dolce del declino; è il momento in cui si può ancora filosofeggiare sull’effimero con un sorriso tenero sulle labbra, in cui la filosofia può ancora mescolarsi alla poesia, in cui, vicinissimi alla morte, ci si sente vivi come non mai.
    è il momento in cui si è capito tutto, in cui tutto è vero, e tutto è bello. in cui tutto è d’oro.
    in cui la vera Arte è possibile.

    è il mio momento preferito.)

  7. Henry says:


    Seppur l’Autunno ormai non sia più la mia sola ed unica stagion preferita, mi piacciono alcune cose del tuo scritto, Elo…
    Quali ad esempio:
    “E’ una stagione, un momento, uno spirito, un essere che porta in sé l’invito alla riflessione, che E’ invito alla riflessione.”
    e ancora
    “E’ il momento in cui si può ancora filosofeggiare sull’effimero con un sorriso tenero sulle labbra…”

    Quando avevo la tua età (permettimi di sentirmi vecchio, ho superato il quarto di secolo ormai!) impazzivo per l’Autunno che diventa Inverno…
    …ultimamente prediligo la Primavera - quella neonata, sulla quale l’ombra dell’Inverno non è ancora del tutto scomparsa…

  8. Elo says:


    della primavera mi piace il nome: “prima vera”…

    è come:
    “stavolta mi gioco tutto,
    mi tuffo,
    mi butto,
    mi sento vivo,
    posso permettermi l’errore perché sono un piccolo che impara vivendo,
    non sbaglierò perché non posso essere un altro diverso da me,
    prendo il volo,
    allargo le ali
    -cazzo che ali grandi che ho!-
    ecco, sono partito,
    la meta in testa,
    i bagagli in cuore,
    il viaggio che formicola nei piedi.”

  9. Alberto says:


    Enry, sono davvero stupito, veramente una bella creazione, continuo a leggere il tuo blog e devo dire che hai delle grandi capacità!

    a presto,
    Alby

  10. Henry says:


    Elo: gli argomenti di conversazione abbondano…

    Alby: che piacere il tuo commento, davvero.
    Mi fa piacere che leggi, che ti piace quello che scrivo [o come lo scrivo (o entrambi)]…
    …ed infine apprezzo anche il fatto che tu abbia saputo esporti con il commento, uscendo così dall’anonimato del lettore “passivo”…
    Guarda quanti piaceri mi hai fatto con un solo commento… ;)

  11. paola says:


    ciao stella, non so proprio se tu legga sempre tutti i tuoi commenti, cmq dei tuoi ultimi articoli questo è il migliore:-) sei proprio tu tra quelle parole. chi è questo elo scrive gran belle cose:-) ti abbraccio forte è stata un’estate un po’ autunnale come dici tu, per il papà, è esattamente «le côté doux du déclin», anche se dai elo è anche un periodo sofferente, in cui devi solo lasciar andare….
    un bacione henry sono lontana e silenziosa ma ti penso tanto. ciao pao

  12. Henry says:


    Questo post mi ha regalato commenti davvero piacevoli ed inaspettati: grazie anche a Paola, alla quale scriverò una mail per non dilungarmi qui in cose private.
    Sempre alla Paola mando un bacio, dopo averle detto che Elo è “una”, non “uno” - posso mettervi in contatto se volete, un blog serve anche a questo: a far nascere nuove amicizie! :)

  13. MarlaSinger says:


    Wow, molto intensa.
    Mi ha fatto venire in mente l’ Andante - Concerto in Sib maggiore di Vivaldi (usato anche come soundtrack del film Io non ho Paura), così ho provato a rileggerla “musicata”…
    Ha un certo effetto ;-)



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