13 Mag
Scatti che non fermano il Tempo.
Il Tempo accorcia il guinzaglio limitando le mie libertà gestionali,
in questa Primavera pregna di cambiamenti.
Crucciarsi per un limite così oggettivo sarebbe da stupidi: in un giorno se ne contano ventiquattro, ed è un prendere o lasciare.
Non resta dunque che ottimizzare ciò che la matematica suddivisione del Tempo accuratamente fornisce,
calcolandone il doppio di dodici ogni giorno,
ripartendole tra notte e dì in modo differente al variare delle Stagioni.
Ed è ora, in questa Primavera di piccole dolci rivoluzioni, che il dì allunga i suoi luminosi arti per sottrarre alla notte qualcuna di quelle monetine dal valore di tremilaseicento secondi:
20+4, però, continuano ogni giorno di più a sembrare insufficienti, ed il sonno reclama la sua fetta di bottino.
Con fatica riesco ad aggiornare questo mio diario, vorrei fermare il Tempo:
come quando lo specchio della reflex si solleva,
il sensore si spoglia dell’otturatore come un’Amante vogliosa si libera dei vestiti,
desiderosa di lasciarsi inondare di luce, impressionandosi con colori, forme, immagini.
Vorrei fermare il Tempo, ma ho come l’impressione che neanche i miei scatti ci riescano:
se non rallentano la ritmica danza delle lancette, però, almeno riescono oggi a lasciarmi qualche briciola di soddisfazione in più rispetto a ieri…
…soprattutto quelli così vanitosi da mettersi in mostra nella prima pagina del mio account Flickr.
Ed è tutto, per ora: a risentirci durante la 25a ora.



