Apparentemente questo vi sembrerà un post banale, di quelli che si leggono distrattamente “tanto quello che conta è il video, ché magari il blogger non aveva voglia di scrivere ’sta sera, e ha fatto un copia-incolla di un codice giusto per pubblicare qualcosa, dai”.
Probabilmente dopo che avrete visto il video vi sembrerà tutto ancor più banale, “chè il blogger poteva anche evità di farci leggere tutta quest’ introduzione, ché se lui non ha voglia di scrivere mica dev’esser per forza che noi abbiam voglia di leggere”.
Mah, sapete che vi dico? Che ci sono quelle sere stanche, in cui spegni il cellulare e gironzoli per casa - in sere così qualche anno fa avresti cercato qualcosa di carino in tv, ma oggi sei troppo disilluso per sperare ci possa davvero essere qualcosa di carino in tv.
Quelle sere che non usciresti neanche ti legassero con le catene, quelle sere che mangi cena leggermente pensieroso e poi t’addormenti un po’ più pensieroso.
In serate così ci vorrebbe qualcosa (non qualcuno, chè la presenza di persone potrebbe essere mal tollerata) che giunga a spezzare il filo dei pensieri: il vociare dei ragazzini che entra dalla finestra aperta, lo spartito d’una canzone che ti capita accidentalmente tra le mani, un buon libro ritrovato per caso, cose così.
Se sei al computer però basta molto meno, un click involontario su qualche vecchia pagina salvata nella cronologia del browser: così ti ritrovi a sorridere da solo di fronte ad un video piuttosto simpatico, Continue reading ‘I vizi dello Yoda.’
Dopo i primi due tutorial di base sull’applicazione QuickSilver, eccone ora pronto un terzo in cui prima verrà focalizzata l’attenzione sulla rapidità con cui QS ci permette di usare il nostro computer, per andar poi ad introdurre alcune funzionalità avanzate.
[tags]Quicksilver, tutorial, italiano, gestures, abracadabra, OSX[/tags]
Update: è stato aggiunto un terzo video, visionabile cliccando qui.
Oggi sono finalmente riuscito a concretizzare un’idea che avevo in testa da qualche settimana: creare dei video/tutorial per spiegarvi cos’è e cosa fa QuickSilver, uno dei software più geniali che io abbia mai utilizzato.
Avete presente quando dite ad un vostro amico:
“Ho scoperto QuickSilver, un programma fenomenale!”, ed il vostro amico vi chiede:
“A cosa serve QuickSilver?”
Se vi è successo che qualcuno vi ponga questa domanda, già saprete quanto sia difficile rispondere…
…quando io stesso ho chiesto delucidazioni su questo QuickSilver di cui tanto si parla mi è stato risposto:
“QuickSilver fa tutto”.
Ovviamente dubitavo della cosa, ma non ho mai mosso obiezioni - come sempre faccio, prima provo e poi valuto: ho così scaricato il mitico QS (è free!) e…
…il mio amico aveva ragione: QS fa tutto.
Qui a seguire trovate i primi due video (durano 5 minuti l’uno): Continue reading ‘Quicksilver: tutorial (di base) in italiano. (updated)’
Guarda lì che ti conio un nuovo detto:
(Il massimo risultato poetico che possa esser concepito la Domenica mattina).
Il post che sto scrivendo andrà letto con ironia, perché per certe cose davvero non vale la pena prendersela.
Il post che sto scrivendo andrà letto con ironia, il che significa che (pur esplicitando delle verità) non andrà preso alla lettera.
Fatevi due risate ogni tanto, che anche le vostre endorfine hanno bisogno di sgranchirsi un po’ le gambe.
Notizia dell’ultima ora: su Henryblog i commentatori sono in sciopero, ci colleghiamo con il nostro inviato Catoblepa per approfondimenti dal luogo della manifestazione.
Catoblepa: “Allora, ci dica Sig. Henry, a cosa è dovuta questa rivolta popolare?”
Henry: “Mah, si direbbe che un mio articolo su Windows Vista abbia scatenato l’inferno…”
C.: “E per che motivo i suoi commentatori sono in sciopero?”
H.: “Ah, questa è davvero buffa. Alcuni scioperano perchè ho una moderazione troppo poco permissiva, altri invece scioperano perchè ho una moderazione troppo permissiva! C’è da ridere, nevvero?”
C.: “Sembrerebbe un paradosso…mi faccia capire meglio: alcuni scioperano perchè lei modera troppo poco mentre invece, secondo altri, lei modera troppo?”
H.: “Esatto.”
C.: “E che insegnamenti ha tratto da questa esperienza?”
H.: “Che è vietato parlare male di Windows, se no la gente poi s’offende.”
C.: “Ed ora come farà se nessuno più commenta?”
H.: “Ci sono sempre gli amici immaginari, si figuri che quelli non stanno mai zitti. Poi, in fondo, siamo ottimisti: magari il buon vecchio Google qualche commentatore impermeabile all’offesa me lo porterà prima o poi…”
C.: “E se così non fosse? HenryBlog chiuderà?”
H.: “Giammai. HenryBlog ormai vive di vita propria, pensi che talvolta faccio addirittura fatica a capire chi sia l’autore dell’articolo, se Henry o il Blog.”
C.: “Agli attuali commentatori cosa consiglia?”
H.: “Più camomilla prima di andare a letto.”
C.: “E perché ha lasciato la moderazione attiva nei commenti?”
H.: “Perché sono brutto, sporco e cattivo”.
C.: *stupore*
H.: “No, scherzo.”
C.: “E allora perché?”
H.: “Perchè vivo sulle montagne.”
C.: “Cioè?”
H.: “Sulle montagne vivono anche i troll”.
(Risate generali di Henry e Catoblepa)
C.: “Dalla scrivania di Henry è tutto, Catoblepa passa la linea allo studio.”
Nel fuori onda:
“Senta ma allora quella camomilla di cui mi parlava, ma li distende veramente i nervi?”
“Sembrebbe di sì”
“Ma è tutta roba naturale, vero?”
“Tutta roba naturale, non si preoccupi”.
[tags]blog, commenti, moderazione, troll, ironia[/tags]
Cellulari ed e-mail sono d’una tale comodità che credo si possa tranquillamente affermare siano ormai diventati indispensabili - la diffusione del VOIP, del wi-fi e dell’ UMTS hanno fatto il resto: non solo si può quindi essere perennemente reperibili ma lo si può essere anche ad un costo sempre più basso, che ormai (senza troppo approssimare) potremmo definire quasi irrilevante.
E la cosa, sia chiaro, mi sta bene: molti dei miei amici usano correntemente e correttamente sia il mezzo e-mail che Skype, per cui ci si può organizzare comodamente e senza spendere neanche una lira (qualcosa di inimmaginabile fino a una decina d’anni fa).
Il problema si pone però quando di tanta comodità si diventa schiavi, abusandone.
Proprio oggi, sarà il clima delle vacanze ormai prossime, è nata in me questa riflessione: ma si può davvero considerare “vacanza” un periodo di tempo trascorso fuori casa, in cui si ha però l’obbligo morale di tenere il cellulare acceso e controllare la mailbox?
Vi sarà capitato di vedere persone che, in ferie, vivono con il notebook perennemente sulle ginocchia e il cellulare sempre a portata di mano, ché
“non si sai, se mi cercano dall’ufficio”
o ancora
“sì, sì, un secondo: rispondo alla mail del cliente poi andiamo in spiaggia - a proposito: sei sicura che il cellulare prenda in spiaggia? C’è una rete wi-fi? L’UMTS ha pieno segnale? Sai, in caso il cliente dovesse rispondermi…”
Un qualcosa del genere si può davvero chiamare vacanza?
La vacanza è il dove, il come o entrambi?
Cioè: basta essere fuori città per potersi definire in vacanza o è necessario prestare anche attenzione al come si vivono quei giorni lontani da casa?
Il Garzanti ci dice che vacanza è (o almeno dovrebbe essere) un “periodo di temporaneo riposo dalle proprie ordinarie occupazioni”, per poi specificare che “fare vacanza” significa espressamente “non lavorare, non studiare”.
Grazie caro Garzanti, ché credevo d’essere io l’anormale ed invece tu mi dai conferma che (secondo la lingua italiana) il concetto di vacanza è proprio quello che ho in mente io.
Se mi venisse chiesto di scegliere tra 8 giorni di vacanza senza obbligo di reperibilità e due settimane di ferie ma con tale gravoso onere sul groppone, non avrei dubbi: 8 giorni di pulizia mentale con il cellulare “casualmente” dimenticato a casa…
…e sarò anche un Apple-fan, ma il mio MacBook lo lascerei sicuramente a far compagnia al telefonino, sulla scrivania della camera da letto.
Non so come la vediate voi, ma per me in valigia non può mancare un elemento fondamentale: la libertà, l’impagabile libertà di non essere reperibile.
Per cui, a tutti coloro che in questi giorni mi chiedono se terrò acceso il cellulare o se controllerò le mail, la mia risposta è la seguente:
“se (e dico se) lo farò, di sicuro non sarà più di una volta ogni paio di giorni”.
Il dialogo di solito continua con: “ma se non accendi il cellulare come farai a…?”
Farò meglio.
[tags]reperibilità, vacanze, stress, cellulare[/tags]
Breve post per segnalare che da pochi giorni è possibile utilizzare una nuova versione di Doodle, utilissimo servizio free che consente di organizzarsi facilmente per scegliere le date di un evento o, con questa nuova versione, anche per stabilire una preferenza tra più possibili scelte (es. differenti destinazioni per una vacanza).
Trattasi in pratica di un modo davvero rapido e funzionale per gestire sondaggi tra i vostri amici: è più facile a farsi che a dirsi - visitando la pagina linkata sopra capirete subito come si usa e quanto possa essere utile in certe situazioni.
Buon Doodle a tutti!
[tags]Doodle, beta version, organizzare eventi[/tags]
- bloggers' life (39)
- creatività (40)
- english-written (11)
- informatica (37)
- ironia (8)
- movies (11)
- music (38)
- pictures (30)
- riflessioni (100)
- storyteller (21)
- video (26)


