Osservo con maturo distacco una mandria di pensieri che si rincorrono,
caotici nel loro voler tagliare quel traguardo metafisico posto fra me e lo schermo.
Li lascio liberi e non li condiziono,
ma sono così tanti e profondi che sincespicano, cadono, rotolano e simpolverano:
là dove dovrebbero essere cè solo una distesa bianca formato A4 ed una nera intermittenza verticale.
[Quando il troppo stroppia.]
L’eccessivo disordine sfrutta usualmente lastrazione come valvola di sfogo,
ma tale uscita di sicurezza sembra aver bisogno d’una ripulita di tanto in tanto: modelli stereotipati partoriti da una società fondamentalmente infelice si frappongono, cercando di limitare il flusso in uscita…
[…ma non è ancora il tempo di permetter loro facili intromissioni, visto il frequente utilizzo della sopracitata uscita di sicurezza.]
Così, respirando Musica e a giornata ormai conclusa, mi sento ora libero di dedicarmi ad argomenti ben più superficiali –
- quali l’informatica, che con sadico egoismo mi ha quasi rubato un intero fine settimana: l’esito è comunque positivo, considerato che adesso Linux è finalmente (e totalmente) configurato sia per il lavoro che per lo svago.
(L’utilizzo delle Microsoft Finestre si limita perciò ad un 10% del totale, forse anche meno.)
E’ stata una faticata ma, a lavoro finito, direi che ne potrebbe anche esser valsa la pena (il condizionale, con i computer, è d’obbligo. Sempre.)
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