Edward mani di forbice Il favoloso mondo di Amelie Il giardino delle vergini suicide K-PAX La 25a ora Le conseguenze dellAmore The Elephant man The Matrix Credo siano tutti (in ordine alfabetico, per non far torto a nessuno). Considerato che avrò iniziato a guardare film con serietà ed occhio critico non prima dei 15, ne risulta che sono riuscito a riassumere 10 anni di visioni su pellicola in 8 titoli; tutto questo può significare, considerata una media di 2 film visti al mese: 1.che ho delle ottime capacità di critica/riassuntive/di scelta 2.che di film davvero meritevoli, in fondo, non ne siano usciti molti. Premesse a parte, gli 8 sopracitati sono quelli che mai mi stancherei di vedere, cambiando prospettiva di volta in volta per non precludermi alcuna possibilità interpretativa. Otto capolavori d'incomparabile bellezza: diversi l'uno dall'altro, ma tutti ugualmente meritevoli d'uno spazio a tempo indeterminato nella mia videoteca interiore. Lascerei stare infinite polemiche su quanto sia veritiero il vecchio detto “De gustibus non est disputandum” (mi si perdoni: lo ritengo applicabile solo in un ristretto range di casi), ed andrei subito a parlare di uno dei titoli in questione. Ebbene sì, proprio lei: Amelie. Riguardandone alcuni frammenti proprio ieri sera, ho ripensato a come (amici e conoscenti) l'abbiano disprezzato, giudicandolo in modo estremista e senza la benché minima apertura nel voler rivedere (anche solo in parte) la loro posizione in merito. Ho riflettuto sui motivi per cui qualcuno possa così mal giudicare Amelie, e sono giunto a questa probabile conclusione: la (quasi) totale mancanza di fantasia. Ritengo quindi che le persone non in grado di gustarsi tale film abbiano perso, crescendo, il sapore della profondità delle cose. Credo (non posso esserne sicuro, poiché non vivo la loro vita) che vedano la realtà composta da due semplici dimensioni e si perdano, appunto, la terza e forse più importante – la profondità. Hanno concretizzato troppo il loro modo di vivere, assottigliando sempre più un cubo fino a farlo divenire nient'altro che un banale quadrato. Poi, resosi conto del danno fatto, si sono immersi completamente nello studio, nel lavoro o in qualsiasi altra routine in grado dintrappolare la mente ed i pensieri: temono infatti che la fantasia torni a farsi viva e restituisca loro la profondità delle cose -grandi o piccole che siano- . A me spiace, lo dico sinceramente, che in troppi confondano il processo di maturazione con quello di invecchiamento: maturare non vuol dire invecchiare, non significa smettere di sognare (un po come si faceva da bambini). Lo studio, lindipendenza economica, il lavoro, la famiglia, sono pretesti che vengono usati per giustificare un indesiderato processo di decadimento interiore: maturare ha a che fare con esperienza e responsabilità, invecchiare con routine ed alienazione. Se confondete queste due cose è perchè state invecchiando ma, per paura di ammetterlo anche a voi stessi, fingete che tutto faccia parte della naturale e dovuta maturazione. Ed è ovvio, per tornare al tema iniziale, che individui alienati non apprezzino Amelie: il suo è un mondo (come da titolo) favoloso, in cui ci si sa ancora stupire, in cui ancora si gioca con la fantasia e l'immaginazione, in cui ogni piccola cosa è ancora viva e tridimensionale. E se questo non riuscite a capirlo o apprezzarlo, permettete che io mi dispiaccia un po per voi. [tags]Amelie, Edward[/tags]
6 comments in “G8 ed Amelie”
Marzo 8th, 2007 at 16:24
anche la colonna sonora di amelie è bellissima. Io l’ascolto quando vado in bicicletta e, sogna che ti sogna, tutte le volte rischio di venir spiaccicata come una gallina.
Marzo 9th, 2007 at 16:42
Allora esiste ancora qualcuno in grado di apprezzare Amelie
Per la colonna sonora posso solo dirti che Les Jours Tristes di Yann Tiersen (la versione cantata) è davvero godibile…
Luglio 18th, 2007 at 06:30
A me Amelie non piace, semplicemente perchè non parla di nulla.
Forse in un’altra sede ti spiegherò i canoni generali dei miei gusti a livello cinematografico.
Però ciò non toglie che sia un film davvero ben fatto.
Novembre 28th, 2007 at 12:10
[...] ancora una volta. Dopo aver già visto sia “Il giardino delle vergini suicide” (che rientra nei G8) che “Lost in translation”, qualche giorno fa ritrovo me stesso in videoteca per [...]
Novembre 28th, 2007 at 23:27
Come deve essere un film per venir considerato Davvero Meritevole?
Novembre 29th, 2007 at 11:07
Le maiuscole le hai messe tu - per rispondere alla tua domanda, visto che quella è la mia personale classifica dei film che più ho apprezzato, ne consegue che (per entrarne a far parte) un film debba saper sfiorare le corde delle emozioni più dolci e profonde…
…per Matrix, invece, è bastata la ventata di innovazione da lui promossa (tant’è che è poi stato punto di riferimento per molte altre pellicole prodotte a seguire).
Ribadisco, però, di non essere un critico.
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