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Il ritorno a casa è pregno di Dolce Malinconia… …no, non è stato un lungo viaggio e la permanenza fuori casa non è durata che 2 giorni, ma ciò non attenua le sensibili vibrazioni del coming back home: il ritorno questa volta è una romantica (e un po' triste) sonata di piano, fragili note con le quali saluto Torino e tutto ciò che questa città rappresenta per il sottoscritto. Perchè Torino è lontana dalla casa in cui ancora per qualche anno convivrò con i miei genitori, ma Torino è anche lontana dalla mia università: ergo in Torino per il sottoscritto non sussistono obblighi imposti da una qualche autorità esterna, ma solo gli obblighi/le regole che io mi dò. A Torino non devo paziente/costante/quotidiana obbedienza ai miei genitori e a Torino non devo sorbirmi compagni di corso che mi assillano con insistenti domande che rivelano il loro arrivismo. Torino è l'anarchia che autogestisco secondo quelle regole che con l'Esperienza ho fatto mie. Si badi bene: non sto dicendo che a Torino non ho doveri, sto solo dicendo che quello è il luogo in cui riesco a gestirli al meglio e in cui al meglio riesco a equilibrarli con i piaceri. Torino è tutto questo, ma è anche di più… …è infatti la città in cui mi sto creando (senza fretta alcuna) un probabile/nuovo gruppo di amici, e la cosa non può che rendermi felice. Per tutto questo mi sento di ringraziare con il pensiero (in ordine del tutto casuale): Sangi & Fede, Mirko, Silvia, Simona e tutti coloro che ancora devo conoscere nella sede sopracitata. [A due di questi qua sopra va un abbraccio più forte e prolungato, non me ne vogliano gli altri.] Credo sia tutto, almeno per ora.
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3 comments in “Il piacere dell’autogestione”

  1. Malinka says:


    i ritorni a casa sono sempre dolcemente malinconici per molti. per me sono solo delle grandi rotture *__*

  2. TheNothing says:


    La prima sensazione non esclude la seconda…
    [Tutta colpa dell'Inevitabile.]

  3. utente anonimo says:


    Non permettere a una persona che subisce le regole di dettarle proprio a te… tutti coloro che entrano in casa mia, e sottolineo casa mia, sono mie ospiti e ci staranno fino a quando dico io e nel tuo caso fino a quando quella casa sarà per un quarto mia, quel quarto sarà anche tuo. — Anubi –



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