Henry’s photoblog.

Da qualche tempo (sarà l'estate che amplifica i ricordi?) mi capita di ripensare in modo frequente ad un Paese situato 2000 Km direzione nord-est rispetto all'Italia, un Paese piccolo piccolo, con una bandiera che dovrebbe essere più o meno così:
Lietuva flag rosso: l'amore per la patria ed il coraggio della lotta per l'indipendenza giallo: per il sole e i campi di grano (augurio di prosperità) verde: per la natura, le foreste
Sto parlando della Lituania, uno dei Paesi europei più belli e affascinanti che io abbia mai visitato. Vedete miei cari lettori, parlando di argomenti così personali rischio di scivolare nel troppo sentimentalismo, di sbrodolare nell'eccessiva soggettività rischiando (forse) di annoiarvi. Poichè annoiarvi non è il mio obiettivo (questo blog, oltre che per me, è scritto anche e soprattutto per voi), evito di ricadere negli errori di cui sopra usando la forma ad elenco. Ecco cosa rende la Lituania così speciale ai miei occhi, scritto così come mi viene in mente, seguendo il flusso di coscienza: 1. la bassa densità di popolazione, la natura così com'è, gli ampi spazi aperti. I numeri parlano chiaro: la densità di popolazione della Lituania è di 50 abitanti per Km quadrato - solo per fare un paragone, in Italia siamo a 200 abitanti per Km quadrato. [Fonte: Wikipedia] E per come sono fatto io dentro, per quella che è la mia personale visione del mondo, una densità di popolazione quale quella italiana è già troppo alta. Sensibilmente troppo alta. Prendete la metropolitana di Milano nell'ora di punta e rivoltate quell'immagine come un calzino: avrete un'idea di cosa significhi, in Lituania, potersi muovere, poter respirare, sentirsi liberi - c'è spazio per poter esistere, dove con "poter esistere" intendo dire essere consapevoli che "qui c'è posto anche per me" e non devo sgomitare come un forsennato camminando per la strada (o alzar la voce per farmi sentire.) Spostandosi da una città ad un'altra (mi riferisco sempre alla Lituania) ci si muove su una strada circondata da campi immensi, da boschi senza fine, natura e nient'altro: si ha quindi la consapevolezza di essere un uomo inserito nel suo habitat naturale - il pianeta Terra, con i tutti i suoi colori e le sue armonie. L'estate scorsa ho girato la Lituania in lungo e in largo (grazie all'automobile prestatami da quella che sarebbe dovuta diventare mia suocera) e vi assicuro che, appena uscito dalla città, per me lo stupore era continuo: cavalli allo stato brado che correvano liberi per le praterie, solo ed esclusivamente natura - qualche piccola sporadica abitazione in legno per contadini ma niente cemento, nessun impatto antropico. Mi sentivo come un pesciolino che, dopo aver vissuto per anni in un acquarietto, viene liberato nel suo habitat naturale: tornerei in Lituania solo per riprovare quella sensazione, davvero. Noi apparteniamo a Madre Natura, al Pianeta Terra: purtroppo ormai ci siamo intrappolati nelle nostre invivibili metropoli, dimenticandoci quale è il nostro vero essere. 2. la tradizione, le radici, la semplicità. In Lituania si respira ancora un passato fatto di cicatrici ed ingiustizie (mi riferisco ai 50 anni di occupazione sovietica) e, nonostante l'indipendenza sia stata conquistata da più di 15 anni, è rimasto (fortunatamente) integro il gusto delle cose semplici, dell'accontentarsi di poco - in una pseudo poetica del fanciullino di pascoliana memoria. Il mangiare è semplice, le abitudini sono semplici...ed è vivendo di cose semplici che è possibile scoprire i valori per cui vale la pena vivere: senza dannarsi alla continua ricerca di ciò che non si ha, ma apprezzando quel (poco?) che ci è dato avere. Vivere nel semplice ma vivere bene, sereni poichè privi di quella fastidiosa insoddisfazione continua che spesso si nota dalle nostre parti. Camminavo per le vie del centro di Vilnius, Klaipeda o Panevezys e avvertivo forte la Storia di un popolo così diverso dal mio, così affascinante nel suo essere diverso: la stessa forte sensazione si palesava nel piccolo villaggio perso nel verde, dove il numero di case non supera la cinquantina. In Lituania si respira la Storia: quella vera, autentica, che non viene penosamente sfruttata come in altre nazioni in cui, nei luoghi storici, un caffè te lo paghi 5 euro e per usare la toilette ne tiri fuori altri 2. Insomma, quello che voglio dire è che lassù al nord est la Storia è viva, è per le strade e nei visi della gente che incontri, e non in uno sterile museo a prendere polvere. Ci sarebbe dell'altro, ma eviterei di dilungarmi troppo: inoltre, quanto scritto finora rappresenta un ottimo riassunto dei principali fattori che mi portano ad apprezzare la Lituania... Come vedete è possibile parlare di quel Paese senza dover per forza cadere sul solito argomento, ovvero le donne: a tal proposito, permettetemi solo di consigliare all'italiano in cerca di avventure di lasciar stare la Lituania - lassù le ragazze sono molto più furbe e scaltre della maggior parte dei ragazzi qui da noi, per cui evitate di lanciarvi nelle gesta del cascamorto/lumacone/morto di seghe... Se proprio in Lituania ci volete andare almeno siate voi stessi, che ormai gli obsoleti trucchi del latin lover li conoscono tutti: non solo quindi non funzionano più, ma è addirittura controproducente che li usiate. Sono stato 1 anno con una ragazza lituana (di cui 8 mesi vissuti sotto lo stesso tetto) conosciuta per caso in vacanza in Francia: con lei ho poi girato la Lituania in lungo e in largo, e il vedere miei connazionali comportarsi come bambini di 5 anni pur di arrivare alla tanto ambita meta mi faceva vergognare d'esser italiano. (Ripeto: lasciate la vostra attitudine da sciupafemmine a casa prima di decollare per Vilnius - piantamola di far la figura dei tori da monta ovunque andiamo, diamine.) Il post qui finisce: forse adesso Matteo capirà perchè (quando a malapena lo conoscevo) gli avanzai qualche richiesta un pò fuori dal comune. Grazie a Karim, che mi porta un pò di Lituania in casa ogni qual volta viene a trovarmi con la sua famiglia - e che con questo suo post mi ha portato a galla tanti bei ricordi. Grazie anche a Sandro, perchè so che presto mi travolgerà con l'esperienza del suo (lungo?) Erasmus a Kaunas. Grazie ad Erika, che in Skype si lascia spesso andare in piacevolissime conversazioni riportandomi alla mente, con la sua incontenibile gioia, l'aroma dei tanti thè che abbiamo condiviso a Vilnius. Grazie a Lina, perchè con lei ho vissuto il mio primo viaggio a Klaipeda. Grazie ad Agne, per la stupenda storia che abbiamo condiviso. Grazie alla Lituania, perchè è così com'è, e mi auguro non si occidentalizzi mai. [tags]informazioni, Lituania, turismo, Lietuva, Klaipeda, bandiera lituana[/tags]
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(Lietuva, labai pasiilgau taves.)
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15 comments in “La Lituania vista con i miei occhi
(Lietuva, labai pasiilgau taves.)”

  1. Agne says:


    I’d like to translate the things you have written and give them to all Lithuanians. Especally the ones who hate their lives here and do not appreciate what they have. I needed to read it myself to understand, or, at least to make myself more aware of some things because there are moments when I lose the feeling of being tied to my own country, I call myself a citizen of the world but sometimes the root of all that is in my thinking that life is better in other countries. There are people who, on the contrary, say that life is shitty out there but they say so only because they have no idea of how life abroad is. Telling that your country is better than others only because it is your country does not seem like a sound argument for me… I have applied for Socrates-Comenius, hell knows where (if) they’re gonna place me. in the letter of motivation I wrote that I would like to learn from my experience in other countries and then teach people in Lithuania to respect their own country and learn from the good things that other cultures have. Maybe I’m a utopist, but I hope that sooner or later the atitudes will change.
    Anyway, thank you for such a sincere piece of writing, it gives food for my thought and I’m sure it will do the same for those who read it because there are things you wrote about that are not valued here and there are things that are not exactly so nice (as you could see for yourself, but I know it cannot be put into a couple of lines). So we have to find the way to live up to the high expectations that you have expressed. That’s a difficult task in some cases but definitely worth the effort.

  2. Karim Gorjux says:


    Ma il commento qua sopra è di quell’Agne?

  3. Luca says:


    Caro Enrico,
    Volevo solo dirti,quanto la tua esperienza lituana sia straordinariamente vicina alla mia che sto vivendo in russia(ovviamente non nelle grandi citta,e specialmente qua a Mosca) e’ confortante sapere che al mondo ci sono ancora posti cosi ))
    un caro abbraccio dal tuo fratello italo-taize-sovietico
    Luca

    translation for foreign friends of Henry:
    (cause the friend of my dear friend are also my friends)

    Dear Enrico
    just want to say to you how much your lithuanian experience is very close to mine that im living now here in russia(not in big cities expecially Moscow)is pleasant to know that in the world there are still places like theese ))
    an hug from your italian-taize-soviet brother
    Luca

  4. Karim Gorjux says:


    Oh che bello. Ciao Agne!

  5. Henry says:


    Luca:senti, non te l’ho mai detto esplicitamente ma più ti conosco e più mi sembri davvero un grande.
    Hai le palle ragazzo, e le scelte che hai fatto nella tua vita da qualche anno a questa parte lo confermano: a partire da quella settimana a Taizè che poi sono diventati quasi 2 mesi, mi hai sempre piacevolmente stupito.
    E questo tuo periodo di vita in Russia ne è la definitiva conferma: bravo Luca, le hai avute davvero quadrate e sei riuscito a raggiungere il non facile obiettivo che ti eri prefissato.
    Ci vedremo quest’Estate a Taizè, se l’agente Smith non mi fa storie cerco di fermarmi fino al tuo arrivo, così tu mi insegni un pò di russo ed io un pò di lituano.
    Karim e Luca: per quel che vi conosco avete 2 caratteri differenti, ma -chissà- magari un giorno vi presento, dato che avete vissuto esperienze simili (il primo in Lituania e il secondo in Russia)…chi vivrà vedrà… ;)

  6. baltic man says:


    Troppo difficile lasciare un commento, questa volta.
    Come ti ho già detto, se ne parla domenica sera!

    Ma lasciare tutto quello che hai descritto (molto bene) non sarà facile.

  7. Karim Gorjux says:


    Sandro, ma io ti vedrò domenica sera? :-)

  8. ced says:


    ma qualcuno di voi nonturistisessuali sarà in vilnius tra il 12 e il 17?

  9. Henry says:


    Per quanto mi riguarda penso proprio di no, indipendentemente dal fatto che tu ti riferisca a Luglio o Agosto…

  10. ced says:


    effettivamente hai ragione:
    luglio ;-)

  11. baltic man says:


    ok Henry, ok Karim, domenica sera 22.00 al falo’ pub -> lesegno (cn ovviamente e purtroppo…!)

  12. Il mio switch says:


    [...] problema, accompagnandomi fedelmente nei miei numerosi viaggi tra casa ed università, nonché nelle trasferte all’estero a lungo termine. Con quel portatile ho sensibilmente aumentato (grazie ad amici sempre disponibili [...]

  13. Henry’s i-Diary » Blog Archive » My thoughts about Lithuania (written in lithuanian). says:


    [...] Article 2.: Lietuva, labai tavęs pasiilgau Lietuva mano akimis (You can find the original article in italian here.) [...]



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