Soffio via la polvere da una vecchia VHS contenente il film di Oliver Stone sui Doors, la spingo nel registratore e premo play.
Si dà infatti il caso che in questi ultimi giorni/settimane una lettura in particolare abbia catturato il mio interesse: questo libro, condito di tanto in tanto da quest’altro.
Ascolto la divina musica dei Doors da quando ho 16 anni, ma forse solo in questi strani giorni di cambiamenti, decisioni e rivoluzioni - 10 anni dopo quei 16 anni appena citati -
forse solo in questi giorni, dicevamo, riesco ad apprezzarne a fondo il significato.
Sto scivolando giorno dopo giorno sempre più nel profondo di questo meraviglioso mondo che c’è oltre le porte: ed è un bel viaggio, guidato dalle tastiere di Ray e dalle poesie di Jim.
Così ho qui i miei cd dei Doors (io sono quello cha fatica ad abituarsi agli mp3) ad arricchire le letture di cui sopra - e poi ci sarebbe tanto altro da scrivere, ma adesso, qui nella stanza, il richiamo di Jim si fa sempre più intenso, irresistibile…
…a piedi nudi lo seguo fino a dove saprà condurmi.
“Awake.
Shake dreams from your hair
my pretty child, my sweet one.
Choose the day and choose the sign of your day
the day’s divinity
First thing you see.
A vast radiant beach and cooled jeweled moon
Couples naked race down by its quiet side
And we laugh like soft, mad children
Smug in the wooly cotton brains of infancy
The music and voices are all around us.
Enter again the sweet forest
Enter the hot dream
Come with us
everything is broken up and dances.”
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