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Archive for Maggio, 2007
31Mag07 Sailing on a Crystal Ship…
music video
0 Comments

Soffio via la polvere da una vecchia VHS contenente il film di Oliver Stone sui Doors, la spingo nel registratore e premo play.
Si dà infatti il caso che in questi ultimi giorni/settimane una lettura in particolare abbia catturato il mio interesse: questo libro, condito di tanto in tanto da quest’altro.
Ascolto la divina musica dei Doors da quando ho 16 anni, ma forse solo in questi strani giorni di cambiamenti, decisioni e rivoluzioni - 10 anni dopo quei 16 anni appena citati -
forse solo in questi giorni, dicevamo, riesco ad apprezzarne a fondo il significato.
Sto scivolando giorno dopo giorno sempre più nel profondo di questo meraviglioso mondo che c’è oltre le porte: ed è un bel viaggio, guidato dalle tastiere di Ray e dalle poesie di Jim.
Così ho qui i miei cd dei Doors (io sono quello cha fatica ad abituarsi agli mp3) ad arricchire le letture di cui sopra - e poi ci sarebbe tanto altro da scrivere, ma adesso, qui nella stanza, il richiamo di Jim si fa sempre più intenso, irresistibile…
…a piedi nudi lo seguo fino a dove saprà condurmi.

“Awake.
Shake dreams from your hair
my pretty child, my sweet one.
Choose the day and choose the sign of your day
the day’s divinity
First thing you see.
A vast radiant beach and cooled jeweled moon
Couples naked race down by its quiet side
And we laugh like soft, mad children
Smug in the wooly cotton brains of infancy
The music and voices are all around us.

Enter again the sweet forest
Enter the hot dream
Come with us
everything is broken up and dances.”

[tags]Doors, Ghost Song, Jim Morrison[/tags]

29Mag07 Not only Kill Bill: traduzioni, doppiaggi, p2p, e quant’altro.
movies
6 Comments

E così ieri sera mi sono deciso (finalmente - ed anche un pò casualmente) a noleggiare il DVD di “Kill Bill vol.1″: ho sempre avuto una sorta di stupido pregiudizio nei confronti dei film che sono sulla bocca di tutti, quelli che proprio “non puoi non aver visto”, quelli di cui i media parlano per mesi e mesi e di cui tu davvero non vorresti più sentir parlare.
Non so perchè, ma quando c’è troppo “chiacchiericcio-gossip” intorno ad un film - quando troppi riflettori sono puntati su una pellicola, quando la pellicola stessa diventa capace di discernere chi è “out” da chi è “in”, io semplicemente (non analizziamone adesso i perchè) me ne disinteresso.

Uma Thurman in Kill Bill

Ma torniamo a ieri sera, quando finalmente (ah, sì, anche un pò casualmente) mi ritrovo a noleggiare il DVD di Kill Bill dalla videoteca sotto casa; ecco un paio (forse qualcuna in più) di considerazioni in merito: Continue reading ‘Not only Kill Bill: traduzioni, doppiaggi, p2p, e quant’altro.’

27Mag07 Tool: “Lateralus”. (Parte 2.)
music video
1 Comment

Niente, niente, niente.
Mi ci sono perso di nuovo, nonostante lo ascolti dal lontano 2001.
Tra le centinaia di cd (riuscirò mai a convertirmi totalmente all’mp3?) in mio possesso, “Lateralus” dei Tool è sicuramente una tra le vette più alte…
…probabilmente “la” vetta più alta.
Ho letto decine e decine di interpretazioni e recensioni in merito a questo album, e i risultati sono sempre gli stessi: Capolavoro, con la “C” maiuscola.
Tornerò sovente su quest’argomento, non vogliatemene: tale album è un universo che regala incredibili sorprese ogni qual volta ci si vuole spingere un pò più in là nell’esplorarlo.
Per ora vi basti questo link, giusto per stuzzicare un pò la vostra curiosità:
Serie di Fibonacci e Lateralus dei Tool.

Ma soprattutto vi pregherei di gustarvi questo video (qualità più che discreta sia audio che video): prendetevi 10 minuti, gettate via il cellulare, regolatevi il volume delle cuffie o delle casse, premete play.
Buon viaggio [e lo sarà, se avrete la pazienza di andar fino il fondo: il finale (con apertura del terzo occhio da parte del protagonista) è da brividi - nessuna metafora].

[tags]Tool, Lateralus, Parabol, video, Serie di Fibonacci[/tags]

26Mag07 Transmutation. (Tool, Lateralus. Parte 1.)
music riflessioni
0 Comments

Un piccolo bug nella giornata odierna mi riporta alla mente una canzone dei Tool e riaccende profonde riflessioni che, da tempo, lascio libere di ruotare intorno ad un album così complesso come “Lateralus”.
Non andrò troppo nel dettaglio, premetto: l’argomento di cui scriverò oggi tocca campi infiniti quali la psicologia, la mitologia e l’astronomia - ci sarebbe da scrivere per ore ma, soprattutto, sono richieste conoscenze che ad oggi il sottoscritto ancora non possiede.
Prendete dunque questo post come semplice spunto di riflessione, opportunità di perdervi per qualche minuto tra questi miei pensieri.
Mi capita, di tanto in tanto e per fortuna non troppo sovente, di incontrare persone che fanno del rancore motivo di vanto: questo tipo d’essere umano colpisce sempre il mio interesse perchè, con pena, mi porta a chiedermi quanta insoddisfazione vi sia nelle loro vite, quanto debbano vivere male ogni singolo giorno.
Quanto debbano aver sofferto e quanto ancora stiano soffrendo: li vedo mutare in serbatoi straripanti del più corrosivo degli acidi, e mi dispiaccio nel veder che di questo stato d’essere loro se ne compiacciano.
(Il gioco di parole è voluto.)
Di questi bizzarri individui al limite dell’umano parla molto bene una canzone dei Tool, dal titolo “The Grugde” (prima canzone del cd “Lateralus”): lascio quindi siano i Tool a parlare…

Tool - The Grudge

Wear the grudge like a crown of negativity
Calculate what we will or will not tolerate
Desperate to control all and everything
(*cut*)
Clutch it like a cornerstone
Otherwise it all comes down
Justify denials and
Grip ‘em to the lonesome end
Clutch it like a cornerstone
Otherwise it all comes down
Terrified of being wrong
Ultimatum prison cell
(*cut*)
Drags you down like a stone to
Consume you till you choose to let this go
Give away the stone, let the oceans take and transmutate this cold and fated anchor
Give away the stone, let the waters kiss and transmutate these leaden grudges into gold

La canzone esprime molto bene il concetto, usando figure particolarmente calzanti, quali:

Continue reading ‘Transmutation. (Tool, Lateralus. Parte 1.)’

17Mag07 Faithfulness
pictures riflessioni
2 Comments

Lillo

Ci sono parole che vorrei regalarti, per descrivere una convivenza che prosegue da quasi 14 anni: parole preziose, così preziose che sfuggono continuamente e paiono impossibili da concretizzare/immortalare in un qualsivoglia discorso.
Rimangono dunque solo fragili pensieri a descrivere un rapporto che prosegue fedelmente dal lontano millenovecentonovantaquattro,
un rapporto che ha attraversato tutta la mia adolescenza e mi ha visto cambiare forma più volte, fino ad arrivare a quella attuale.
Un’amicizia che fluisce senza interruzioni attraverso fidanzamenti, diplomi, feste, sofferenze, vacanze, lauree, sorrisi, pianti, esperienze, crescite, cadute, Crescite.
Mi ritrovo così incapace ad esprimere la profonda intesa che abbiamo pazientemente instaurato con il Tempo: chiedo venia, e cerco di recuperare dedicandoti queste poche righe su un blog in cui vergognosamente di te non si era ancora parlato.
Spero d’aver posto un minimo rimedio.

Dedicated to my little brother Lillo - I feel as we’ve shared and entire Life together

15Mag07 I G.M.: Giovani Matusa.
informatica riflessioni
3 Comments

Disclaimer: il post ha la piccola pretesa di unire del serio all’ironico…non lo si prenda, scusate il gioco di parole, troppo sul serio. Soprattutto verso il finale: dai, fatemi vedere che sapete farvi una buona risata,
E’ (piuttosto) serio il concetto che, per meglio comprendere la generazione dei nostri figli, è bene non rimanere indietro da adesso per chi, come me, è tra i 20 e i 30 - il resto lo lascio al vostro buon senso…
L’ossimoro del titolo è messo lì ironicamente, “matusa” non è da intendersi in alcun modo come offensivo - almeno non in questo contesto.
Mi par scontato scriverlo, ma ognuno è libero di usare programmi open source o a pagamento.
Mi par scontato scriverlo, ma ognuno è libero di usare la tecnologia e l’informatica come meglio crede (senza nuocere a nessuno, ovvio).
So di aver un modo di scrivere troppo “serioso”: non fatemene una colpa e perdonate mie eventuali debolezze. :)

Sempre più vicini ai 30, un’età in cui non suona affatto fuori luogo pensare che (in un domani neanche troppo lontano) ci potrà essere della prole da educare nel migliore dei modi possibili - in base alle nostre esperienze, capacità, conoscenze.
Una delle maggiori difficoltà che potrà eventualmente porsi di fronte a noi futuri genitori sarà legata al “gap generazionale”, forbice separatrice che sarebbe bene ridurre fin da subito ai minimi termini.
Dovremo quindi essere in grado di capire i nostri figli, il loro modo di comunicare e (più in generale) il loro mondo.
Loro nasceranno con internet, con i cellulari tutto fare, i podcast, il voip, il p2p, gli acronimi da chat, la tecnologia spinta all’estremo: sarà nostro compito guidarli, step by step, in quest’universo che cambia così freneticamente.
Sarà nostro compito guidarli, per evitare che si smarriscano negli insidiosi antri del www, che si perdano, che instaurino con il computer malsane dipendenze.
Ed io credo, dal mio umile punto di vista, che Continue reading ‘I G.M.: Giovani Matusa.’

 
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