Dal precedente articolo (in cui parlo della localizzazione in italiano di Shiira), è nata in me una piccola ma importante riflessione: con la diffusione della connessione a banda larga internet è ormai facilmente e comodamente accessibile a chiunque e di conseguenza, impossibile non notarlo, in questi ultimi tempi le filosofie del freeware e dell'open source stanno sensibilmente prendendo piede...
...vorrei generalizzare e semplificare ulteriormente: c'è gente che gratuitamente lavora, investendo tempo e sacrifici, per offrire dei servizi alla comunità.
Qui inizia l'esame di coscienza:
Quanti utilissimi programmi freeware state utilizzando?
Quante volte Wikipedia vi è stata di aiuto per trovare (in un click!) le informazioni di cui avevate bisogno?
Quante volte, leggendo un blog, avete risolto un problema che affliggeva voi e il vostro computer da mesi?
Quante volte il software open source è giunto in vostro aiuto, fornendovi frequenti aggiornamenti dei programmi che più usate?
Rispondete a voi stessi, senza mentirvi, alle domande di cui sopra.
Bene, ora ponetevi quest'ulteriore domanda:
Cosa avete fatto voi per mantenere quel blog attivo, per sostenere lo sviluppo quel programma, per arricchire quell'enciclopedia?
Quello su cui voglio farvi riflettere è che esiste una comunità del web che quotidianamente si dà da fare, lavora, per fornirvi un servizio: questo è ciò che fanno coloro che scrivono articoli per Wikipedia, coloro che scrivono programmi freeware, coloro che si spulciano (migliorandolo) il codice sorgente di un software open source.
Questo è quello che facciamo (o che fanno, poichè il mio blog è ancora poco maturo da quel punto di vista) molti blogger: scrivono articoli e tutorial per aiutarci o più semplicemente informarci: insomma, per tornare al discorso di cui sopra, per offrirci un servizio.
Ciò che penso al riguardo è che queste persone spesso non ricevano il feedback che si meritano: e non sto parlando solo di donazioni economiche, sto parlando di gentilezza e cortesia.
Non volete o non potete donare qualche euro? Nessun problema.
Contribuire ad aiutare questa grande comunità che ha sede in rete è possibile anche senza donazioni economiche: molto spesso basta un commento, un "grazie", una mail.
Mia personale definizione di (parassita?) del web: utente che navigando in rete si nutre di informazioni prese da blog/siti, scarica ogni sorta di freeware possibile, ancora legge e ancora scarica senza mai degnarsi di interagire in alcun modo, neanche con un commento o un "grazie".
Il (parassita?) clicca su download, prova il nuovo programma o il nuovo set di icone, lo giudica "figo-ottimo-salvavita" ma mai e poi mai che interagisca o ringrazi.
Lui succhia tutte le risorse non solo senza contribuire ad arricchirle, ma addirittura senza neanche ringraziare o commentare.
Volete un chiaro e pratico esempio su come non essere un parassita? Eccolo:
poco fa stavo leggendo sul blog di iSleepy un post in cui iSleepy stesso ci dà la possibilità di scaricare gratuitamente un set di icone da lui creato, e l'unica cosa che chiede in cambio è un parere, un feedback, un riscontro.
Io ho scaricato e visionato quanto da lui creato, e la prima cosa che ho fatto è stata lasciargli un commento: ci sono voluti 20 secondi, mica sono morto di fatica.
Si noti che i commenti non devono essere per forza sempre positivi, ma devono essere. Punto.
Un commento, specie se richiesto, è già di per sè una importante ricompensa nei confronti di chi si è dato da fare per farvi un regalo.
Porca di una miseria, ma quando ricevete un regalo per Natale o per il compleanno lo dite un grazie, no?
Lo dite o no questo benedetto grazie?
E allora perchè quando un programma vi salva metaforicamente la vita o un blog vi tiene compagnia, perchè, perchè non contribuite, perchè non interagite?
Non ditemi che vi manca il tempo: per leggere un tutorial e imparare dal tutorial stesso ci vogliono spesso decine di minuti, cosa vi costa scrivere uno schifossimo grazie al fondo?
Alla persona che si è data da fare per insegnarvi quello che è l'argomento del tutorial un "grazie" è spesso più che sufficiente.
Ma vi cade l'ernia a cliccare su commenti e digitare queste poche lettere? G-r-a-z-i-e (volendo potete anche dilungarvi in un "il tuo articolo mi è stato utile", ma badate a non sforzarvi troppo, per carità).
Torniamo all'articolo su Shiira di cui ho parlato in apertura di post: anche se non lo uso come browser di default (che per me è Safari 3.0), mi è sembrato il minimo dare il mio piccolo contributo - ripeto, non economico, ma (poichè me la cavo benino con l'inglese) ho aiutato nella traduzione in italiano dei vari menù.
Con questo non voglio dire che io sia migliore dei parassiti, non voglio dire che io superi indenne questo esame di coscienza: no, ho ancora molto da migliorare, ma mi sono messo in cammino sulla buona strada.
A volte basta solo un pò di sano buon senso e un pizzico di sensibilità, doti che dovrebbero esser proprie di qualsiasi individuo che abbia superato l'età della maturità.
Un commento, un feedback, un grazie non costano niente a chi li scrive ma sono spesso fondamentali per chi li riceve.
Note da leggere con attenzione:
1. il termine parassita è qui da intendersi come stimolo a scrollare i parassiti dal loro comatoso stato di lunghissimo letargo.
Prego notare che non è utilizzato con intenzioni offensive, perchè dire ad una persona "Svegliati pigrone!" non significa volerlo offendere se (e dico se) è palese che il fine della parola stessa (pigrone o parassita) è far sì che il destinatario si dia una svegliata.
In poche parole, la buona intenzione che sta alla base rende il termine non offensivo: lo scopo non è offendere (negativo) ma far riflettere (che è invece un qualcosa di positivo).
Infine, badate che il punzecchiante termine parassita è stato in questo articolo accompagnato da (?), a significare il mio totale non giudizio nei confronti di chiunque.
2. non voglio che da oggi in poi tutti iniziate a lasciarmi commenti: con le visite giornaliere che riceve questo blog, se per ogni visita avessi un commento credo che faticherei non poco a leggerli tutti e a rispondere.
Inoltre, l'articolo che qui si va a concludere è riferito per lo più a servizi offerti, che il parassita sfrutta senza lasciare feedback: questo blog di servizi per ora ne offre pochi (non ci sono nè programmi da scaricare nè tanti tutorial da cui imparare), anche se forse un pò di compagnia ve la fa...
Per cui, se non l'avete ancora capito, non sto parlando nello specifico nè di me e nè del mio blog.
Ripeto, come ho già scritto in precedenza: a volte basta solo un pò di sano buon senso.
[tags]freeware, opensource, sensibilità, buon senso, partecipare alla comunità, blog, commenti, donazioni, feedback[/tags]
3 comments in “Facciamoci un esame di coscienza: siamo (parassiti?) a spasso per internet?”
Giugno 24th, 2007 at 22:10
Concordo in pienissimo con quanto scritto sopra e non perchè sono stato tirato in ballo, ma semplicemente perchè SONO STATO un parassita di internet.
Non fatico ad ammetterlo nè mi vergogno, ma è la cosa più immediata che viene da fare quando si ha a disposizione uno strumento così potente e così “fuori controllo”.
Non c’è vigilanza, com’è giusto che sia, nella navigazione e nelle decisioni personali di un blogger o di un visitatore della rete. E questa mancanza permette quindi chiunque di svolgere l’attivita di ricezione come meglio crede.
Per troppe volte ho preso software freeware, sfondi, icone, musica, senza portare il minimo contributo, anche solo un GRAZIE come tu dicevi. Poi però un bel giorno mi sono ritrovato dall’altra parte ed ho capito la grandezza del mio errore.
Rimango comunque del parere che per capire determinate questioni ci sia bisognodi viverle in prima persona, e non solo nella vita informatica ma anche e soprattutto in quella reale. Quando ci si confronta in pieno con delle problematiche, la via di scampo e la giustificazione “non l’avevo capito” non esiste più.
Grazie comunque per questo articolo, è molto utile concettualmente.
Giugno 24th, 2007 at 22:27
Ciao iSleepy, grazie per il bel commento.
Sono perfettamente d’accordo con quanto dici, anche perchè quando ho scritto:
Con questo non voglio dire che io sia migliore dei parassiti, non voglio dire che io superi indenne questo esame di coscienza: no, ho ancora molto da migliorare, ma mi sono messo in cammino sulla buona strada.
intendevo proprio dire che anche io SONO STATO un parassita, ma (poichè ora vedo le cose “dall’altra parte”), ho capito la grandezza del mio errore, ed ho deciso di porre il dovuto rimedio.
Commenti come il tuo sono il carburante che accende la mia voglia d’esser un blogger sempre migliore,
GenovaRomaAnconaZaraImolaEmpoli.
P.S: da ieri eri nei miei RSS.
Da oggi sei anche nei miei links.
Giugno 25th, 2007 at 14:17
Apprezzo il tuo tentativo, ma stai cercando di cambiare il un mondo, fallato alla base, dall’allto. Dobbiamo insegnare ai nostri figli queste cose, non ai nostri coetanei perchè hai già avuto modo di sperimentare che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…
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